I prossimi mesi della Venus Express

Venus Express
18 Aprile 2006

INTERVISTA 14-2006. L'11 aprile la sonda dell’ESA Venus Express è riuscita a inserirsi in orbita intorno a Venere e nei prossimi mesi inizierà a mandarci immagini e dati di questo pianeta. Quali sono le prossime tappe della missione?

Lo scopo della manovra dell’11 aprile è stato di far catturare Venus Express dalla forza gravitazionale del pianeta: la cattura è riuscita e la sonda si sta muovendo su un’orbita temporanea, che viene percorsa in circa 9 giorni. L’orbita operativa sarà raggiunta solo fra qualche settimana, con l’accensione dei motori della sonda ripetuta per brevi intervalli di tempo: si tratterà di un’orbita molto ellittica, che Venus Express percorrerà in appena 24 ore. Nel punto più vicino, il pericentro, la sonda si troverà ad appena 250 km sopra il polo nord di Venere, portandosi poi al punto di apocentro, a circa 66mila kilometri di quota. È una delle orbite più interessanti per lo studio globale di un pianeta, perché permette sia di avere visioni globali del pianeta sia di dettagliare lo studio con osservazioni ravvicinate.

Nel prossimi giorni inizieranno le procedure per preparare gli strumenti alle operazioni. I primi dati scientifici dovrebbero arrivare entro i prossimi due mesi.

Per il momento, la soddisfazione è tanta. Siamo arrivati fin qui con una strategia che ottimizza la tecnologia messa a punto per altre due missioni ESA, Mars Express e Rosetta. Inoltre è una missione ad alto contributo italiano, sia dal punto di vista scientifico che industriale. Alenia Spazio si è occupata dell’assemblaggio, dell’integrazione e della verifica della piattaforma del satellite, oltre che di vari aspetti relativi alle comunicazioni e ai supporti da terra, mentre la Galileo Avionica ha sviluppato i sensori per l’orientamento della navicella. Italiani sono poi i responsabili scientifici di due strumenti dei sette che si trovano a bordo della sonda, gli spettroscopi PFS e VITRIS.

Artist's impression of Venus Express orbit insertion
Inserimento nell'orbita di Venere

Lo studio dell’atmosfera di Venere è uno degli aspetti su cui ci si aspetta che la Venus Express possa dare contributi particolarmente significativi? Che studi saranno compiuti?

Venus Express è la prima missione in grado di fornirci informazioni a tutto campo sull’atmosfera venusiana. A bordo della sonda ci sono infatti 7 strumenti che coglieranno diversi aspetti scientifici del sistema atmosferico. Com’è noto, l’atmosfera di Venere è una coltre spessa che dà luogo a uno spaventoso effetto serra. Studieremo la struttura dell’atmosfera, la sua composizione chimica globale dell’atmosfera, la variazione della composizione in funzione della quota (strumenti VeRa, VITRIS, PFS, SPICAV/SOIR); raccoglieremo dati sulla circolazione atmosferica e sugli scambi di materia e di energia con la superficie del pianeta. Lo strumento Aspera studierà l’interazione degli strati superiori dell’atmosfera con le particelle del vento solare, insieme al magnetometro MAG.

Infine, la camera VMC è un grandangolare sensibile a molte lunghezze d’onda, che sarà in grado. di fornirci immagini delle nuvole di Venere, ma anche della superficie del pianeta, sfruttando la radiazione infrarossa.

Geological activity on Venus?
Il vulcanismo è un altro degli elementi che rendono questo pianeta diverso dalla Terra

Il vulcanismo è un altro degli elementi che rendono questo pianeta diverso dalla Terra. Che cosa sappiamo della storia geologica del pianeta?

I crateri più vecchi hanno un’età stimata intorno ai 500 milioni di anni. Sono, geologicamente parlando, crateri piuttosto giovani. Questo fa pensare a un vulcanismo diverso da quello terrestre. L’ipotesi prevalente è che mentre sulla Terra l’attività vulcanica non si sia mai estinta, su Venere ci siano periodi di sospensione dell’attività vulcanica, durante i quali si crea un eccesso di pressione sotto la superficie. Quando la pressione sottosuperficiale supera un limite di soglia, hanno luogo eventi vulcanici sottosuperficiali così violenti da squarciare la crosta e tanto estesi da coinvolgere l’intero pianeta, rimodellandone la superficie e cancellando i crateri che si sono formati fino a quel momento.

Sia gli aspetti atmosferici che quelli legati al vulcanismo, per essere analizzati dal punto di vista scientifico, vanno quantificati. Cosa che al momento, con i pochi dati che abbiamo a disposizione, non possiamo fare. La speranza è che nel corso dei due giorni venusiani, circa due anni terrestri, di missione della sonda Venus Express, questo deficit di conoscenza possa essere colmato.

Venus Express over atmospheric storms  at Venus's  North pole
Venus Express è la prima missione in grado di fornirci informazioni a tutto campo sull’atmosfera venusiana

Venus Express è solo una della quattro sonde europee che in questo periodo stanno esplorando corpi del Sistema Solare: Mars Express sta infatti studiando Marte, SMART-1 la Luna e, infine, la missione ESA/NASA Cassini/Huygens si trova nel Sistema di Saturno. Perché questo interesse nel Sistema Solare?

Ci sono varie ragioni. In primo luogo la tecnologia è matura e ci permette di farlo a costi relativamente ridotti. Poi perché si tratta dell’unico luogo dell’universo che possiamo esplorare in questo modo e, se le leggi della fisica non ci riservano sorprese, l’unico che forse riusciremo a visitare anche “di persona”. E infine, in questa prospettiva, perché si tratta di un luogo di cui dovremmo imparare a sfruttare le risorse materiale e, forse, anche energetiche.

Oggi l’ESA è all’avanguardia assoluta nell’esplorazione del Sistema Solare. Oltre alle missioni che hai nominato bisogna ricordare Rosetta, che è in viaggio per intercettare la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko nel 2014 e che l’ESA sta progettando di lanciare nel 2013 una sonda, la BepiColombo, per lo studio ravvicinato di Mercurio, il pianeta più vicino al Sole ma, proprio per questo, uno dei pianeti più misteriosi e difficili da raggiungere. E, infine, che siamo entrati nella fase di progettazione dettagliata della prossima missione a Marte, la Mars Sample Return (MSR), che ha lo scopo di prelevare un campione di rocce e polvere marziana e di riportarli sulla Terra per le analisi.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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