Introduzione


Norway and Sweden experienced record-breaking floods in May and
 
 
 
 
Non esiste un posto sulla Terra che possa ritenersi al riparo da disastri. I paesi tropicali nel sud-est asiatico sono quelli più soggetti a questi fenomeni. In un paese magnifico come le Filippine, le inondazioni, i tifoni, i terremoti e le eruzioni vulcaniche sono frequentissimi. Anche in Europa, nonostante il livello di vita elevato, le popolazioni sono spesso colpite da eventi come inondazioni e tempeste. Ogni volta che si verifica un disastro, le discussioni vertono sulla rapidità e sull’adeguatezza delle misure di intervento o se fosse stato possibile evitare o prevenire una catastrofe.

Le tecnologie di osservazione della Terra possono dare un contributo in questo campo? I satelliti, nella loro orbita, sorvolano quasi tutte le regioni del pianeta e forniscono immagini con regolaritá. Queste immagini si possono utilizzare non solo per rilevare e monitorare le aree colpite da disastri, ma anche per valutare i danni, una volta cessato l’evento. Esse forniscono inoltre informazioni di vitale importanza per coloro che pianificano ed eseguono operazioni di assistenza e soccorso, nonché per le autorità incaricate di esaminare le richieste di risarcimento presentate dalle persone che hanno subito le conseguenze degli eventi catastrofici.
 
 
Monitoraggio e gestione dei disastri
 
Seguono alcune osservazioni di carattere generale sul monitoraggio dei disastri, con particolare riguardo ai termini e alle procedure utilizzate comunemente nella gestione dei disastri.

Essere pronti alle emergenze significa poter ridurre al minimo le perdite di vite umane e i danni materiali per eventi catastrofici naturali o causati dall’uomo. Essere preparati significa sia prevedere un evento che specificare le azioni da intraprendere durante e subito dopo il disastro.

Le autorità si occupano di informare la popolazione sulle azioni da intraprendere in caso di emergenza. Nel corso di un evento, o subito dopo, il comportamento sia a livello pubblico sia della popolazione subisce importanti cambiamenti. Ciò spesso implica l’assunzione di responsabilità organizzative supplementari da parte delle autorità. Fornendo informazioni sui pericoli ed organizzando programmi educativi, si può migliorare la prontezza di risposta ed il comportamento della popolazione e del paese durante un disastro.

La pianificazione della consapevolezza del pericolo si occupa di migliorare la capacità di risposta ai disastri naturali di una particolare area, regione o nazione. La preparazione ai disastri promuove lo sviluppo di un sistema per il monitoraggio dei pericoli conosciuti, un sistema di segnalazione del pericolo, piani d’emergenza e di evacuazione, percorsi di emergenza, nonché la formulazione di programmi educativi per le autorità pubbliche ed i professionisti. Molti paesi dell’America Latina e dei Caraibi stanno sviluppando ed adottando piani d’emergenza per localizzare e mobilitare con efficacia risorse umane e nazionali in caso di disastro.
 
 
Il processo di gestione dei pericoli naturali si può dividere in misure pre-evento, durante e immediatamente dopo l’evento e post-disastro. In ordine cronologico approssimativo, si possono così riassumere:

  1. Misure pre-evento
    1. Mitigare i pericoli naturali
      • Raccogliere dati e analisi
      • Ridurre la vulnerabilità
    2. Prevedere i disastri naturali
      • Preparare all’emergenza (incluso monitoraggio, piano d’allerta, evacuazione)
      • Programmi di educazione e addestramento
  2. Misure durante e immediatamente dopo i disastri naturali
    1. Soccorso
    2. Assistenza
  3. Misure post-disastro
    1. Effettuare interventi di riabilitazione
    2. Effettuare interventi di ricostruzione

 
 
Sistemi di monitoraggio dei disastri
 
Si tratta di sistemi che consentono l’osservazione, la misurazione e la valutazione costanti di un processo o di un fenomeno, intraprendendo misure volte ad evitare i pericoli o misure correttive.

Terremoto - misurazione geodinamica dell’accumulo di deformazioni
Vulcano - individuazione/misurazione di emissioni di gas, temperatura, piccoli movimenti e terremoti
Frane - umidità del suolo, porosità e piovosità, stabilità dei pendii
Piene improvvise - misurazioni locali delle piogge
Formazione di tempeste - ento di superficie sull’oceano = misure delle velocità
Cicloni tropicali - previsione sinottica della situazione meteorologica
Tornado - previsioni attuali, osservazioni locali della situazione meteorologica
Siccità - modelli climatici di lungo periodo
Fuoriuscite di petrolio - sorveglianza aerea combinata con passaggi del satellite
 
 
La maggior parte di queste misurazioni deve essere acquisita sul campo usando attrezzature sofisticate. Queste ultime sono spesso collegate ai laboratori o agli enti centrali tramite sistemi di telecomunicazione. I satelliti ricoprono un ruolo sempre più importante per il monitoraggio di questi dati. Essi sono in grado di eseguire sorveglianza su una vasta area, mentre le apparecchiature sul campo eseguono solo misurazioni di punti specifici. I satelliti possono misurare le temperature e valutare piccoli movimenti della Terra (che spesso segnalano lo scoppio di eruzioni vulcaniche).

Per le previsioni meteorologiche, le immagini fornite dal satellite relative alla distribuzione dei sistemi nuvolosi rivestono un’importanza fondamentale. Il monitoraggio dei fenomeni di siccità è supportato dai dati forniti dai satelliti che indicano lo stress cui sono sottoposte le piante a causa della mancanza di acqua e la vitalità/produttività della vegetazione.

I satelliti sono anche molto utili per raccogliere informazioni durante i disastri naturali e subito dopo.

Dato che il cielo è frequentemente coperto da sistemi nuvolosi, si utilizzano i satelliti dotati di sensori radar. Essi, unitamente ad informazioni cartografiche, sono in grado di fornire valide informazioni per operazioni di salvataggio ed assistenza.

Infine anche le misure post-disastro, come la riabilitazione e la ricostruzione, se supportate da un monitoraggio via satellite, sono notevolmente facilitate soprattutto in vaste aree dove altri strumenti (sorvoli, visite sul campo) non sono disponibili oppure inefficienti e costosi.
 
 
 
Last update: 14 Gennaio 2010


Monitoraggio dei disastri

 •  Cicloni tropicali (http://www.esa.int/SPECIALS/Eduspace_Environment_IT/SEMFW5TP82G_0.html)
 •  Terremoti (http://www.esa.int/SPECIALS/Eduspace_Environment_IT/SEMZA6TP82G_0.html)
 •  Inondazioni (http://www.esa.int/SPECIALS/Eduspace_Environment_IT/SEMWXSLX82G_0.html)
 •  Inquinamento da petrolio (http://www.esa.int/SPECIALS/Eduspace_Environment_IT/SEMFJX60A2G_0.html)
 •  Vulcani (http://www.esa.int/SPECIALS/Eduspace_Environment_IT/SEMBK270A2G_0.html)