Cronache dalla stazione spaziale: la missione Celsius

C. Fluglesang
8 Dicembre 2006

INTERVISTA 43-2006. Alla vigilia del prossimo volo dello Shuttle Discovery alla volta della Stazione Spaziale Internazionale, la NASA ha rilanciato il progetto di installare una base lunare permanente entro il 2020. Quanto è credibile questo progetto?

Al momento è solo una proposta su carta, tanto che non è stato presentata nessuna ipotesi di finanziamento. È, però, il primo passo verso una iniziativa che richiederà una grande cooperazione internazionale tra USA, Europa, Russia, Cina, India e le altre nazioni interessate. Fra l’altro, l’annuncio di Bush nel gennaio 2004 di un ritorno sulla Luna e una nuova partenza per Marte, è stato preceduto e seguito da una serie di dichiarazioni simili da parte di molte nazioni: l’interesse, insomma, c’è. Dovremo vedere se ci sarà la possibilità di finanziare concretamente un progetto del genere, con quali tempi e in quali modi.

Certamente la spinta tecnologica che ne deriverebbe sarebbe notevole. Sarà necessario sviluppare nuovi veicoli spaziali, probabilmente nuovi lanciatori, oltre a progettare e realizzare moduli abitativi per la base lunare – probabilmente gonfiabili.

Inoltre si dovrà fare in modo che la base lunare sia praticamente autosufficiente. E questo implica la necessità di estrarre l’ossigeno dalle rocce lunari e, in generale, di usare materie prime del nostro satellite.

Imparare a usare risorse naturali di corpi celesti esterni alla Terra, potrebbe essere un passo importante per le prospettive future dell’umanità. Purché sia davvero fatto in nome e per conto dell’intera umanità.

Space Shuttle Discovery
Ultimi preparativi prima del lancio dello Shuttle Discovery

Le dichiarazioni di questi giorni, quindi, hanno anche lo scopo di preparare l’opinione pubblica statunitense a nuove spese nel settore spaziale. In attesa di tornare sulla Luna, più concretamente nei prossimi giorni partirà lo Shuttle Discovery per una missione per la Stazione Spaziale Internazionale. Quale è lo scopo della missione Celsius, a cui partecipa l’astronauta europeo Christer Fuglesang?

La missione Celsius è una classica missione Shuttle di dodici giorni che ha come obiettivo generale preparare la Stazione Spaziale alle future installazioni sulla base orbitante di nuovi moduli abitabili, fra i quali, nella seconda metà del 2007, anche il laboratorio europeo Columbus.

Al momento però, la stazione ha solo 4 set di pannelli solari, che forniscono una potenza elettrica che deve essere aumentata, come del resto deve essere aumentata la capacità di disperdere il calore prodotto all’interno della Stazione attraverso nuovi radiatori esterni.

Nel corso delle tre passeggiate spaziali previste, gli astronauti della missione Celsius, installeranno un nuovo segmento dell’asse che sorregge i pannelli solari e ridisegneranno la distribuzione dell’energia elettrica a bordo e del sistema di controllo termico. Fuglesang è stato incaricato di partecipare a due delle tre attività extraveicolari.

Con i prossimi voli Shuttle, il numero di pannelli a bordo della stazione arriverà a 6. Sarà poi installato il Nodo 2, una missione alla quale parteciperà anche l’astronauta italiano dell’ESA Paolo Nespoli, programmata per settembre del 2007. A quel punto la Stazione sarà pronta per accogliere Columbus.

ISS configuration after STS-115
La Stazione Spaziale alla partenza dello Shuttle del 15 settembre 2006

A fine missione il Discovery riporterà a Terra, anche Thomas Reiter, l’astronauta europeo che lascerà la Stazione Spaziale dopo una permanenza a bordo di circa 160 giorni. Quali sono i risultati principali di questa esperienza in orbita?

Parlando molto in generale, la cosa più preziosa è che, con questa missione a bordo della ISS, Thomas Reiter è adesso un vero e proprio veterano della vita in orbita. Tra il 1995 e il 1996 aveva vissuto sulla stazione spaziale russa MIR per 179 giorni. È un’esperienza fondamentale per la programmazione della futura presenza europea in orbita.

Nel corso della missione Astrolab, il Columbus Control Centre dell’ESA costruito a Oberpfaffenhofen, in Germania, ha terminato i test necessari per assumere la responsabilità operativa di tutto quel che accade a bordo del laboratorio europeo Columbus, acquisendo capacità che ne fanno uno dei principali centri di controllo della Stazione, come quelli di Houston e Mosca.

Infine, oltre agli esperimenti scientifici di lunga durata, che rappresentano una prima volta per l’Europa a bordo della Stazione Spaziale, Reiter ha contribuito anche ad attività didattiche, stimolando l’attenzione e l’interesse dei giovani.

Attività fondamentale in un’Europa attraversata da una apparente crisi di “vocazioni scientifiche”.

Proprio in chiave di prospettiva futura, l’ESA ha rinnovato nei mesi scorsi il proprio supporto alle industri europee per coinvolgerle nel settore spaziale. Di che cosa si tratta?

Questa volta invece di finanziare il trasferimento di tecnologia dallo spazio ad applicazioni sulla Terra, l’iniziativa è volta a stimolare le industrie, ma anche gli istituti di ricerca, a trovare il modo di adattare tecnologie esistenti sulla Terra per applicazioni spaziali.

In questi anni, infatti, ci sono settori commerciali che sono progrediti così velocemente che la tecnologia utilizzata è di gran lunga superiore a quella utilizzata nello spazio. È il caso, per esempio, di alcuni telefoni cellulari, di macchine fotografiche digitali o di alcuni aspetti computer da casa.

L’idea non è solo quella di svecchiare il settore spaziale utilizzando tecnologia disponibile, ma – a lungo termine – di costruire un ponte stabile fra realtà industriale commerciale e spazio, in modo che gli scambi di tecnologie fra queste due anime della nostra società siano molto più naturali di quanto non siano oggi.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

I giornalisti della Rai, Lorenzo di Las Plassas e Stefano Masi, si alternano nel discutere con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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