2001: Odisseo nello spazio

Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati
Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati
2 Febbraio 2001

L'ESA e la conquista europea dello spazio hanno recitato il ruolo di protagonisti nelle due giornate conclusive del Master in Comunicazione della Scienza, la scuola di giornalismo scientifico organizzata dalla SISSA di Trieste.

Fondato una decina di anni fa da giornalisti e scienziati, il Master in Comunicazione della Scienza è frequentato da giovani laureati o ricercatori che hanno scelto di dedicarsi alla diffusione della cultura scientifica presso il grande pubblico.

"Abbiamo voluto intitolare a Odisseo questi due giorni di incontro con l'ESA, perché Ulisse non è solo l'eroe omerico per eccellenza," spiega Fabio Pagan, giornalista e fondatore del Master, "ma anche il simbolo riconosciuto del Mediterraneo: Ulisse è l'eroe di un'Europa assetata di conoscenza e spinta da una curiosità viva e intelligente, senza secondi fini."

"E poi anche uno dei principali artefici della conquista del volo spaziale europeo," aggiunge Giovanni Caprara, giornalista scientifico del Corriere della Sera. Nei primi anni '20, fu infatti lo scienziato tedesco Hermann Oberth a stimolare l'interesse per il volo spaziale in Germania. Oberth fondò la scuola tedesca per lo sviluppo dei razzi, che qualche anno più tardi avrà in Werner Von Braun il suo esponente di maggior prestigio. Quello stesso Von Braun che, dopo essersi trasferito negli USA al termine della II guerra mondiale, li condurrà sulla Luna con i suoi lanciatori "Saturno V" al servizio delle missioni Apollo.

XMM-Newton logo
XMM-Newton logo

Ma come si comunica la scienza dello spazio? "Occorre prestare grande attenzione agli interessi del pubblico e dei mass media, alle domande più frequenti, agli interessi più diffusi. Il linguaggio deve essere semplice ma non banale," dice Fulvio Drigani, responsabile della comunicazione dell'ESA attraverso il Web. "Naturalmente chi svolge questa attività per l'Agenzia Spaziale Europea deve sempre avere in mente l'immagine dell'ESA come organizzazione che riunisce quindici paesi di storia e cultura differenti ma uniti nella ricerca spaziale e nello sfruttamento pacifico dei benefici che essa crea."

"E quando è possibile occorre coinvolgere anche gli studenti," aggiunge Monica Talevi, information manager del servizio di comunicazione del programma scientifico dell'ESA. "Per esempio sfidandoli a proporre le loro idee per condurre delle osservazioni con XMM-Newton, il telescopio europeo per l'astronomia X, proprio come sono chiamati a fare gli scienziati".

Gli allievi del corso hanno assistito alla presentazione delle missioni presenti e future per l'esplorazione e la ricerca della vita nel sistema solare, uno dei temi astronomici più dibattuti sui media. Marcello Coradini, responsabile del programma di selezione delle missioni scientifiche nel sistema solare dell'ESA, ha stimolato la curiosità dei futuri giornalisti mettendo in luce non solo le caratteristiche scientifiche di ogni missione, ma anche il legame tra l'Agenzia Spaziale e il coinvolgimento industriale. "Nei prossimi anni," ha ricordato Coradini, "i finanziamenti alle grandi industri spaziali per la Stazione Spaziale Internazionale diminuiranno. In futuro una delle cose che potrebbe garantire l'occupazione nell'industria potrebbe essere l'esplorazione umana del Sistema Solare."

"Fatti non foste a viver come bruti/ma per seguir virtute e conoscenza," conclude Fabio Pagan, ripetendo le note parole dell'Ulisse di Dante. Del resto, il logo della SISSA rappresenta proprio l'imbarcazione di Ulisse, come sempre lanciata verso le frontiere dell'ignoto.

Quale miglior simbolo per l'impegno dell'ESA nell'esplorazione dell'universo?

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