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Gli scienziati della missione Mars Express trovano un Marte diverso sotto la superficie
ESA PR 45-2006. Una scoperta senza precedenti, come l'ha definita lo stesso responsabile scientifico del radar MARSIS Giovanni Picardi dell'Università ‘La Sapienza’ di Roma: Marte sta mostrando agli scienziati della missione Mars Express di avere una faccia più vecchia e rugosa sepolta sotto la superficie. I risultati sono stati forniti da MARSIS, l'innovativo radar a bordo della sonda orbitale Mars Express dell'ESA ed offrono nuovi importanti indizi sulla storia geologica ancora misteriosa di Marte.
Le osservazioni compiute dallo strumento MARSIS, il primo radar a sonda utilizzato per l'esplorazione di un pianeta, suggeriscono che sotto le basse e dolci pianure dell'emisfero settentrionale di Marte siano sepolti antichi crateri da impatto. La tecnologia utilizza gli eco delle onde radio che sono penetrati attraverso gli strati sotto la superficie.
Con MARSIS "è come avere una vista a raggi X", ha dichiarato Thomas R. Watters del Center for Earth and Planetary Studies del National Air and Space Museum di Washington e primo autore dei risultati. "Oltre a trovare bacini da impatto precedentemente sconosciuti, abbiamo avuto la conferma che alcune lievi depressioni topografiche, di forma pressoché circolare, evidenziate nelle pianure sono correlate a caratteristiche geologiche da impatto".
Gli studi sull'evoluzione di Marte aiutano a comprendere gli albori della Terra. Risulta infatti più difficile rilevare sulla Terra i segni lasciati da forze che hanno agito alcuni miliardi di anni fa, poiché molti sono stati cancellati dall'attività tettonica e dall'erosione.
Poiché gli impatti che causano i crateri possono avvenire in qualsiasi parte di un pianeta, le aree con un numero minore di crateri vengono generalmente interpretate come superfici più recenti, dove i processi geologici hanno cancellato le cicatrici degli impatti. La superficie delle pianure settentrionali di Marte, giovane e liscia, è ricoperta da grandi quantità di lava e sedimenti vulcanici. I nuovi dati forniti da MARSIS, tuttavia, evidenziano che la crosta sottostante è estremamente vecchia.
I risultati inducono a ritenere che la crosta delle pianure dell'emisfero settentrionale sia antica quanto i più vecchi altipiani esposti meridionali, risalenti anch'essi al primo Noachiano, e che la dicotomia tra gli emisferi Nord e Sud si sia formata in tempi molto remoti della storia di Marte.
“Questa scoperta è veramente molto interessante e senza precedenti”, ha aggiunto Giovanni Picardi, il principale responsabile scientifico del radar MARSIS, dell'Università ‘La Sapienza’ di Roma. “Il MARSIS può fornire un importante contributo alla comprensione della geologia di Marte attraverso l'analisi della morfologia della sua superficie e degli strati sottostanti. Inoltre, da un'analisi dettagliata dei dati forniti dallo strumento possiamo ottenere anche preziose indicazioni sulla composizione dei materiali”.
Per ulteriori informazioni, contattare ESA Media Relations Office Tel: +33 (0) 1 53 69 7155 Fax: +33 (0) 1 53 69 7690
Thomas R. Watters, National Air and Space Museum's Center for Earth and Planetary Studies, Washington, USA
Giovanni Picardi, MARSIS Principal Investigator, Univ.di Roma 'La Sapienza', Italy
Jeffrey Plaut, MARSIS Co-Principal Investigator, NASA/JPL
Agustin Chicarro, ESA Mars Express Project Scientist
Roberto Seu, MARSIS co-investigator and SHARAD Principal Investigator, Univ. di Roma 'La Sapienza', Italy
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