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I ghiacciai perdono nove trilioni di tonnellate di ghiaccio in mezzo secolo

09/04/2019 616 views 5 likes
ESA / Space in Member States / Italy

Quando pensiamo al cambiamento climatico, una delle prime cose che viene in mente è lo scioglimento del ghiaccio polare. Tuttavia, la perdita di ghiaccio non è limitata solo alle regioni polari. Secondo una ricerca pubblicata ieri, i ghiacciai in tutto il mondo hanno perso ben oltre 9.000 gigatonnellate (nove trilioni di tonnellate) di ghiaccio dal 1961, innalzando il livello del mare di 27 mm.

Un team internazionale, guidato dall'Università di Zurigo, in Svizzera, ha utilizzato le osservazioni classiche del campo glaciologico combinate con una quantità di informazioni provenienti da varie missioni satellitari per calcolare accuratamente quanto ghiaccio è stato perduto o guadagnato da 19 diverse regioni ghiacciate in tutto il mondo.

Questa ricerca, pubblicata su Nature, rivela che i ghiacciai hanno perso 9.625 gigatonnellate di ghiaccio tra il 1961 ed il 2016.

Le maggiori perdite regionali sono in Alaska, seguito dai ghiacciai intorno al bordo della calotta di ghiaccio della Groenlandia e dai ghiacciai nelle Ande meridionali. Importanti quantità di ghiaccio sono inoltre andate perdute dai ghiacciai del Canada e della Russia nell'Artico, così come da Svalbard.

Neanche ghiacciai delle regioni temperate come le Alpi europee e la catena montuosa del Caucaso sono sfuggiti alla perdita di ghiaccio, ma sono troppo piccoli per dare un contributo significativo al livello del mare.

Da notare, che la sola area a guadagnare ghiaccio durante un periodo di 55 anni è stato il sud-ovest dell'Asia (nella mappa, ASW). Qui, i ghiacciai hanno accumulato 119 gigatonnellate di ghiaccio, ma il vicino sud-est asiatico (ASE) ha perso all'incirca lo stesso quantitativo, 112 tonnellate.

Anche l'ESA Climate Change Initiative (iniziativa ESA per il cambiamento climatico) – un programma di ricerca incentrato sulla generazione di set di dati globali per le componenti chiave del clima della Terra, conosciute come variabili climatiche essenziali – è stato elemento chiave per la ricerca.

Il progetto relativo ai ghiacciai di questa iniziativa, insieme al precedente progetto ESA GlobGlacier, ha fornito i contorni del ghiacciaio ed informazioni sui cambiamenti della massa di ghiaccio per migliaia di singoli ghiacciai.

Frank Paul, co-autore dello studio, spiega: "I contorni dei ghiacciai sono necessari per fare dei calcoli precisi delle zone in questione. Ad oggi, questa informazione veniva prevalentemente dai satelliti statunitensi Landsat, i cui dati sono inviati agli utenti europei in base ad accordo di missione Terza Parte con l'ESA".

"In futuro, la missione Sentinel-2 del programma europeo Copernicus, in particolare, contribuirà sempre più al monitoraggio preciso dei cambiamenti del ghiacciaio".

Modelli di elevazione digitale, che forniscono dettagli topografici di una regione, sono stati calcolati utilizzando informazioni del sensore ASTER della JAXA, l'agenzia spaziale giapponese, a bordo della missione statunitense Terra e della missione tedesca TanDEM-X. Entrambe le fonti sono state elaborate all'interno del programma Glaciers Climate Change Initiative e di altri progetti.

Questi dati, insieme al database glaciologico completo compilato dal World Glacier Monitoring Service, ha permesso ai ricercatori di ricostruire i cambiamenti dello spessore del ghiaccio di 19.000 ghiacciai in tutto il mondo.

Unendo questi due metodi di misurazione e con il nuovo, completo, set di dati, i ricercatori hanno potuto stimare quanto ghiaccio si è perso ogni anno in tutte le regioni montuose a partire dagli anni '60.

Le misurazioni del ghiaccio effettuate sul campo hanno fornito le fluttuazioni annuali, mentre i dati da satellite hanno permesso ai ricercatori di determinare la perdita di ghiaccio su un periodo di molti anni o decenni.

Il responsabile di ricerca, Michael Zemp, ha detto: "Mentre adesso possiamo fornire informazioni chiare su quanto ghiaccio una regione glaciale perde ogni anno, è altrettanto importante notare che il tasso di perdita è cresciuto significativamente negli ultimi 30 anni. Stiamo attualmente perdendo un totale di 335 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno,  che corrispondono ad un innalzamento dei livelli del mare di quasi 1 mm per anno".

Mentre il riscaldamento delle acque dell'oceano rimane il maggior fattore dell'innalzamento del livello del mare, lo scioglimento del ghiaccio polare è il secondo più grande contributore all'innalzamento dei mari.

Il Dott. Zemp aggiunge: "In altre parole, ogni singolo anno perdiamo quasi tre volte il volume di tutto il ghiaccio immagazzinato nelle Alpi europee, e ciò rappresenta circa il 30% dell'attuale tasso di innalzamento del livello del mare".

In tutto il mondo inoltre, i ghiacciai in via di estinzione significano in definitiva meno acqua per milioni di persone, minor potenza idroelettrica e meno acqua per le coltivazioni. Se lo scioglimento dei ghiacciai comporta anche l'innalzamento del livello del mare, aumenta pericolosamente il rischio di altri disastri naturali come le inondazioni da collasso di laghi glaciali ed il relativo scorrere dei detriti.

La velocità con la quale i ghiacciai stanno perdendo massa nel lungo termine è molto importante per prendere future decisioni informate in merito all'adattamento. Di conseguenza, questo tipo di informazione è importante per gli organi internazionali che valutano i cambiamenti climatici, come il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico.

Mark Drinkwater, Consulente Senior dell'ESA per la criosfera e per il clima, aggiunge: "Tenendo a mente le conseguenze socio-economiche, il destino dei ghiacciai in un clima futuro è qualcosa a cui l'ESA guarda con serietà".

"È fondamentale sviluppare le capacità di monitoraggio esistenti utilizzando le osservazioni provenienti dalle missioni Sentinel del programma Copernicus della Comunità Europea, e da altre missioni ESA e da Missioni Terza Parte. I loro dati sono cruciali nel permetterci di costruire una robusta prospettiva del clima per rivelare le fluttuazioni regionali, e da anno ad anno, dei ghiacciai e di altre parti della criosfera come per esempio le coperture nevose, il ghiaccio marino e le calotte di ghiaccio".

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