A Roma, conferenza di chiusura per il master in Sistemi di Trasporto Spaziale

6 Luglio 2004

Il master, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma e supportato dall’ESA, Agenzia Spaziale Europea, si è concluso lo scorso 25 giugno con una cerimonia e una conferenza dal titolo “Il contributo europeo ai programmi internazionali sul trasporto spaziale”.

Diversi illustri ospiti hanno partecipato alla conferenza, tra cui Joel Barre, vice presidente SNECMA Moteurs, Hughes Laporte Weywada, presidente EADS Space Transportation, Piergiuliano Lasagni, vice presidente Space Business Unit AVIO, Carlo Alberto Penazzi, direttore generale ALENIA Spazio e il chairman del consiglio ESA per il programma Ariane, M.F. Rossi.

Secondo lo statuto istitutivo, il master di 2° livello in Sistemi di Trasporto Spaziale (STS) della Scuola di Ingegneria Aerospaziale, per il quale anche il Direttore Generale dell’ESA Jean Jacques Dordain ha tenuto un ciclo di lezioni lo scorso anno accademico, ha per obiettivo la formazione di ingegneri sistemisti altamente qualificati, adatti a coprire ruoli manageriali, svolgendo compiti di ricerca e sviluppo tecnologico per la progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi di trasporto spaziale.

Al benvenuto alla conferenza dato dal Pro-Rettore dell’Università prof. Orlandi e dai professori Onofri, coordinatore scientifico del Master, e Buongiorno, direttore del Master, è seguito l’intervento del direttore ESA del programma Lanciatori, Antonio Fabrizi, che ha presentato le linee guida della politica dell’Agenzia riguardo il trasporto spaziale.

Vega launcher artist view
Il lanciatore Vega

Rifacendosi anche alle lezioni di Dordain, presente alla conferenza, Fabrizi ha sottolineato l’importanza per l’umanità intera dell’accesso allo spazio e dell’utilizzo dello spazio stesso, come elementi chiave per lo sfruttamento dei servizi spaziali. Che la collaborazione internazionale in questo campo cresca sempre più si è dimostrato un fattore essenziale proprio alla luce del vantaggio derivante dalla possibilità di raggiungere lo spazio.

L’Europa contribuisce in maniera sostanziale al trasporto spaziale a livello mondiale, sia fornendo il 50% dei lanciatori commerciali grazie ad Arianespace, sia garantendo il proprio supporto tecnologico. L’industria europea fornisce infatti anche ai lanciatori statunitensi numerose componenti.

Un segno importante, questo, che mostra come le tradizionali barriere che hanno bloccato in passato la collaborazione internazionale in questo campo stiano lentamente scomparendo. L’ESA è pronta a inglobare nei prossimi lanciatori Vega componenti provenienti dall’Ucraina e dalla Russia e ha deciso di aprire lo Spazioporto europeo a Kourou, nella Guiana francese, al lanciatore russo Soyuz. Per quanto riguarda lo sviluppo dei lanciatori, considerando l’importanza dell’innovazione tecnologica, Antonio Fabrizi ha inoltre annunciato il Programma ESA preparatorio per i Lanciatori del futuro (FLPP).

Al tempo stesso gli accordi formalizzati da Arianespace per le applicazioni commerciali saranno considerati anche per le missioni ‘istituzionali’, operando con maggior flessibilità e garantendo la disponibilità al lancio quando necessario.

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