Europa: Nello spazio passando per Mosca

Astronauts of the European Space Agency (ESA)
Astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea
31 Maggio 2001

Umberto Guidoni, in aprile, è stato il primo a mettere piede sulla stazione e, in ottobre, sarà la volta della francese Claudie André-Deshays. Gli europei stanno colonizzando lo spazio?

L'Europa non è nuova a imprese del genere. Pur non possedendo un vettore proprio, in grado di portare un equipaggio nello spazio, a partire dal 1982 circa 30 astronauti europei hanno "messo piede in orbita", per un totale di ben 39 voli spaziali. Ma è senz'altro vero che con la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale si è inaugurata anche una nuova stagione di presenza di astronauti europei nello spazio. L'astronauta francese Claudie André-Deshays sarà la prima donna europea a visitare la stazione spaziale e lo farà a bordo di una navicella russa, il Soyuz "Andromede".

In questo momento Claudie è già alla "Città delle stelle", la base astronautica russa, nei pressi di Mosca, per l'addestramento e l'allenamento. È un'occasione importante, perché i russi hanno un'esperienza enorme in fatto di volo umano in orbita bassa, come quello realizzato dalle navicelle Soyuz, così come hanno un'esperienza enorme in fatto di piattaforme spaziali, accumulato soprattutto grazie alla Mir, che è rimasta in orbita per ben 15 anni, tre volte più di quanto non fosse programmato. E tutto questo nonostante che agli occhi dell'opinione pubblica il ruolo russo nello spazio sia decisamente meno apparente di quello degli Stati Uniti.

International Space Station
Stazione Spaziale Internazionale

A questo si aggiunge il fatto che il direttore generale dell'ESA, Antonio Rodotà, ha recentemente firmato un accordo con Yuri Koptev, direttore generale dell'ente spaziale russo che permetterà a un certo numero di astronauti europei di volare a bordo dei Soyuz russi nel periodo 2001-2006. Di che cosa si tratta?

L'accordo fra ESA e Rosaviakosmos è, al momento, un accordo di massima, che stabilisce quali sono i compiti delle due agenzie nelle missioni con europei a bordo, come per esempio l'addestramento e la preparazione degli astronauti alla "Città delle stelle". Per capire meglio che cosa aspetta gli astronauti europei, teniamo presente che i Soyuz russi svolgono due compiti particolare, per quanto riguarda il loro impiego per la ISS. Il primo è legato al fatto che i Soyuz russi sono navicelle capaci di portare nello spazio un equipaggio umano, come lo Shuttle statunitense. I voli svolti per la Stazione Spaziale con questo scopo sono chiamati voli di "incremento". Sono voli in cui nuovi membri dell'equipaggio permanente della stazione spaziale vanno a dare il cambio ai colleghi, con la prospettiva di rimanere in orbita per 3 o 4 mesi.

In secondo luogo, grazie alla loro affidabilità e alle dimensioni ridotte, i Soyuz le navicelle che sono tenute ancorate alla Stazione Spaziale come scialuppe di salvataggio: se qualche cosa dovesse andare storto, l'equipaggio potrebbe trovare rifugio e- eventualmente una via di fuga- proprio grazie a una Soyuz agganciata alla sezione russa della stazione. Tuttavia ciascuna navicella può rimanere ancorata per un periodo di 6 mesi, dopo quali una Soyuz viene riportata a terra per un periodo di test e controlli e sostituita con una nuova navicella Soyuz. Questi voli di "sostituzione" sono detti voli "taxi" e hanno una durata di 7-8 giorni. Si prevede che ci sarà circa una opportunità di volo all'anno per astronauti europei, da svolgersi o su voli taxi o su voli di "incremento".

E saranno coinvolti astronauti italiani nell'accordo?

L'Agenzia Spaziale Italiana ha già sfruttato la sua opzione per mettere in condizioni Roberto Vittori, che con Umberto Guidoni e a Paolo Nespoli è uno dei tre astronauti italiani che fanno parte del corpo astronautico dell'ESA, di volare a bordo del primo Soyuz disponibile. Probabilmente si tratterà della prima missione di tipo "taxi flight" prevista dopo il prossimo ottobre. Vittori avrà il compito di ingegnere di bordo.

Ma come si diventa astronauti?

Jean-Pierre Haigneré, Astronaut of the European Space Agency
Come si diventa astronauti?

Questa è senz'altro la domanda più gettonata dall'inizio dell'epoca spaziale! L'ultima volta che sono state fatte le selezioni, il Centro Astronautico Europeo ha ricevuto ben 22000 domande di ammissione, di cui almeno 5000 di persone realmente qualificate. Eppure, al momento solo 16 persone sono state selezionate per il corpo europeo di astronauti. Fra i 16 astronauti europei circa la metà proviene da significative esperienze di volo nell'aviazione militare, ed hanno una preparazione notevole nel campo delle scienze aerospaziali o in ingegneria. L'altra metà degli astronauti del corpo europeo è composta da persone che hanno una preparazione spinta in discipline scientifiche, soprattutto in fisica, e che hanno alle spalle diversi anni di ricerca avanzata. Claudie André-Deshays è invece laureata in medicina, ed è un'esperta di fisiologia in ambienti a gravità ridotta, come quello della Stazione Spaziale.

Tuttavia, al di là della formazione specifica di ciascuno di essi, ci sono due elementi di cui tenere conto: la perfetta forma fisica e la dedizione, l'entusiasmo con cui si allenano, si applicano quotidianamente al loro scopo. Ogni ora passata nello spazio ha alle spalle migliaia di ore di allenamento.

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