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SMART-1 liftoff
SMART-1 lift off
L’ESA e la Sat Expo di Vicenza
 
2 Ottobre 2003
Qualche ora prima che l’Italia venisse investita dal blackout energetico, da Kourou prendeva il volo la prima missione europea per la Luna, la Smart-1.
 
Qualche giorno fa, il 30 settembre, è stato effettuato il primo test di funzionamento del motore elettrico-solare, sui cui si basa appunto il sistema di propulsione ionica. E tutto è andato nel modo migliore. In questo momento Smart 1 è in orbita attorno alla Terra: l’accensione dei motori a propulsione ionica gli permetteranno di spiraleggiare lentamente verso un’orbita lunare e andare incontro alla seconda parte della sua missione, l’osservazione lunare. Ma questo non prima del dicembre 2004.

Nei prossimi mesi, invece, Smart-1 resterà ancorato gravitazionalmente alla Terra, svolgendo i suoi principali compiti tecnologici, specialmente la prova “sul campo” (cioè nello spazio) della propulsione ionica. Dopo la sonda Deep Space 1 della NASA, Smart-1 è infatti la seconda sonda nella storia dell'esplorazione dello spazio il cui sistema di propulsione principale è di tipo ionico.

E mentre Smart-1 spiraleggia lentamente verso la Luna, alla fiera di Vicenza è in corso la decima edizione del SAT Expo, l’esposizione dedicata sia alle comunicazioni via satellite, che al wireless, all’automazione domestica, alla tv digitale terrestre.  
 
Galileo system
Sistema Galileo
E tra i protagonisti del Sat Expo troviamo anche l’ESA, con il suo settore di telecomunicazioni. Quali sono i programmi presentati alla fiera?

La prima partecipazione dell’ESA al Sat Expo è segnata da molti contributi, che si basano in larga parte sulle telecomunicazioni satellitari, ma non solo.

Si va dall’uso dello spazio per la protezione ambientale, a progetti più complessi, che prevedono anche applicazioni commerciali come Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo, fino a progetti in cui l’aspetto commerciale è decisamente prevalente, come nel caso dell’UMTS satellitare.

Di quest’ultimo progetto, in cui sono coinvolte sia Telespazio sia la RAI, è presentato un prototipo che sta letteralmente facendo il giro d’Italia. N’abbiamo parlato qualche settimana fa, in occasione della sua presentazione a Catania, in occasione dell’Ottava conferenza internazionale sulle comunicazioni spaziali.

È chiaro, comunque, che la chiave del contributo ESA saranno le applicazioni multimediali e le connessioni satellitari a banda larga, che attraverso opportune piattaforme strumentali potranno erogare servizi come telemedicina o teleeducazione attraverso un sistema di videoconferenze.
 
 
Galileo
Galileo
A proposito di Galileo, è di qualche giorno fa la notizia dell’accordo bilaterale tra Europa e Cina proprio per una cooperazione sul sistema di navigazione satellitare europeo. La Cina dunque come forza emergente anche nello spazio?

Europa e Cina condividono un interesse specifico: lo sviluppo di un sistema di navigazione da satellite, Galileo, che sia gestito dalle autorità civili e che permetta di sviluppare il commercio, il trasporto, la pianificazione e il controllo delle coltivazioni, la prevenzione dei disastri ma anche un pronto intervento nel caso in cui accadano.

Il 19 settembre, presso l’Università di Pechino, è stato inaugurato il centro comune di informazione, insegnamento e di cooperazione dedicato alla navigazione satellitare. Qui si terranno lezioni, conferenze, gruppi di lavoro. Con un’attenzione speciale all’ideazione e allo sviluppo delle applicazioni di Galileo.

Ma data la condivisione reale degli obiettivi, la Cina sta pensando di contribuire anche finanziariamente al progetto. Progetto che sta diventando sempre più concreto: nel luglio scorso sono stati firmati i primi contratti per la costruzione di due satelliti test: uno costruito dalla Surrey Space Technology Limited per 27.9 milioni di euro e l’altro, il satellite più importante per i test di funzionamento dell’intero progetto, costruito dal consorzio Galileo per 72,3 milioni di euro.

Il digitale, però, ha certamente contribuito a rendere più profondo il divario fra nord e sud del mondo. Quale è la posizione dell’ESA?

Una delle iniziative promosse dall’ESA è Media Space, un progetto che punta proprio a cercare di ridurre il divario nord-sud del mondo. Lo scopo di Media Space è di progettare e rendere operativa una piattaforma multimediale utilizzabile dalle organizzazioni Non-Profit, che integri i canali di comunicazione terrestri, come l’ADSL e la fibra ottica, con il segmento spaziale.

L’idea, insomma, è di rendere accessibili servizi come videoconferenze, incontri telematici di aggiornamento e di contatto fra realtà che si trovano ad affrontare problemi simili in luoghi distanti del mondo, come per esempio Messico, Sud Africa e Australia, e che per la interconnettività non possono contare sul segmento di Terra.

Cuore dell’iniziativa è la sede italiana dell’ESA, ESRIN, dove si trova il principale canale di trasmissione da terra verso i satelliti che compongono il segmento spaziale. Di per sé questo non riempie il divario, ma l’ESA, grazie al contributo di moltissime imprese, università, organizzazioni non profit e operatori commerciali, può dimostrare che il servizio è realizzabile, che funziona e che costa relativamente poco. E che permetterebbe di collegare fra loro aree altrimenti irraggiungibili, erogando servizi in modo tempestivo ed efficace.

Come ripeto spesso, è chiaro che problemi di questa portata si risolvono solo con decisioni politiche a livello mondiale. Avere un progetto pilota che funziona è un contributo molto concreto alla discussione sulla fattibilità nella riduzione del divario tra ricchi e poveri.
 
 

 
 
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