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Lanciata la missione ESA Cheops, per lo studio degli esopianeti

18/12/2019 285 views 1 likes
ESA / Space in Member States / Italy

La missione Cheops dell'ESA è partita alle 09:54:20 del 18 dicembre dalla base spaziale europea a Kourou, in Guyana francese, a bordo di un lanciatore Soyuz-Fregat, per la sua entusiasmante missione per caratterizzare i pianeti in orbita intorno a stelle diverse dal Sole.

Segnali dalla navicella, ricevuti dal centro controllo missione presso INTA a Torrejón de Ardoz vicino Madrid, Spagna, attraverso la stazione di tracciamento a terra Troll alle 12:43, hanno confermato che il lancio è riuscito.

Il lancio di Cheops
Il lancio di Cheops

Cheops, Characterising Exoplanet Satellite – satellite per la caratterizzazione degli esopianeti – è una collaborazione tra l'ESA e la Svizzera, con importanti contributi da parte di altri 10 Stati Membri dell'ESA. La prima missione ESA dedicata ai pianeti extra-solari, o esopianeti, studierà i pianeti conosciuti oltre il nostro sistema solare e fornirà informazioni chiave sulla natura di questi mondi distanti, alieni.

Gli scienziati avevano a lungo ipotizzato dell'esistenza di esopianeti fino alla scoperta di 51-Pegasi-b, il primo pianeta scoperto intorno ad una stella simile al sole, che è stato annunciato nel 1995. Gli scopritori, Didier Queloz e Michel Mayor, hanno condiviso il Premio Nobel 2019 per la Fisica grazie alla loro scoperta rivoluzionaria, che ha segnato l'inizio di una nuova era di ricerca e che ha trasformato la ricerca degli esopianeti in una delle aree dell'astronomia più rapidamente in crescita.

Nell'ultimo quarto di secolo gli astronomi, utilizzando telescopi a Terra e nello spazio, hanno scoperto più di 4.000 esopianeti intorno a stelle vicine e lontane, la maggior parte dei quali non ha controparti nel nostro sistema solare. Questo assortimento così diverso spazia da mondi gassosi più grandi di Giove a pianeti rocciosi più piccoli, coperti di lava, con il tipo di esopianeti più abbondante che si trova nella gamma di dimensione tra la misura della Terra e Nettuno.

"Cheops porterà la scienza degli esopianeti ad un livello completamente nuovo" ha dichiarato Günther Hasinger, Direttore di Scienza dell'ESA.

"Dopo la scoperta di migliaia di pianeti, la sete di ricerca può ora rivolgersi alla caratterizzazione, per indagare le proprietà fisiche e chimiche di molti esopianeti e conoscere di cosa sono fatti veramente e come si sono formati. Cheops aprirà inoltre la strada per future missioni verso gli esopianeti, dal Telescopio internazionale James Webb ai satelliti ESA Plato ed Ariel, mantenendo la scienza europea all'avanguardia nella ricerca di esopianeti".

Cheops non si concentrerà sulla ricerca di nuovi pianeti. Piuttosto, seguirà le centinaia di pianeti noti che sono stati scoperti attraverso altri metodi. La missione osserverà questi pianeti esattamente mentre sono in transito davanti alla loro stella madre e bloccano frazione della sua luce, per misurare le loro dimensioni con una precisione ed un'esattezza senza precedenti.

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Determinare le dimensioni degli esopianeti con Cheops
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Le misurazioni della missione Cheops delle dimensioni degli esopianeti, saranno combinate con informazioni esistenti relative alle loro masse, per ottenere la densità del pianeta. Questa è una quantità chiave per studiare la struttura interna e la composizione dei pianeti e determinare se sono gassosi, come Giove, o rocciosi come la Terra, se sono racchiusi in un'atmosfera o coperti di oceani.  

"Siamo molto entusiasti nel vedere il satellite volare nello spazio", ha detto Kate Isaak, scienziata del progetto Cheops dell'ESA.

"Ci sono così tanti esopianeti interessanti e noi ne seguiremo diverse centinaia, concentrandoci in particolare sui pianeti più piccoli nella gamma di dimensioni tra Terra e Nettuno. Questi sembrano essere i pianeti comunemente trovati nella nostra galassia della Via Lattea, tuttavia ancora non sappiamo molto di loro. Cheops ci aiuterà a rivelare i misteri di questi affascinanti mondi e ci farà fare un passo avanti nel rispondere ad una delle domande più profonde su cui noi umani ponderiamo: siamo soli nell'Universo? ".

Per alcuni dei pianeti, Cheops sarà in grado di rivelare dettagli sulla loro atmosfera, compresa la presenza di nuvole e forse anche suggerimenti sulla composizione delle nuvole. La missione ha inoltre la capacità di scoprire pianeti precedentemente sconosciuti misurando le minuscole variazioni nella tempistica di transito di un pianeta noto, e può essere usata anche per cercare nuvole o anelli intorno ad alcuni pianeti.

Cheops è la prima missione di classe piccola o S, per Small, inclusa nel programma Cosmic Vision 2015-25, l'attuale ciclo di pianificazione per le missioni scientifiche spaziali del'’ESA, e la prima missione del programma in generale ad essere lanciata. Come missione di classe piccola con una durata relativamente breve – solamente cinque anni – dal progetto iniziale al lancio, ha comportato diverse sfide, rendendo necessario l'uso di tecnologie che sono state già provate e collaudate nello spazio, e guidando diversi aspetti del progetto del satellite.

