Galileo a Vicenza: apertura il SATExpo 2005

GSTB-V2/A in orbita
30 Settembre 2005

INTERVISTA 31-2005. È all’avvio a Vicenza il Salone internazionale SATExpo 2005, vetrina di riferimento per le comunicazioni via satellite e per il digitale terrestre. E il convegno di apertura è dedicato al progetto Galileo, il programma europeo di navigazione satellitare che è in fase di avvio.

Per metà dicembre è previsto il lancio del satellite (GSTB-V2/A) costruito dall’industria inglese Surrey Satellite Technology Ltd,. È il primo di quattro satelliti che costituiscono la fase di test di funzionamento in orbita.

Nel primo semestre del 2006, sarà invece la volta del secondo satellite (GSTB-V2/B), costruito dalle Industrie Galileo, un consorzio a guida italiana che include Alcatel, Alenia Spazio e altre industrie tedesche, belghe e spagnole.

Nel complesso il sistema Galileo sarà formato da 30 satelliti disposti lungo tre orbite circolari a circa 23 616 di altezza (orbita media) inclinate di circa 60 gradi rispetto all’equatore. Su ogni orbita 9 satelliti saranno operativi, mentre 1 sarà di riserva.

GSTB-V2/A in orbit (artist impression)
GSTB-V2/A in orbita

Quali sono gli obiettivi della fase di test in orbita?

La fase di test in orbita ha obiettivi molto operativi. In particolare il satellite V2/A dovrà utilizzare il segnale previsto per Galileo sulle frequenze che l’Unione Internazionale per le Telecomunicazioni ha assegnato al progetto e che, per mantenere la priorità, dovranno essere usate prima del prossimo giugno.

Poiché è la prima volta che l’Europa utilizza un orbita a quota media, avere un satellite “sul posto” ci permette di capire meglio le caratteristiche fisiche dello spazio nel quale Galileo sarà operativo. Sono informazioni significative che ci saranno utili per la costruzione degli altri satelliti. I dati raccolti saranno importanti anche per apportare eventuali variazioni ai parametri orbitali.

E naturalmente sono fondamentali i test tecnologici: il V2/A ha a bordo un orologio atomico al rubidio, mentre il satellite V2/B costruito in Italia è equipaggiato con un orologio che funziona grazie a un maser passivo a idrogeno (Passive Hydrogen Maser, PHM), sviluppato grazie un contratto finanziato dall’ESA. Il PHM sarà l’orologio atomico più accurato che sia mai stato messo in orbita e, grazie alle sue straordinarie prestazioni, aprirà la porta a una vasta gamma di applicazioni della navigazione che richiedono grande precisione, come richiesto dal Sistema Galileo.

GSTB-V2/A
GSTB-V2/A a ESTEC

L’Italia è uno dei contribuenti principali del progetto. Che ricadute ci aspettiamo su scala nazionale?

È un investimento su un progetto che promette di avere notevoli ricadute benefiche sia sulle industrie del settore spazio, sia su quelle industrie ed aziende che allo spazio solitamente non guardano.

Uno degli obiettivi del convegno di apertura al SAT Expo è proprio quello di presentare il progetto alle aziende non del settore, ma che si occupano soprattutto di servizi e prodotti.

Galileo può offrire tantissimo e, d’altra parte, nel corso degli anni dovranno essere proprio i privati a garantire la principale fonte di finanziamento al progetto.

Il Veneto, per esempio, è una delle aree che naturalmente sarebbero più interessante ad applicazioni del servizio: basti pensare per esempio allo snodo autostradale della zona di Venezia, che da sempre è piuttosto problematico.

L’Italia inoltre ambisce a ospitare l’Agenzia di Navigazione Satellitare che controllerà Galileo. Una candidatura forte, in questa direzione, è stata presentata alla Commissione Europea a Bruxelles. Ma ci sono anche iniziative regionali interessanti, segno che il progetto Galileo si sta effettivamente avvicinando.

La Regione Lazio, per esempio, ha contribuito al progetto stanziando appositamente fondi regionali, che hanno permesso di costruisce un test range, per il controllo e la cosiddetta “qualifica” del segnale da satellite. Sono elementi chiave per mettere a punto la tecnologia alla base di Galileo.

GSTB-V2/A
È un investimento su un progetto che promette di avere notevoli ricadute benefiche sia sulle industrie del settore spazio

Il finanziamento dei progetto è uno dei punti chiave del suo futuro successo. Come viene finanziato un progetto di navigazione satellitare che si sovrappone in parte al GPS americano?

Galileo è un progetto sviluppato dall’ESA e dalla tra Unione Europea, che ne riconosce la priorità strategica per un’Europa indipendente e sicura. Mentre il GPS statunitense è controllato dalla Difesa degli USA, Galileo sarà un sistema di tipo completamente civile, operativo dal 2008 e che offrirà agli utenti Europei e mondiali un servizio di posizionamento satellitare preciso e sicuro.

Nella fase di sviluppo (2002-2005), il costo di 1,1 miliardo di euro è suddiviso al 50% tra Unione Europea ed ESA. Per i prossimi due anni, durante la validazione in orbita, la fonte principale sarà ancora la Commissione europea, ma gradualmente si aggiungeranno anche le imprese che partecipano al progetto.

Nella fase operativa, infine, che inizierà nel 2008, ci sarà un calo graduale ma sostanziale di fondi pubblici a vantaggio del finanziamento privato.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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