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Map of Flisa region
Mappa della regione Flisa
Ambiente di sfondo
 
Nella primavera del 1995 la neve restò più a lungo del solito con ulteriori precipitazioni che incrementarono lo strato nevoso in parti estese del bacino di raccolta dei fiumi Glomma e Lågen. Alla fine di aprile 1995, l’accumulo di neve era superiore del 130 - 150 per cento rispetto al normale.

Il’8 maggio, per circa una settimana, le temperature scesero ben al di sotto della loro media stagionale. Ma come mostra la figura 2, nei giorni seguenti aumentarono improvvisamente di 10 gradi centigradi.

Un comunicato stampa del 9 maggio 1995 diceva: "Lo scioglimento ritardato delle nevi può determinare un disgelo a temperature più elevate con possibile aumento del pericolo di forti inondazioni nelle aree più coperte da neve. Eventuali forti precipitazioni durante il disgelo potranno aumentare il rischio di inondazioni."  
 
The Glomma and Laagen catchment area
Bacino di raccolta dei fiumi Glomma e Lågen
Informazioni geografiche
 
Il Glomma, con un corso di 617 km, è il fiume più lungo della Norvegia; si origina nel Roerosvidda e sfocia a Frederiksstad, dopo avere raccolto precipitazioni dal 13% dell’intera superficie del paese.

Il 16% delle sue acque sono regolate.

Le precipitazioni annue variano tra 30 cm e più di 100 cm sui monti.

Il servizio meteorologico basato sulle osservazioni da satellite fornì con buon anticipo un segnale di pericolo di inondazioni ed iniziò un monitoraggio serrato della neve ancora accumulata durante il periodo di disgelo.

Già all’inizio della primavera, l’osservazione dal satellite aveva rivelato grandi accumuli di neve nella parte sud orientale della Norvegia.

Le aree di colore bianco sull’immagine indicano l’impossibilità di effettuare misurazioni a causa delle nubi.

In blu sono indicate le aree di scioglimento totale delle nevi a partire da aprile, in rosa le aree in cui lo scioglimento era parziale.

In rosso è indicato l’accumulo di neve, ossia la presenza di neve in aree più elevate.
 
 
Precipitation and temperature at Lake Størsjon
Precipitazioni e temperature al Lago Størsjon
Il fiume Glomma
 
Il 28 maggio fu dato l’annuncio che il fiume Glomma vicino a Elverum e a Gudbransdalslaagen aveva raggiunto un livello medio di piena e il livello delle acque cresceva rapidamente. L’acqua continuò a salire nei giorni seguenti.

Nella serata del 31 maggio a Elverum la piena toccò il livello più alto mai raggiunto nel secolo.
 
 
River Glomma at Elverum
Fiume Glomma a Elverum
Il 2 giugno il livello delle acque era 70cm sopra il livello toccato nella piena del 1934.

Mentre le aree basse lungo il fiume Glomma erano già inondate da tempo, anche migliaia di ettari finirono sottacqua e molte case dovettero essere evacuate.
 
 
Long term predictions of 16 May for Lake Mjøsa
Previsioni a lungo termine del 16 maggio per il lago di Mjøsa
La valle di Gudbranddalen
 
Le acque del lago Mjøsa, il più grande del paese, crebbero rapidamente dal 1° giugno con un aumento di circa 2cm/ora per molti giorni. Di conseguenza furono prese misure di protezione contro la piena.
 
 
44 Powerstations and 26 Reservoirs
44 centrali elettriche and 26 reservoirs
Si costruirono dighe di protezione per impedire alle acque di raggiungere gli edifici nelle aree più basse.
 
 
Glomma and Laagen catchment areas
Bacino di raccolta dei fiumi Glomma e Lågen
L’11 giugno la piena raggiunse il livello più alto toccando i 7,94m presso Hamar.
 
 
Floods in Lake Mjøsa at Hamar
Inondazioni in Lago Mjøsa a Hamar
Il 7 aprile il GLB (Glommen's and Laagen's Water Management Association) decise inaspettatamente di richiedere al Ministero norvegese delle acque e dell’energia NVE, il permesso di far defluire preventivamente le acque di un bacino idrico - il lago Osen – e di nuovo l’8 maggio per il lago Mjøsa.
 
 
Effect of flood-reducing measures in Lake Øyeren
Effetto misure di riduzione di alluvioni del Lago Øyeren
Il lago Øyeren
 
Dighe di protezione furono costruite anche a Lillestrøm lungo tutta l’area edificata per contenere le acque in piena dell’Øyeren.

Dopo la piena del 1967, furono spesi 50 milioni di corone norvegesi per rendere sicura l’area presso il lago Øyeren.

L’imboccatura del lago Øyeren fu ampliata con la dinamite e furono rimessi in opera due vecchi tunnel di derivazione, dotati di paratie da aprire in caso di piena, per consentire il deflusso di 800m3/s supplementari.

Durante la piena del 1995 il lago Øyeren fu fatto defluire il più possibile.

Il Ministero norvegese delle acque e dell’energia NVE fece aprire i tunnel di derivazione il 31 maggio e il 2 giugno, quando il livello delle acque nel lago Øyeren si avvicinò a 6m.

Le misure contribuirono ad abbassare il livello dell’acqua per un totale di 2,25m.

Grazie a questo intervento l’area urbana attorno al lago Øyeren fu salvata dai pesanti danni che l’inondazione avrebbe causato.
 
