I prossimi passi nello spazio: oltre lo shuttle Discovery

Shuttle Discovery
20 Luglio 2006

INTERVISTA 27-2006. Con il rientro a terra dello Shuttle Discovery, si è conclusa positivamente la fase di Ritorno al Volo dello shuttle prevista dalla NASA. Quali sono i prossimi passi?

La prossima missione di uno shuttle, che vedrà impegnato lo shuttle Atlantis, è prevista per fine agosto, inizio settembre. Atlantis porterà sulla stazione spaziale una estensione che servirà per dispiegare nuovi pannelli solari e aumentare la potenza elettrica a disposizione della Stazione spaziale. I prossimi voli vedranno una significativa ripresa dell’assemblaggio in orbita della Stazione Spaziale, che tornerà a crescere.

Per quanto riguarda la missione da cui è rientrato lo shuttle Discovery, la NASA ha dichiarato apertamente la propria soddisfazione. Gli obiettivi individuati prima del lancio sono stati raggiunti, primo fra tutti la verifica dei sistemi per aumentare i livelli di sicurezza dell’equipaggio. E se è vero che lo stress termico a cui lo shuttle è soggetto nella fase di rientro ha sempre obbligato la NASA a una manutenzione delle navicelle estremamente costosa e impegnativa, il comandante del Discovery, dopo aver effettuato la ricognizione dello scafo dopo il rientro, ha dichiarato che rispetto alle condizioni che aveva riscontrato nei tre voli precedenti a cui aveva partecipato, Discovery è in ottima salute. Il tutto sembra essere confermato dagli oltre 100 video ad alta risoluzione che hanno immortalato la navicella nel corso del lancio e del raggiungimento dell’orbita.

Naturalmente non bisogna nasconderci che, d’ora in avanti, ogni volo shuttle sarà un test di fronte all’opinione pubblica. Del resto nel briefing prima del volo, lo stesso Amministratore della NASA, Michael Griffin ha dichiarato che “il volo di uno shuttle non è privo di rischi, al di là della schiuma isolante su cui abbiamo tanto lavorato”.

Thomas Reiter
Thomas Reiter

Per la prima volta dal maggio 2003, l’equipaggio della stazione spaziale internazionale è tornato ad essere di tre membri. E il terzo è l’astronauta dell’ESA Thomas Reiter, il primo astronauta europeo impegnato in un volo di lunga durata a bordo della Stazione Spaziale. Questo segna una svolta nella gestione della Stazione?

Segna l’inizio di una fase che vedrà l’Europa e l’ESA più protagonisti di quanto non siano stati fin qui. Reiter, atteso per la sua prima passeggiata nello spazio il 3 agosto, apre la strada a una serie di astronauti europei che avranno l’opportunità di rimanere per 6-7 mesi a bordo della Stazione Spaziale.

E proprio di questi giorni è la notizia dell'assegnazione di un altro astronauta dell'ESA, il tedesco Hans Schlegel, al volo shuttle che porterà in orbita il laboratorio europeo Columbus.

EMCS
EMCS

La missione del Discovery ha rafforzato la dotazione strumentale europea, portando in orbita, tra l’altro, il congelatore MELFI o l’EMCS, una speciale camera pressurizzata per la sperimentazione relativa allo sviluppo di piante. Come saranno utilizzati?

MELFI è un freezer ad azoto liquido che, mantenendo a una temperatura di -80 °C, permette il congelamento rapido di campioni biologici e la loro conservazione. Al termine degli esperimenti, MELFI viene trasferito dal laboratorio statunitense Destiny, all’interno di uno dei tre moduli logistici pressurizzati trasportati nella stiva dello shuttle.

Per dare un’idea della sfida tecnologica di MELFI cito solo due dati: assorbe una potenza di appena di 1 kW, paragonabile a quella di un normale frigorifero; oltre a un isolamento termico perfetto, ha due scambiatori di calore che utilizzano ben 10 kilometri di tubi!

L’EMCS (European Modular Cultivation System), che è stato costruito da un team industriale sotto la responsabilità dell’industria europea EADS Space Transportation, sarà utilizzato in collaborazione con la NASA e alloggerà all’interno del laboratorio statunitense Destiny.

È progettato per esperimenti di biologia, principalmente per studio degli effetti dell’assenza di gravità sulle piante. In particolare su specifiche cellule, sulle radici, sulla fisiologia generale. Sono studi che fanno parte di un processo di conoscenza che, nel futuro, dovrebbe consentire la coltivazione in orbita di piante commestibili per uso degli astronauti. È una possibilità presa in considerazione per missioni di lunga durata, come per esempio una spedizione umana su Marte.

EMCS
EMCS

L’EMCS non sarà usato solo per esperimenti su vegetali, ma anche su piccoli animali, come per esempio i nematodi, piccoli vermi noti anche come vermi cilindrici. Che cosa si spera di scoprire?

Dei nematodi è nota la struttura del DNA: nel corso dell’esperimento i vermi si riprodurranno diverse volte e avremo la possibilità di studiare circa 5 generazioni successive nate a bordo della ISS. Questo ci darà la possibilità di confrontare il patrimonio genetico di generazioni di nematodi nate in assenza di gravità con il patrimonio genetico di vermi sulla Terra. Il tutto è reso ancora più interessante perché nell’esperimento italiano che si sta progettando la specie di vermi che si "coltiverà" a bordo è quella dei Panagrolaimus rigidus, una specie che si riproduce per via sessuata come i Caenorhabditis elegans, che già hanno recentemente volato in un esperimento simile nippo-canadese. Questo garantisce, ad ogni generazione, un mescolamento genetico sostanziale. Sarà quindi molto interessante osservare se, nel giro di qualche generazione, in modo naturale, possono essere selezionate caratteristiche genetiche legate in qualche modo all’assenza di gravità.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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