Il passaggio di Venere
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Il transito di Venere

03/06/2004 491 views 0 likes
ESA / Space in Member States / Italy

Se la scorsa estate ha visto Marte dominare nel cielo notturno, l’estate che sta arrivando inizia sotto il segno di Venere, che martedì 8 giugno darà luogo a una piccola eclissi. Che cosa accadrà?

Verso le 7.20, con il Sole ancora basso sull’orizzonte, il disco di Venere si sovrapporrà a quello del Sole e vi scivolerà pian piano, fino alle 13.23, quando uscirà dalla parte opposta. Dal momento che il fenomeno sarà perfettamente visibile dall’Italia, chiunque sia interessato potrà osservarlo, a patto di munirsi di filtri solari di densità 5 oppure di vetri da saldatore di gradazione 14, che sono facilmente recuperabili in una ferramenta.

Tuttavia gli effetti non saranno spettacolari come nel caso di un’eclisse solare provocata dalla Luna perché il disco di Venere è circa trenta volte più piccolo di quello del Sole e, di fatto, non avvertiremo una diminuzione della luminosità. Insomma, si tratta di un’eclissi nella quale Venere non “eclisserà” la nostra stella: per questo in linguaggio astronomico il termine eclissi si riserva a quei casi in cui un corpo viene oscurato da un altro. Nel caso di piccoli corpi che scorrono sul disco molto più esteso di un secondo oggetto celeste, si parla piuttosto di “passaggio” o di “transito”.

In ogni caso un’eclissi o passaggio che dirsi voglia è dovuta al temporaneo allineamento dei tre corpi coinvolti, in questo caso Terra, Venere e Sole, che si troveranno, appunto, allineati lungo una linea immaginaria.

Astronomi dell'ESA a osservare il transito di Venere del 2004
Astronomi dell'ESA a osservare il transito di Venere del 2004

Detto così non sembra essere un fenomeno particolarmente significativo, ma molti enti di ricerca italiani e non stanno organizzando attività per il grande pubblico. Perché?

Un motivo di interesse è la sua rarità: l’ultimo passaggio di Venere è stato nel 1882, il prossimo sarà il 6 giugno 2012, ma in quella occasione sarà difficilmente osservabile dall’Italia. Poi il fenomeno non si ripeterà prima del 2117. Diciamo che il transito di Venere ha il fascino particolare di tutte quelle cose che sai che potrai fare una sola volta nella vita.

Un secondo motivo è l’importanza che questo evento ha rivestito nello sviluppo dell’astronomia: a partire dal '600 e fino alla grande rivoluzione scientifica e tecnologica del '900, i passaggi dei pianeti sul Sole sono stati utilizzati per determinare la distanza tra la Terra e il Sole stesso, che è il vero e proprio metro con il quale vengono espresse le lunghezze nel sistema solare.

È molto suggestivo pensare che nei secoli scorsi per seguire eventi come passaggi o eclissi venivano organizzate vere e proprie spedizioni scientifiche che coinvolgevano anche paesi in guerra fra loro.

Infine fenomeni analoghi al passaggio di Venere possono essere un metodo per scoprire pianeti extrasolari: se un alieno che abita anni-luce lontano dal Sole ignorasse l’esistenza di Venere, ma osservando il Sole l’8 giugno fosse capace di misurare una diminuzione dell’intensità del Sole stesso dello 0,01%, allora ne dovrebbe dedurre proprio il temporaneo passaggio di un piccolo corpo orbitante intorno alla nostra stella.

Gaia studerà un grande numero di stelle
Gaia studerà un grande numero di stelle

Ma a che punto siamo nella ricerca di pianeti extraterrestri?

Con il metodo dei passaggi è stato identificato finora solo un pianeta intorno a una stella diversa dal Sole, una pianeta le cui dimensioni sono paragonabili a quelle di Giove. La maggior parte delle identificazioni di pianeti intorno a stelle diverse dal sole, circa un centinaio fino a oggi, è dovuta alle perturbazioni, cioè alle piccole modifiche, dell’orbita della stella causata dalla presenza dei pianeti.

L’ESA sta preparando diverse missioni importanti per la scoperta di nuovi pianeti: Gaia, che sarà lanciata intorno al 2010, e che avrà il compito di realizzare una mappa 3D delle stelle della nostra galassia, ma che si stima potrà scoprire da diecimila a cinquantamila pianeti extrasolari di dimensioni rilevanti.

Ma due missioni fondamentali per la ricerca di pianeti simili alla Terra sono Corot e Darwin: la prima, sviluppata in collaborazione con il CNES francese, sarà lanciata entro qualche anno, e sarà la prima missione in grado di identificare pianeti rocciosi proprio attraverso la tecnica dei passaggi; Darwin invece, per il cui lancio dovremo aspettare almeno una decina di anni, sarà costituita da ben 8 satelliti che andranno alla ricerca di tracce di forme di vita nell’atmosfera dei pianeti rocciosi.

Vista insolita del transito di Venus del 2004
Vista insolita del transito di Venus del 2004

Il passaggio di Venere ci sarà utile anche per capire qualcosa di più di questo pianeta?

Lo scorso anno, in occasione del transito di Mercurio sul Sole, un gruppo italiano guidato da Barbieri, dell’università di Padova, fu in grado di misurare la presenza di sodio nell’atmosfera del pianeta.

Certamente un salto di qualità nello studio di Venere la potremo avere con il lancio della missione Venus Express, che l’ESA ha approvato nel 2002 e che sarà lanciata a fine 2005. In circa 150 giorni riuscirà a inserirsi in orbita intorno a Venere, con lo scopo di studiarne estesamente la densa atmosfera, causa dell’enorme effetto serra che rende elevata la temperatura media del pianeta. Il satellite europeo ha come obiettivo anche la realizzazione di una mappa globale della temperatura superficiale del pianeta, proprio per studiare la relazione atmosfera-temperatura. Il problema è molto interessante anche in funziona della nostra comprensione del clima terrestre.

Se l’estate inizia con Venere, però, proseguirà con Saturno: la missione NASA/ESA Cassini-Huygens arriverà nel sistema di Saturno alla fine di giugno, regalandoci nuovi dati scientifici e nuove immagini del pianeta più suggestivo del sistema solare, e indagando la natura dell’atmosfera di Titano, una delle maggiori lune del pianeta, che pensiamo possa avere diverse caratteristiche simili all’atmosfera primordiale della Terra.

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