 
Image of the Glomma after the floods
Immagine del Glomma dopo le inondazioni
La regione di Flisa
 
Dati dal satellite

I dati dal satellite nel 1995 furono registrati usando immagini SPOT a partire dal 27 giugno. L’immagine multispettrale (XS) fu acquisita dopo che il satellite fu programmato per registrare le inondazioni nella regione dell’Østlandet del 1995 a scopo cartografico.

I sensori multispettrali del satellite misurarono la radiazione riflessa di varie bande (canali) all’interno degli intervalli del visibile e dell’infrarosso. La risoluzione di immagine era di 20m – ciò significa che ogni pixel nell’immagine rappresentava una quadrato di 20m al suolo.

Elaborazione di immagini

Dopo la correzione geometrica e la regolazione GIS, i dati del satellite sono sottoposti al processo di elaborazione digitale di immagini (effettuato da Statens kartverk, Miljøenheten i Arendal). La luce nel campo del verde, del rosso e dell’infrarosso vicino viene codificata con colori per evidenziare gli elementi della vegetazione e gli elementi di utilizzo del territorio. Le informazioni ottenute dalla radiazione nell’infrarosso sono importanti soprattutto perché la vegetazione, in questa porzione dello spettro elettromagnetico invisibile all’occhio umano, mostra la variazione maggiore.

Il segmento qui mostrato è codificato con colori per evidenziare gli elementi paesaggistici più importanti. I colori facilitano la comprensione dell’immagine. A supporto, sono stati scelti colori quasi naturali.

Natura, elementi paesaggistici e utilizzo del territorio

La regione di Flisa è situata nella zona inferiore dell’Østerdalen dove la vallata è ampia e piatta e vi è meno sedimentazione a opera dei fiumi e dei torrenti glaciali.

In questa sezione si può vedere la sabbia, la sabbia fine e i depositi di limo dovuti a piene precedenti. I depositi formano terrazze su vari livelli sopra l’attuale letto del fiume. Nell’immagine si distinguono tracce dei letti del fiume precedenti, con i classici meandri, i cosiddetti laghi Oxbow, visti in relazione con l’immissario (il torrente Flisa) sul lato est del fiume Glomma. Nei fiumi si riconoscono sezioni più chiare, che indicano un accumulo di sabbia nella parte interna delle curve dei meandri.

La maggior parte dell’area è coltivata in prevalenza a cereali. Sono abbastanza comuni anche la coltura di patate e i prati. La vegetazione naturale consiste in conifere, principalmente pini nelle aree secche, e betulle e altri alberi decidui sui pendii, lungo i fiumi e sulle terrazze dove l’umidità del suolo è superiore. Nelle aree coltivate si trovano spesso edifici colonici ed abitazioni sparse. Porzioni dell’abitato di Flisa si possono vedere nella parte alta dell’immagine.

Interpretazione dei danni da inondazione

Per ottenere una comprensione migliore degli elementi dell’area, raccomandiamo l’utilizzo di una cartina in scala 1:5.000 che garantirà molte più informazioni sugli elementi paesaggistici locali su un’area circoscritta. Utilizzate in combinazione con la cartina in scala 1:5.000 una cartina in scala 1:50.000. per inserire l’area delimitata in un contesto più ampio.

L’estratto dell’immagine dal satellite del 27 giugno rivela che il volume d’acqua del fiume ha cominciato a tornare nella norma stagionale e il fiume è rientrato nuovamente nel suo letto consueto. Durante la piena ha invaso una vasta area e formato nuovi letti o ricadute in letti precedenti asciugati da tempo e coltivati. I danni furono causati dall’erosione del suolo nei campi coltivati e dalla distruzione di infrastrutture ed edifici. Intere abitazioni furono sradicate dalle fondamenta e trascinate a valle o fatte a pezzi dalla furia delle acque.

Il danno più comune, che interessa grandi aree nell’immagine ed è molto visibile, è la distruzione della vegetazione naturale e del suolo nei terreni coltivati e i depositi di sabbia, ghiaia e limo che coprono l’area. Le coltivazioni e la produzione saranno distrutte o pregiudicate per lungo tempo. Queste aree appaiono di colore grigio/bianco e indicano aree prive di vegetazione. La posizione e il delineamento di queste aree indicano chiaramente anche dove si è verificato il danno. Le aree dove i livelli di piena sono proseguiti più a lungo appaiono di colore blu-verde più scuro.

Le aree coltivate che non sono state danneggiate dalla piena possono apparire con l’identica colorazione delle aree danneggiate, se nel momento in cui il satellite è transitato sulla zona non erano coperte da vegetazione (es. terreni appena arati). Tuttavia tali terreni di solito sono delimitati chiaramente e sono circondati da terreni coltivati (che appaiono in arancione). I campi che si trovano sopra il livello delle acque, ma sono vicini alla linea di piena, possono subire danni a causa del livello alto delle acque che satura i sistemi radicali delle piante. Per esempio le patate sono abbastanza sensibili, mentre i terreni erbosi possono restare sommersi per alcuni giorni senza subire danni seri. Una delle lezioni che si imparano dalle piene è che la vegetazione naturale come la foresta, il sottobosco ed i terreni erbosi resistono meglio ai danni e all’erosione rispetto ad altri tipi di copertura del suolo e quindi andrebbero utilizzati maggiormente in futuro nelle aree a rischio di inondazione.

In generale l’entità del danno si calcola sulla base della vegetazione e delle coltivazioni rimaste intatte in un’area.

I terreni coltivati che non sono stati danneggiati appaiono di colore arancione e le aree coperte da foresta appaiono di colore verde. Le aree edificate e le strade appaiono con lo stesso colore delle aree danneggiate, ma si distinguono per struttura e modelli.
 
 

 


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