Cartografia tradizionale e Remote Sensing: un successo in mostra

Italy,19 February 2003
Nord dell'Italia - MERIS, 19 febbraio 2003
21 Maggio 2004

A quasi un mese dall'inaugurazione della mostra "Il territorio nella società dell'informazione. Dalla cartografia ai sistemi digitali", in corso al Museo Correr di Venezia, gli organizzatori che si sono avvalsi della partnership tecnico-scientifica dell'ESA stanno registrando una grande affluenza di visitatori, attirati dal connubio tra la cartografia tradizionale e le più recenti tecniche di osservazione della Terra da satellite.

La mostra, che vuole sia comunicare sia esplorare col visitatore la trasformazione della rappresentazione del territorio alla luce delle nuove tecnologie, propone in 40 sale i circa 250 pezzi esposti, dalle antiche carte su pergamena e gli strumenti scientifici di epoca umanistica ai geodatabase di ultima generazione con numerosi altri oggetti tecnologici.

Qui l’Agenzia Spaziale Europea presenta i propri progetti di Osservazione della Terra, dopo aver contribuito alla buona riuscita della mostra sin dalla sua organizzazione, con la collaborazione di Maurizio Fea, fisico dell’Agenzia, nel comitato scientifico.

Europe as seen by the ERS satellite
L'Europa vista dal satellite ERS-2

In particolare ESA ha organizzato un percorso tematico basato sull’evoluzione del Remote Sensing e degli strumenti a bordo dei propri satelliti: dai satelliti ERS, di cui ERS 1 fu lanciato per la prima volta nel 1991 e successivamente fu affiancato da ERS 2 nel 1995 che tutt’ora fornisce dati scientifici, al più grande satellite per lo studio sistematico della Terra mai costruito, ENVISAT, portato in orbita nel marzo 2002 e grazie al quale una quantità impressionanti di dati arriva nelle stazioni a terra fornendo informazioni sullo stato delle acque dolci, degli oceani, delle terre emerse e dell’atmosfera. I satelliti ERS con i loro 6 strumenti a bordo sono stati la base di partenza per la progettazione e realizzazione di ENVISAT, i cui dieci strumenti rappresentano un ulteriore sviluppo tecnologico.

La tecnologia satellitare sta portando alla creazione di sempre più completi database geografici, una vera rivoluzione copernicana nel settore dei sistemi geografici informatizzati (GIS). Grazie ai satelliti, si aprono nuove prospettive di accesso alle informazioni territoriali e al loro utilizzo, anche scientifico, per la pianificazione e la gestione urbana, territoriale e ambientale. Ma anche per attività di soccorso, di trasporto, di telecomunicazione e posizionamento. Le nuove potenzialità del rilevamento da satellite sono talmente importanti che l’Europa stessa è entrata in campo con il Progetto Galileo, che vede insieme Agenzia Spaziale Europea e Unione Europea, per dotarsi di una costellazione di satelliti per la navigazione satellitare, attiva nel 2008, che migliorerà di molto le prestazioni dei già attivi GPS statunitense e GLONASS russo.

La mostra, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri dell'Economia e delle Finanze, della Difesa, dell'Istruzione, Università e Ricerca, dell'Ambiente, dai Dicasteri della Funzione Pubblica e dell'Innovazione Tecnologica e promossa da Regione del Veneto, Comune di Venezia, si concluderà il prossimo 11 luglio.

Per ulteriori informazioni, contattare:
Simonetta Cheli
Institutional and Public Relations Office, Frascati (ESRIN)
Tel: +39 06 941 80 350
Fax: +39 06 941 80 352

ESRIN's ground facilities with Envisat antenna
ESRIN, la sede italiana dell’ESA

I satelliti sono un elemento essenziale di questa rivoluzione nel rapporto tra noi stessi e il pianeta in cui viviamo. E l’ESA è uno dei principali attori. E l’Italia?

In ambito ESA l’Italia gioca un ruolo di primo piano, perché la sede italiana dell’ESA, ESRIN, è specializzata proprio nella gestione dei dati scientifici raccolti dai satelliti per l’osservazione della Terra. L’Italia poi ha i propri programmi nazioni gestiti dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Ma naturalmente la “nuova geografia” nasce come fenomeno di dimensioni globali.

Oltre ai satelliti gli altri fondamentale elementi che ne hanno permesso la nascita sono la tecnologia digitale e lo sviluppo della rete: la prima ha permesso nel corso degli anni ’80, con la produzione dei primi software GIS, i Sistemi Informativi Geografici, la nascita di veri e propri archivi cartografici dettagliati, che si prestano a una molteplicità di utilizzi. I GIS, infatti, si basano su modelli matematici estremamente complessi, che utilizzano dati provenienti da differenti satelliti per l’osservazione della Terra. Anche in questo sta la loro forza: in un certo senso, tengono conto di “punti di vista” diversi, cioè di dati scientifici differenti che si integrano gli uni con gli altri.

Il WEB, poi, ne ha permesso una diffusione enorme: oggi è sufficiente il tempo di pochi click per avere a portata di mano una rappresentazione ad alta risoluzione che mostra, per esempio, depositi alluvionali, pendii instabili e così via. Informazioni che in passato costavano giorni di lavoro e richieste.

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