Competitività e sviluppo per lo spazio europeo

Participanti del Consiglio Ministeriale dell'ESA
5 Dicembre 2005

INTERVISTA 39-2005. A Berlino il 5 e il 6 dicembre si è tenuto il Consiglio Ministeriale per lo spazio, un incontro a livello ministeriale estremamente delicato: si trattava di decidere il finanziamento dell’ESA per il triennio 2006-2008, con una doppia consapevolezza: le difficoltà dell’economia europea e la necessità di rilancio della stessa economia attraverso l’investimento in Ricerca e Sviluppo. Come sono andate le cose?

La richiesta dell’ESA è stata di 10.3 miliardi di dollari per il triennio, in linea con i budget ottenuti negli anni trascorsi: nel 2005, per esempio, il budget è stato di 3.5 miliardi di dollari.

Questo per sottolineare che al Consiglio Ministeriale non ci sono state particolari sorprese negative soprattutto grazie al fatto che l’ESA ha presentato richieste che tenevano conto delle esigenze europee: quindi un piano di sviluppo coerente, che permettesse di continuare le attività di oggi e che consentisse di iniziare a lavorare sulle attività del futuro.

Il contesto attuale è molto delicato, in effetti. Da una parte, dal 2000 a oggi il mercato commerciale dei lanci è andato in calando, dall’altra USA, Russia, Cina e India hanno aumentato in modo significativo la spesa per il settore spazio. Solo rimanendo ai dati statunitensi, basti pensare che il budget NASA del 2004 è stato di circa 16 miliardi di dollari, circa 5 volte il budget ESA del 2005. Al tempo stesso, il budget del dipartimento della difesa statunitense, che pure investe molto nel segmento spaziale, è stato di ben 18,6 miliardi di dollari.

Tenuto conto anche dell’importanza strategica che lo spazio sta assumendo in Cina e India, è stato necessario – e lo sarebbe stato da tempo, in realtà – che ESA e Unione Europea mettessero a punto un piano spaziale europeo coerente, che garantisse impulso alla ricerca di base, alle applicazioni, all’industria europea.

Ad ogni modo, sono state finanziate tutte le attività in corso, il proseguimento regolare dei programmi e un buon piano di sviluppo futuro, per esempio per dare nuovo impulso ai lanciatori europei o per implementare i programmi di osservazione della Terra e le “visioni cosmiche” per la scienza dell’universo.

MSG-2
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Nel corso delle due prossime settimane ci saranno due lanci per l’ESA: il 21 dicembre dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, sarà lanciato il secondo satellite Meteosat di nuova generazione per le previsioni del tempo, mentre la settimana successiva dalla base di Baikonour, in Kazakhstan, a bordo di una Soyuz russa, sarà messo in orbita GIOVE-A, il primo satellite della costellazione di 30 che comporrà il sistema Galileo, il cosiddetto GPS europeo. È una dimostrazione “concentrata” in due settimane di quel che l’ESA sta facendo?

Le due prossime settimane saranno l’esempio migliore di quel che l’ESA può fare e sta facendo per l’Europa. Nel primo caso si tratta di un satellite europeo per applicazioni e per studi scientifici messo in orbita da una base europea con un lanciatore europeo. Nel caso si tratta invece di un satellite pan-europeo, perchè il progetto Galileo è un progetto strategico per l’Unione Europea ma venderà i propri servizi a tutto il mondo, lanciato attraverso una collaborazione con la Russia, che negli anni si è fatta sempre più stretta. Questo secondo caso testimonia anche il modo di procedere necessario nel mondo di oggi per avere successo ne settore spaziale: facendo largo cioè alle grandi collaborazioni internazionali.

Accanto a questi due lanci a venire, l’eccellenza europea nello spazio si può ricordare anche solo ricordando i successi della missione Huygens, atterrata su Titano nel gennaio 2005 – mai nessun robot era atterrato su un corpo così lontano da Terra – e le scoperte di Mars Express, che ha scoperto depositi di ghiaccio di acqua sotto la superficie di Marte. Oltre, naturalmente, al lancio della missione Venus Express, che segna il ritorno all’esplorazione di Venere dopo oltre un decennio di abbandono.

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Aurora

Buone notizie anche per Aurora, il programma ESA per l’esplorazione di Marte, che ha ricevuto un notevole consenso tra i ministri. Quali sono dunque i prossimi passi?

Aurora è un programma a cui ciascun paese membro dell’ESA può decidere di aderire o meno, a seconda delle priorità nazionali. A Berlino ci siamo presentati con l’adesione di 12 paesi su 17 e nel corso dell’incontro abbiamo raccolto altre due adesioni. Di fatto non partecipano soltanto Finlandia, Grecia, Irlanda e Lussemburgo, mentre partecipa il Canada come paese associato. L’Italia mantiene un ruolo guida a livello di finanziamenti e questo certamente avrà delle ripercussioni positive per l’industria spaziale del nostro paese. I prossimi passi: è stato di fatto dato il via libera alla prima missione del programma Aurora, Exomars. Si tratta di una missione robotica che sarà lanciata nel 2011 dalla base di Kourou. Oltre alla sonda orbitante, è previsto un rover che atterrerà sul pianeta rosso con l’obiettivo primario di ricercare tracce di vita presente o estinta sul pianeta. Secondo i piani attuali sarà dotato di una notevole libertà di movimento e potrà contare su una trivella con la quale si potranno eseguire carotaggi fino a 2 metri di profondità. È probabile, infatti, che i segnali di vita che cerchiamo si trovino sotto la superficie di Marte: riteniamo invece che la superficie sia sterile, dato che la sottile atmosfera marziana non è sufficiente a bloccare la luce ultravioletta del Sole, che per l’energia che trasporta è in grado di distruggere l’eventuale materiale organico. A fianco a ExoMars, si inizierà a programmare la missione successiva, che probabilmente riporterà a Terra un campione di suolo marziano.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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