CryoSat entra in azione

Il passaggio delle consegne da Francis (a destra) a Parrinello (a sinistra) alla presenza di Volker Liebig
23 Novembre 2010

Conclusa la fase di calibrazione e validazione, la missione dell'ESA CryoSat è ora ufficialmente sotto il controllo del team operativo: questo passaggio fondamentale segna l’inizio della vita operativa del satellite, progettato per fornire dati sullo spessore dei ghiacci e comprendere meglio l’impatto del cambiamento climatico sull’ambiente polare.

Il 19 novembre, presso l’ESTEC, sede olandese dell’ESA, ha avuto luogo la cerimonia del passaggio delle consegne, durante la quale, alla presenza di Volker Liebig, direttore dei programmi di osservazione della Terra dell'ESA, la responsabilità della missione è stata trasferita ufficialmente dal Project Manager Richard Francis al Mission Manager Tommaso Parrinello.

Richard Francis ha tenuto le redini della missione fin dal 2006, quando fu presa la decisione di ricostruire CryoSat, in seguito alla perdita del primo satellite dovuta ad un malfunzionamento del lanciatore. Dopo il lancio di CryoSat-2, avvenuto l’8 aprile scorso, la missione è entrata nella sua fase post-lancio, durante la quale il satellite, gli strumenti e i processori di terra sono stati verificati, per assicurarsi che tutto funzioni come previsto. Ora che queste attività sono concluse, la missione entra nella sua fase scientifica.

L'orbita polare di CryoSat

Tommaso Parrinello detiene ora le "chiavi" della missione ed è responsabile delle operazioni e della gestione del satellite, nonché dell’acquisizione e della distribuzione dei dati. Tutte queste operazioni sono gestite dall’ESRIN, il centro dell’ESA dedicato all’osservazione della Terra, sito a Frascati, vicino Roma.

Durante la cerimonia il dott. Parrinello ha dichiarato: «Sono onorato di assumere la responsabilità di questa importante missione, che avrà un ruolo chiave nella comprensione dei cambiamenti climatici del pianeta. La fase successiva al lancio ha dimostrato che il satellite e i sistemi di terra sono in ottime condizioni. A partire dal mese prossimo inizieremo a distribuire i dati alla comunità scientifica internazionale, e non vediamo l'ora di ricevere i primi risultati».

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