Condivisione di dati satellitari evidenziata in un workshop della FAO

Envisat sensing the Earth
4 Maggio 2006

Il 27 aprile a Roma, presso i quartieri generali della FAO (Food and Agriculture Organisation) delle Nazioni Unite a Roma, circa 50 fra scienziati e ingegneri hanno dato vita a un workshop per discutere dell’utilizzo, della raccolta, della catalogazione e della condivisione delle immagini satellitari, dei database originati da osservazioni dallo spazio e delle mappe interattive.

La quantità di dati acquisiti da satellite sta aumentando a ritmo esponenziale e molte immagini vengono utilizzate per numerose applicazioni. La condivisione e il riutilizzo di questi dati sono di beneficio per le organizzazioni, perché consente loro di avere accesso a più informazioni a costo minore. Ma per essere condivisi, i dati devono essere raccolti e catalogati e gli utenti devono sapere che tali collezioni esistono e come cercarle.

Il convegno The Catalogue/Discovery Services Standardisation – organizzato da ESA, FAO e Joint Research Centre (JRC) dell’Unione Europea – ha evidenziato gli sforzi presenti e futuri che le varie agenzie stanno compiendo e compiranno per rendere fruibili da parte degli utenti finali i dati relativi alle osservazioni della Terra integrati con i più rilevanti dati geospaziali.

FAO Workshop
L'workshop della FAO

“Anche se la FAO ha una lunga storia di cooperazioni produttive e di lunga durata sia con l’ESA che con il Joint Research Centre dell’Unione Europea, questa è la prima volta che le tre agenzie si incontrano intorno a un tavolo per un’intera giornata di lavoro per rivedere e discutere le esperienze in comune e le modalità che in futuro vorremo attuare per promuovere un approccio standardizzato per la localizzazione e per l’utilizzo dei dati geospaziali.”, ha messo in evidenza l’assistente del Direttore Generale della FAO Alexander Julius Müller nell’aprire i lavori.

Le mappe derivate dalle immagini satellitari rivestono un importante ruolo nell’attività di politici, pianificatori di sviluppo sostenibile, gestori di aiuti umanitari o di emergenza che hanno bisogno di prodotti cartografici credibili, aggiornati e semplici da usare, che servono loro come base per la pianificazione e il controllo delle attività.

Il Monitoraggio Globale per l’Ambiente e la Sicurezza (GMES, Global Monitoring for Environment and Security), un’iniziativa congiunta della Commissione Europea e dell’ESA si propone di armonizzare i dati raccolti in-situ con quelli rilevati dallo spazio per fornire dati puntuali ed accurati a livello globale, regionale e locale. Il GMES unirà tutti i dati scientifici disponibili sulle tematiche relative all’ambiente e alla sicurezza, adattandoli agli specifici bisogni degli utenti.

Al Junaynah area, Darfur
Mappa della rete stradale della regione di Darfur derivata da immagini satellitari

L’iniziativa INSPIRE del JCR, che dovrebbe partire nel corso dell’anno, fornirà servizi informativi integrati al maggior numero possibile di utenti, inclusi politici, pianificatori e dirigenti a livello nazionale e locale, e semplici cittadini.

Servizi di questo genere includono, fra gli altri, la visualizzazione di diversi livelli di informazione, sovrapposizione di informazioni da diverse fonti e analisi spaziali e temporali. Il team di INSPIRE del JCR e l’ESA stanno lavorando insieme per assicurare la completa coerenza tra gli sviluppi di INSPIRE e quelli del GMES.

Nel settembre 2005, l’ESA ha lanciato il progetto “Heterogeneous Mission Accessibility -Interoperability (HMA-I)”. HMA-I ha lo scopo di definire le necessarie interfacce e una generica architettura orientata alle necessità dell’utente, che assicuri la interoperabilità dei sistemi della componente spaziale del GMES, che comprende una costellazione di satelliti, il segmento di terra e sviluppi le interfacce con le altre componenti del GMES.

Grazie al progetto HMA saranno assicurate le interoperabilità dei satelliti Envisat dell’ESA, delle missioni meteorologiche di EUMETSAT (l’organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici), della famiglia di satelliti Pleiades del CNES, l’Agenzia Spaziale Francese del Radardsat-2 dell’Agenzia Spaziale Canadese e del Terrasar-x dell’Agenzia Spaziale Tedesca (DLR). I dati di osservazione della Terra potranno così essere forniti in modo da permettere l’inizio dei servizi operativi del GMES nel 2008.

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