Agrospazio: come valorizzare nello spazio le risorse agricole locali

Imagine HRSC, Mars Express - 14 Gennaio 2004
17 Maggio 2004

Nei primi mesi del 2004 siamo stati spettatori dell’ “invasione” terrestre del pianeta Marte: sonde spaziali, tra cui Mars Express dell’ESA, hanno sondato valli e montagne del Pianeta Rosso, ritrasmettendo immagini magnifiche e dimostrando quanto la tecnologia spaziale permette di raggiungere.

Ma è ben chiaro che queste missioni sono di preparazione al traguardo del primo uomo su Marte.

Oltre allo sforzo incredibile per supportare tecnologicamente un tale obiettivo, una delle questioni importanti è come possono i coloni spaziali del futuro o gli stessi astronauti di domani sopravvivere nei lunghi periodi delle missioni interplanetarie, senza i rifornimenti da terra, rifornimenti di energia, di attrezzature, ma soprattutto di cibo?

Si calcola che un volo ‘abitato’, ovvero con equipaggio umano, in direzione Marte sarà tecnologicamente fattibile entro il 2030, anno in cui il Progetto Aurora dell’ESA conta di portare l’uomo su Marte e nel Sistema solare alla ricerca della vita. Aurora è un piano europeo a lungo termine, che prevede una serie di step sucessivi con il compito di stimolare, finalizzata all’esplorazione interplanetaria, la ricerca tecnologica spaziale. Si tratterà comunque di una missione che di solo viaggio, tra andata e ritorno, durerà circa due anni, almeno con le tecnologie odierne, per coprire i 400 milioni km di percorso che separano la Terra da Marte, più la permanenza sul Pianeta Rosso.

ESA's Aurora mission will explore the Solar System
Aurora

Melissa (Micro-Ecological Life Support System Alternative) è un progetto dell’ESA che studia come con l’aiuto di micro-organismi e piante superiori sia possibile ricostruire a bordo di una navicella spaziale, o in un ambiente chiuso rispetto all’esterno, un ciclo vitale che permette la sopravvivenza e la reciproca assistenza di uomini, piante e batteri. L’elemento-chiave di Melissa è il recupero di cibo, acqua e ossigeno dagli elementi di scarto più anidride carbonica e minerali vari.

Di tutto questo si parlerà il prossimo 21 maggio a Fondi, in provincia di Latina, nel Primo Convegno Internazionale “Marte, la nuova terra per l’agricoltura locale”, promosso da Federlazio, l’associazione delle piccole e medie imprese della Regione Lazio. L’evento permette alle due comunità, quella spaziale e quella agricola, apparentemente distanti, di riunirsi e mostrare come lo sviluppo tecnologico dei metodi di coltivazione al di fuori della Terra sia una reale opportunità per unire le competenze ed esperienze dell’industria agroalimentare e spaziale, promuovendo al tempo stesso l’eccellenza italiana in campo agroalimentare.

A questo convegno parteciperanno i maggiori enti spaziali internazionali, come ESA e NASA e l’Istituto russo di Biofisica, assieme ai centri di ricerca italiani per lo sviluppo di tecnologie agricole per lo spazio. Saranno inoltre presenti alcune industrie italiane, tra cui la Aero Sekur, coinvolte in progetti per la realizzazione di serre gonfiabili.

Di Melissa e delle nuove tecnologie spaziali applicate al campo della coltivazione in orbita parleranno al Convegno Franco Ongaro, Risponsabile del programma Aurora dell'ESA e Christophe Lasseur, Project Manager di Melissa dell’ESA, che presenteranno anche i risultati ottenuti dall’Agenzia Spaziale Europea negli esperimenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Negli ultimi anni infatti, grazie alla ISS, che in diversi moduli ospita sofisticati laboratori in orbita, sono stati compiuti molti esperimenti volti a studiare il comportamento di vegetali e piccoli animali sia per poterne osservare le caratteristiche in condizioni di microgravità e far ricadere nei laboratori a terra questi nuovi dati, sia per un loro eventuale utilizzo a lungo termine nello spazio, in serre spaziali extraterrestri o a bordo di navicelle.

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