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Il lancio della missione Foton per lo studio della microgravità
Una navicella spaziale Foton priva di equipaggio e con a bordo oltre 40 esperimenti dell'ESA, è stata lanciata con successo nelle prime ore di oggi. Il lanciatore Soyuz-U è partito dal cosmodromo di Baikonur , in Kazakistan, alle ore 13:00 CEST. Poco dopo, la navicella spaziale di costruzione russa Foton-M3 si è separata dall'ultimo stadio del razzo vettore e si è inserita in un'orbita di parcheggio a 300 km di altezza e compirà un giro attorno alla Terra ogni 90 minuti.
La Foton trascorrerà 12 giorni in orbita, durante i quali gli esperimenti trasportati verranno esposti alla microgravità e, in alcuni casi, all'ostile ambiente dello spazio aperto. Completata la missione la navicella rientrerà in atmosfera e atterrerà nelle steppe della regione di confine tra Russia e Kazakistan.
Il Biobox invece è un progetto scientifico che consiste in due incubatrici programmabili che contengono cinque esperimenti di biologia cellulare. Tre di questi esperimenti studiano l'effetto dell'assenza di peso sulle cellule osteoblastiche e osteolitiche. Un quarto esperimento intende studiare gli effetti nocivi delle radiazioni spaziali sul tessuto epidermico, mentre il quinto intende esaminare gli effetti dell'assenza di peso sulle cellule del tessuto connettivo.
Altre due incubatrici sono contenute da Eristo/Osteo, un progetto congiunto dell'ESA e della CSA (l''Agenzia Spaziale Canadese). Le due serie di attrezzature identiche contengono quattro vassoi di esperimenti a controllo termico che verranno utilizzati per testare e valutare gli effetti dei farmaci e dei fattori di crescita sull'attività cellulare ossea.
All'esterno della navicella spaziale si trova una struttura per esperimenti denominata Biopan, progettata per esporre i dieci esperimenti contenuti al suo interno alle rigide condizioni dello spazio esterno per tutta la durata della missione. Agganciati allo scudo termico della Foton si trovano gli esperimenti Stone-6 e Lithopanspermia. Questi esperimenti prevedono l'esposizione di frammenti di roccia contenenti organismi viventi alle temperature e pressioni estreme che si riscontrano in fase di rientro.
Il 25 settembre, il minisatellite YES2 dispiegherà un cavo di 30 km, il più lungo mai portato in orbita. All'estremità del cavo si troverà una piccola capsula di rientro passivo, che verrà utilizzata per dimostrare la possibilità di far tornare a Terra piccoli carichi a una frazione del costo attuale.
Articolo intero: http://www.esa.int/esaCP/SEMQDB13J6F_index_0.html |