GlobCover e la salute del pianeta

GlobCover
18 Maggio 2007

INTERVISTA 16-2007. Dai satelliti arrivano notizie preoccupanti sullo stato di salute del pianeta e in particolare riguardo ai ghiacci in scioglimento. E tutto questo mentre è in piena attività la campagna preparatoria per il lancio di Cryosat-2, il nuovo satellite dell’ESA dedicato proprio allo studio della criosfera. Qual è dunque la condizione dell’Antartide, la più grande riserva di acqua dolce del pianeta?

Grazie ai rilievi satellitari e a terra, oggi sappiamo che nella penisola antartica, negli ultimi 50 anni, la temperatura media è aumentata di circa mezzo grado ogni dieci anni. La frammentazione e la riduzione dei ghiacci delle aree costali sono ormai note e documentate da tempo. Envisat, il satellite ambientale dell’ESA, per esempio ha seguito con osservazioni ripetute la frammentazione dell’iceberg Larsen, soprattutto per quanto riguarda la disintegrazione vera e propria del Larsen-B, un iceberg spesso circa 200 metri., che si suppone fosse rimasto inalterato negli ultimi dodicimila anni. D’altra parte che siano le zone costali le più fragili non sorprende: i ghiacci sono meno spessi e sono a contatto con l’oceano, un immenso serbatoio di calore.

Non ci sarebbe nessun allarme, tuttavia, se quantità analoghe di ghiaccio si formassero sotto forma di neve nelle zone continentali. Il problema è che negli ultimi tempi si stanno accumulando evidenze che anche nei ghiacciai continentali, lontani dal mare, lo scioglimento sia in atto. Questo cambierebbe la questione: se il bilancio di massa globale dell’Antartide è negativo, allora dobbiamo aspettarci un contributo significativo, nei prossimi anni, all’innalzamento dei mari. Con tutte le conseguenze rilevanti e potenzialmente catastrofiche del caso.

CryoSat
CryoSat

Ma quale può essere il ruolo dei satelliti in questo frangente?

Il sistema climatico è un settore nel quale le incertezze sulla dinamica reale della formazione e dello scioglimento dei ghiacci sono complicate anche dalle difficoltà osservative. Per quanto riguarda i poli, fra l’altro, anche le survey aeree possono trovarsi in difficoltà e anche le spedizioni umane hanno chiari limiti, per quanto fondamentali possano essere. i risultati voluti. Un satellite come Envisat, che ha a disposizione un radar in grado di attraversare le nubi, può darci informazioni fondamentali in diretta su quel che sta accadendo. È per questo che è così importante disporre di satelliti, come Cryosat-2, che raccolgano dallo spazio dei dati quel che non si riunirebbero a racogliere a terra.

Lo strumento principale di CryoSat, il SIRAL (SAR/Interferometric Radar Altimeter), si basa sull’esperienza accumulata con gli strumenti esistenti ma introduce parecchi miglioramenti critici, progettati per superare le difficoltà intrinseche legate alla misura accurata delle superfici ghiacciate. In particolare, solo una delle due antenne emetterà onde radio (radar), mentre l’eco provocata dalla superficie terrestre sarà raccolta da entrambe le antenne.

La criosfera è cruciale per la comprensione del sistema climatico. È influenzata dal clima ed è uno dei fattori determinanti del clima stesso: l’aumento dello scioglimento dei ghiacciai potenzialmente può determinare l’innalzamento del livello dei mari. Inoltre i ghiacci sono una potente superficie riflettente: se i ghiacci si sciolgono il pianeta assorbe una maggiore quantità di calore e dunque tende a scaldarsi ancora di più, sia sulla terra emersa che negli oceani.

The Larsen-B Ice Shelf
Larsen Ice Shelf - Envisat ASAR, Marzo del 2002

Dai dati satellitari satelliti provengono anche una serie di prodotti per gli utenti che riguardano la copertura a livello mondiale delle caratteristiche delle terre emerse. Sono risultati che l’ESA ha appena reso pubblici. Di che si tratta?

È il risultato dell’iniziativa GlobCover, che è stata lanciata dell’ESA nel 2004 e che è condotta da un rete di partner internazionali fra i quali la FAO, l’UNEP (United Nations Environment Programme, cioè l’organismo dell’ONU per la tutela e l’utilizzo sostenibile dell’ambiente), il JRC (Joint Research Centre), che fa parte della Direzione Generale della Commissione Europea. Alla guida del consorzio che sta conducendo l’iniziativa è la POSTEL/Médias France.

GlobCover utilizza come fonte principale i dati raccolti dallo strumento MERIS, lo spettrografo a media risoluzione a bordo di Envisat, il satellite ambientale dell’ESA. Tra il dicembre 2004 e il giugno 2006, MERIS ha raccolto 40 terabyte di dati, una quantità di informazioni equivalente al contenuto di circa 40 milioni di libri.

I dati vengono processati, analizzati e infine utilizzati per realizzare le mappe mondiali di migliore risoluzione che siano mai state composte. Con un dettaglio di appena 300 metri, i dati di MERIS danno un ritratto di tutte le terre emerse del pianeta.

Grazie alla una più alta risoluzione, questi prodotti migliorano notevolmente le mappe precedenti che avevano una risoluzione di circa 1 km.

A che cosa servono?

Le mappe sono utili da una parte a migliorare i modelli del clima, dall’altra per studiare gli ecosistemi, identificare le tendenze nello sfruttamento delle terre emerse, studiare la distribuzione delle piogge.

È un prodotto da utilizzo, come deve essere il risultato di un’iniziativa intrapresa nell’ambito del Data User Element dell’ESA, che ha appunto lo scopo di fornire agli utenti strumenti da usare.

Si tratta infatti di una particolare immagine del pianeta con una classificazione standardizzata riguardo all’utilizzo e allo sfruttamento del territorio. In altri termini, i terreni adibiti a un certo utilizzo vengono identificati da un legenda tematica standard già in uso presso l’ONU.

Inoltre è un prodotto sviluppato in modo da accogliere i miglioramenti futuri senza dare problemi di compatibilità negli aggiornamenti: ogni 5 anni saranno possibili aggiornamenti a costi estremamente ridotti.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

I giornalisti della Rai, Lorenzo di Las Plassas, Stefano Masi, Marco Dedola si alternano nel discutere con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Franca.Morgia@esa.int.

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