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Il buco dell'Ozono
Prima di iniziare un esercizio relativo all’argomento, vi suggeriamo di documentarvi con informazioni specifiche, per esempio leggendo come si comporta l’atmosfera. I continui processi chimici nella stratosfera devono essere studiati per stabilire come si rapportano con il costante e pericoloso assottigliamento dello strato d’ozono.
A questo punto vi chiederete se i valori di ozono si possono misurare con precisione. La risposta è SÍ, gli scienziati sono in grado di farlo! Con l’ausilio di palloni aerostatici, razzi e simili lanciati nella stratosfera, gli scienziati sono in grado di reperire informazioni che poi analizzano e confrontano con dati forniti da satelliti in orbita polare equipaggiati con sensori speciali in grado di fornire una visione sinottica globale del pianeta, giorno dopo giorno.
Per osservare la situazione odierna, a distanza di poche ore, cliccate sul link qui sotto, che presenta la cartina planetaria delle 'Colonne di ozono totali' TEMIS. Compariranno le colonne d’ozono indicate dal servizio GOME Fast Delivery Service, che vi comunicherà il luogo dove è stato effettuato l’ultimo rilevamento (posizione attuale del satellite – rettangolo nero con freccia). Per interpretare i colori, leggete la legenda sotto l’immagine del pianeta dove troverete i valori corrispondenti in Dobson. I valori alti sono in rosso, quelli bassi in verde, quelli pericolosi in blu e in nero (ris. magenta). Che valori si registrano oggi nel vostro paese? L’idea che sta dietro quest’esercizio è quella di studiare l’evolversi del buco d’ozono nel corso degli ultimi 30 anni e di scoprire il periodo o persino i giorni di massima espansione (strato minimo di ozono) in un anno. Si potrà esaminare anche l’evoluzione da un anno all’altro.
Cominciamo con la situazione in passato.
Valutate questa serie di immagini. Che differenza notate tra le immagini degli anni 70 e quelle degli anni 80 e 90? (Un cerchio nero in corrispondenza del polo indica che non ci sono dati disponibili).
Guardate il filmato, interrompendolo e riavviandolo più volte, per scoprire la data di massima espansione del buco d’ozono. Interrompete il filmato e prendete nota. Confrontate la data trovata con la massima ampiezza del buco d’ozono registrata negli anni precedenti (per es. nel 1998).
Avvicinate lo zoom all’immagine del 1998 e portatela alle dimensioni di quella dell’anno 2000. Ora confrontante le due immagini e copiate il contorno del continente antartico e dell’America Latina dall’immagine del 1998 su un lucido (usate una penna nera). Copiate la transizione verde-blu dell’immagine dell’anno 2000 come contorno sul lucido e fissate il lucido stesso sullo schermo del PC. Fate attenzione a non scrivere sopra lo schermo! Usate un colore diverso per trasferire la situazione del 1998 sullo stesso lucido.
Analizzate il lucido! Il buco d’ozono è più ampio e forse anche più profondo? Controllate i contorni e il colore! Valutate i cambiamenti della superficie approssimando ogni linea di contorno a un cerchio di uguali dimensioni (usate un secondo lucido). I raggi dei cerchi risultanti dovranno essere convertiti in chilometri tramite una cartina in scala nota. Poi valutate la superficie dei cerchi. Quanto differiscono l’uno dall’altro, in termini assoluti e in percentuale? Collegatevi al sito Web di KNMI e visitate la sezione "Special Events" (Eventi speciali). Vi sono solo buchi d’ozono in corrispondenza del continente antartico?
Usate questo metodo per valutare le dimensioni del buco d’ozono (la transizione è segnalata dall’area con meno di 250 DU o dalla linea di contorno dal verde al blu). Last update: 27 Giugno 2012
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