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"Sia la strumentazione di Cheops che il satellite sono costruiti per essere estremamente stabili, così da poter misurare le variazioni incredibilmente piccole della luce nelle stelle lontane mentre i loro pianeti vi transitano di fronte" ha detto Nicola Rando, responsabile di progetto di ESA Cheops.

"Per un pianeta come la Terra, questo equivale a guardare il sole da una stella distante e misurare la sua luce affievolirsi di una piccola frazione di percentuale".

"Ora guardiamo avanti alla prima parte delle attività operative, assicurandoci che il satellite e la strumentazione si comportino come previsto, pronti per gli scienziati affinché possano svolgere la loro scienza di classe mondiale".

Cheops ha condiviso la corsa nello spazio con il satellite dell'Agenzia Spaziale Italiana, ASI, Cosmo-SkyMed Seconda Generazione, che si è separato 23 minuti dopo il decollo.

Cheops, la prima missione ESA per lo studio degli esopianeti
Cheops, la prima missione ESA per lo studio degli esopianeti

Maggiori informazioni su Cheops

Cheops è una missione ESA implementata in collaborazione con la Svizzera, con importanti contributi da parte di Austria, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito.

ESA è l'architetto della missione Cheops, responsabile per l'approvvigionamento ed il collaudo del satellite, della fase iniziale di lancio e della fase operativa, della messa in servizio in orbita così come del programma Guest Observers' Programme. Il contraente principale per il progetto e la costruzione del satellite è Airbus Defence and Space, in Spagna. Il consorzio di 11 Stati Membri dell'ESA guidato dalla Svizzera ha fornito gli elementi essenziali della missione.

Cheops è una missione di classe Piccola – o S-class – del programma scientifico dell'ESA. Le missioni S-class hanno un budget molto più limitato che le missioni di classe media (M) e grande (L), ed un periodo di tempo dall'inizio del progetto al lancio, più corto. Queste condizioni hanno reso necessario l'uso di tecnologie che sono già state provate e testate nello spazio, ed un numero di compiti tradizionalmente svolti dall'ESA, come le operazioni, saranno svolte da un Consorzio. Il consorzio della missione Cheops gestisce il Centro Operazioni Missione che si trova presso INTA a Torrejón de Ardoz, in Spagna, ed il Centro Operazioni Scientifiche presso l'Università di Ginevra, in Svizzera.

L'ottanta per cento del tempo di osservazione scientifica su Cheops è dedicato al programma Guaranteed Time Observing, definito dal team scientifico di Cheops. Il restante 20% è messo a disposizione della comunità astronomica sotto forma di un programma Guest Observer gestito dall'ESA, con proposte selezionate attraverso un processo di selezione di valutazione tra pari, o peer-review.

Un set stampa relativo al lancio di Cheops e alla parte scientifica della missione è disponibile anche al link:

https://esamultimedia.esa.int/docs/science/CHEOPS-MEDIAKIT_FA_2019-12-09.pdf

Maggiori informazioni sul lanciatore

Il veicolo di lancio Soyuz, operato da Arianespace presso la base di lancio europea, è la versione Soyuz-2. Si tratta di un lanciatore di classe media in grado di portare fino a tre tonnellate in orbita di trasferimento geostazionaria.

Le sue prestazioni completano perfettamente quelle dei veicoli di lancio europeo Ariane 5 e Vega.

Immagini
Immagini di Cheops: http://www.esa.int/ESA_Multimedia/Search?SearchText=cheops&result_type=images

Termini e condizioni di utilizzo delle immagini ESA: www.esa.int/spaceinimages/ESA_Multimedia/Copyright_Notice_Images

Per domande o per maggiori informazioni relative alle immagini ESA, contattare direttamente: spaceinimages@esa.int

Video:
Video di Cheops: http://www.esa.int/ESA_Multimedia/Search?SearchText=cheops&result_type=videos

Termini e condizioni di utilizzo dei video ESA:
http://www.esa.int/spaceinvideos/Terms_and_Conditions

Per domande o per maggiori informazioni relative ai video ESA, contattare direttamente: spaceinvideos@esa.int

L'Agenzia Spaziale Europea

L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) è la porta d'accesso allo spazio per l'Europa.

L'ESA è una organizzazione intergovernativa, creata nel 1975 con la missione di delineare lo sviluppo delle capacità spaziali europee e di garantire che gli investimenti nello Spazio portino benefici ai cittadini in Europa e nel mondo.

L'ESA ha 22 Stati Membri: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria. La Slovenia è Membro Associato.

L'ESA ha stabilito una cooperazione formale con sei Stati Membri dell'UE. Il Canada partecipa ad alcuni programmi ESA in base ad un Accordo di Cooperazione.

Coordinando le risorse finanziarie ed intellettuali dei propri Stati Membri, l'ESA può intraprendere programmi ed attività che vanno oltre l'interesse di una singola nazione europea. Lavora in particolare con l'Unione Europea all'implementazione dei programmi Galileo e Copernicus, come anche con Eumetsat per lo sviluppo delle missioni meteorologiche.

ESA sviluppa lanciatori, navette spaziali ed infrastrutture a terra necessarie per tenere l'Europa in prima linea nelle attività spaziali globali.

Oggi, lancia satelliti di Osservazione della Terra, navigazione, telecomunicazioni ed astronomia, invia sonde nelle zone più remote del sistema solare e coopera all’esplorazione umana dello spazio. L'ESA ha anche un forte programma di applicazioni che sviluppa servizi di osservazione della Terra, navigazione e telecomunicazioni.

Per saperne di più sull'ESA:  www.esa.int  

Per maggiori informazioni contattare:

ESA Media Relations

Email: media@esa.int

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