Astronomix: quattro giorni di astronomia a Faenza

Ammasso stellare - immagine ottenuta con la Advanced Camera del telescopio Hubble
19 Settembre 2007

Prende il via domani 20 settembre, presso il quartiere fieristico di Faenza, Astronomix, la quattro giorni dedicata all’astronomia organizzata dall’Unione Astrofili Italiani con il patrocinio, fra gli altri, dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana, sempre attente a promuovere e diffondere la cultura scientifica e il suo immaginario.

Realizzato in occasione del 40esimo anno dalla fondazione dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), Astronomix è un’occasione per degustare assaggi di astronomia contemporanea, che dal 20 al 23 settembre è la stella assoluta del menù di incontri e conferenze, dibattiti organizzati a Faenza. Fra gli ospiti il Presidente dell’ASI Giovanni Fabrizio Bignami, gli astrofisici Margherita Hack e Franco Pacini, il matematico Piergiorgio Odifreddi.

Artist's impression of Envisat
Envisat in orbita

Fra i protagonisti dell’età d’oro che oggi sta vivendo l’astronomia, l’ESA è presente ad Astronomix con un proprio stand, nel quale i visitatori troveranno materiale informativo sulle attività dell’Agenzia e i modelli di XMM-Newton, il telescopio europeo per le alte energie (raggi X) e di Envisat, il satellite ambientale europeo, nonché il più grande satellite per le osservazioni della Terra mai costruito.

L’astronomia è senza dubbio la scienza che vanta il maggior numero di appassionati nel mondo, complice anche lo sviluppo tecnologico, che mette a disposizione a poco prezzo ottimi strumenti per le osservazioni personali, facili da usare anche per chi non abbia una preparazione di base.

Artist’s impression of supernova explosion
Animazione dell'esplosione di una supernova

Il cielo stellato, d’altra parte, da sempre è lo specchio delle passioni e della cultura delle civiltà, come dimostrano le costellazioni, i “disegni” mitologici tracciati sulla volta celeste che variano a seconda della civiltà che li esprime, come nel caso dei nakshatra indiani, delle case lunari cinesi, dello zodiaco occidentale, dei sistemi stellari dei tuareg. Ma anche all’interno di una stessa civiltà, nel corso dei secoli, le costellazioni hanno cambiato denominazione e aspetto a seconda dei miti, delle credenze e delle convenienze del momento. Basti pensare, per esempio, alla costellazione dello Scutum Sobiescianum, inventato dall’astronomo polacco Hevelius a fine ‘600, per celebrare la casa reale polacca.

Il telescopio spaziale Hubble in orbita

A questo si aggiunga il fascino straordinario che deriva dalle immagini astronomiche professionali ottenute dallo spazio, come quelle dello Hubble Space Telescope (NASA/ESA), che ci mostrano con apparente facilità le prime luci delle prime galassie nate dopo il Big Bang o il balletto delle galassie coinvolte in uno scontro gravitazionale o di telescopi come XMM-Newton (ESA), che origina immagini più complesse a prima vista, ma che ci parlano di immensi buchi neri o di esplosioni stellari.

Le stesse sonde interplanetarie, come la Mars Express e la Venus Express (ESA), e il lander Huygens (ESA), che ha raggiunto Titano a bordo della sonda Cassini (NASA), stanno scrivendo una nuova 'belle epoque' dell’esplorazione del Sistema Solare.

Eventi come Astronomix danno la possibilità di toccare con mano le nuove scoperte, incontrare molti dei protagonisti delle ricerche, capire come e con quali mezzi ciascuno di noi può eseguire osservazioni del cielo con strumenti propri, certamente ottenendo immagini meno appariscenti di quelle professionali, ma altrettanto emozionanti e coinvolgenti.

Per ulteriori informazioni visitare

http://astronomix.uai.it/

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