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    Envisat
    Envisat wird Ende Februar gestartet
    7 Giugno 2001

    Il 7 giugno è stata presentata a Napoli, presso la facoltà di Ingegneria dell'Università Federico II, la prima mostra itinerante dedicata al nuovo satellite per l'osservazione della Terra, ENVISAT, che sarà lanciato in ottobre dalla base di Kourou, in Guyana francese. La mostra sarà visitabile fino al 16 giugno. Poi toccherà altre località italiane: Milano, Catania e Bologna. Perché una mostra itinerante?

    Le attività spaziali sono entrate nella nostra vita quotidiana introducendo delle vere e proprie rivoluzioni all'atto pratico: si pensi per esempio alle telecomunicazioni. Anche semplicemente a una telefonata transoceanica, o alla ricezione di un canale televisivo tematico come Rainews24. Ma di queste attività sono conosciute le conseguenze, i risultati. Mentre rimane praticamente ignoto tutto quanto sta a monte. E non mi riferisco al lavoro quotidiano degli scienziati, ma anche a cosa di base: che cosa sia un satellite, che forma abbia, come funziona, che cosa succede dal momento in cui viene lanciato al momento in cui si apprezzano i primi risultati.

    Ecco: la mostra itinerante su Envisat vuol dare una risposta ad alcune di queste domande. E si è scelto Envisat per farlo, perché si tratta di un progetto di forte interesse e di estrema attualità per il suo contributo alle problematiche ambientali.

    Perché Envisat è così importante?

    Envisat at ESTEC
    Envisat in testing

    Envisat è il più grande satellite dedicato all'osservazione della Terra che sia mai stato costruito e lanciato nello spazio. Dieci strumenti scientifici, delle dimensioni di un tir con rimorchio, Envisat darà un contributo importante, per esempio, per la comprensione degli effetti climatici ed ambientali della Terra. Misurerà la presenza di ozono nell'atmosfera, la presenza dei gas serra, la superficie degli oceani, le temperature dei mari, l'altezza delle terre emerse. Dati preziosi per gli scienziati.

    E i risultati devono essere conosciuti da tutti, se vogliamo che l'opinione pubblica sia un soggetto attivo nella scelta delle politiche ambientali. Ha ben 10 strumenti scientifici a bordo, e molti di essi hanno funzionalità complementari oppure si supportano a vicenda e questo si traduce in una maggiore affidabilità dei dati scientifici. È fondamentale, perché la comprensione dell'interazione tra oceani, mari, atmosfera è di grande difficoltà.


    Dunque Envisat sarà un satellite prevalentemente scientifico?

    No, Envisat vive di due anime: un'anima scientifica e un'anima votata alle applicazioni. Tenendo sott'occhio il pianeta, per esempio, è in grado di fornire agli scienziati i dati per le previsioni del tempo. Ma può fornire anche indicazioni in tempo reale alle protezioni civili, in caso di emergenze legate a fenomeni naturali, dagli allagamenti ai terremoti.

    Ma ti faccio un esempio diverso da quelli di cui abbiamo parlato in altri incontri. Il plancton, cioè quei piccoli organismi che vivono alla superficie dei mari trasportati dalle correnti, è costituito da organismi animali (zooplancton), da batteri, da funghi ma anche da organismi vegetale, il fitoplancton. Il fitoplancton è alla base dell'alimentazione dello zooplancton, che a sua volta costituisce cibo per i pesci. La cosa importante, dal nostro punto di vista è che il fitoplancton si nutre attraverso la fotosintesi clorofilliana: così facendo utilizza il diossido di carbonio (cioè l'anidride carbonica) disciolta in mare, trasformandola in ossigeno. Dunque il fitoplancton è uno degli ingredienti essenziali per mantenere basso il livello di anidride carbonica, che è uno dei gas serra critici. In questo modo, questi microscopiche piante riescono ad avere un'influenza reale addirittura sul clima globale della Terra. Envisat è in grado di rivelare la presenza e di misurare la quantità di fitoplancton nei mari e negli oceani. E questo non servirà solo agli scienziati, per capire il ruolo globale del fitoplancton, ma anche ai semplici pescherecci, che potranno dirigersi verso aree ricche di pesci, evitando aree contaminate da fioriture di alghe velenose.

    Envisat Brochure
    Envisat Brochure

    Quando Envisat compie una misura, in che modo lo fa? Per esempio scatta semplicemente fotografie della superficie terrestre?

    Gli strumenti di Envisat raccolgono dati che sono immagazzinati sotto forma, per esempio, di tabelle numeriche, secondo un codice digitale. In pratica bisogna immaginare un foglio riempito solo di caratteri 1 e 0. È come se si trattasse di un codice segreto. Solo che segreto non è. Da queste enormi matrici di 1 e 0 si possono estrarre le informazioni utili e farne per esempio delle immagini oppure dei grafici. L'incarico e la responsabilità della gestione dei dati è di ESRIN, il centro ESA di Frascati. Non è un ruolo semplice: Envisat compirà ben 14 volte orbite ogni giorno inviando enormi quantità di dati che dovranno essere raccolti, immagazzinati e inviati alle stazioni a terra in tutto il mondo.

    La maggior parte dei dati di Envisat sarà a disposizione della comunità scientifica, selezionata secondo le proposte scientifiche ricevute dall'ESA. Una volta distribuiti, i dati serviranno come base per elaborazioni scientifiche: se ne trarranno immagini del territorio, mappe atmosferiche. E serviranno per capire la situazione attuale e come base per modelli precisi e proiezioni a lungo termine. Molte informazioni saranno disponibile quasi in tempo reale per consentire la sorveglianza operativa degli oceani e dei ghiacciai ed il rapido intervento in caso di calamità naturali. E pochi giorni dopo l’acquisizione saranno disponibili elaborazioni ancora più accurate. I risultati ottenuti saranno pubblicati da istituti partner o direttamente sul sito web dell'ESA.

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