Il 2005 dell’Europa

Dani dallo tsunami
6 Gennaio 2005

INTERVISTA 1-2005. Il disastro dello Tsunami asiatico ha riportato all’attenzione dell'opinione pubblica la possibilità dell’utilizzo dei satelliti per il controllo della Terra. Che iniziative sono previste per l’anno appena iniziato?

Nell’immediato futuro proseguiranno le attività iniziate con le attivazioni della Carta Internazionale per la gestione dei Disastri, richieste il 26 e il 28 dicembre dall’ONU, dalla Protezione Civile Francese e dall’ISRO, l’Organizzazione Indiana per la Ricerca Spaziale. La mobilitazione ha portato alla produzione di un notevole numero di osservazioni da parte di un dozzina di satelliti civili e commerciali. Per i prossimi giorni sono state programmate ulteriori osservazioni.

Ma la gestione dei disastri è solo una delle attività. In generale i satelliti possono dare un contributo fondamentale per una comprensione più globale del pianeta Terra. E nel 2005 sarà lanciato il satellite Cryosat, il primo dei satelliti che fanno parte del programma Living Planet dell’ESA. Cryosat sarà lanciato dalla base russa di Plesetsk con lo scopo di misurare lo spessore dei ghiacci continentali e dei ghiacciai polari. I dati, che saranno raccolti nel corso di una vita operativa di 3 anni, saranno utili per capire se al riscaldamento globale in atto corrisponde un assottigliamento dello spessore dei ghiacciai e per quantificare questa relazione.

Riguardo alle previsioni del tempo, invece, in giugno sarà lanciato da Kourou il secondo dei Meteosat di seconda generazione (MSG-2), che si posizionerà in uno stato di attesa temporaneo, completando il segmento spaziale del progetto.

Astronomicamente parlando, il 2004 è stato l'anno dell'Europa su Marte. Che cosa ci aspetta nel 2005?

Candor Chasma
Vista in prospettiva del Candor Chasma

Il 2005 potrebbe essere un anno cruciale nella nostra comprensione del fenomeno della vita nel sistema solare. Il 14 gennaio la sonda Huygens dell’ESA si tufferà nell’atmosfera di Titano, la maggiore delle luna di Saturno, che diventerà così il corpo celeste più lontano che sia mai stato visitato da una artefatto terrestre. Ad oltre un miliardo di km dalla Terra, Huygens raccoglierà dati sull’atmosfera della luna di Saturno, che per diversi aspetti, sembra essere molto simile a quella che pensiamo ebbe la Terra nell’epoca in cui apparve la vita per la prima volta. Se tutto va bene, lo studio dei meccanismi chimici in funzione su Titano potrebbero darci indicazioni importanti sulla naturalezza o meno con la quale molecole complesse si formano in ambienti favorevoli. Trovare molecole organiche complesse su un corpo come Titano potrebbe essere in indizio a favore dell’universalità della vita. Almeno di quella che conosciamo.

Nel 2005 proseguiranno anche le osservazioni di Marte da parte della navicella Mars Express, che nell’anno appena trascorso ha scovato, fra le altre cose, sacche di metano atmosferiche in corrispondenza di vapor d’acqua. Una scoperta notevole, ottenuta grazie allo strumento italiano PFS, che indica che sulla superficie o sotto la superficie marziana sono attive sorgenti di metano. Dovremo identificarle: il metano potrebbe essere di origine vulcanica oppure prodotto da colonie batteriche.

Nel 2005 tornerà ad essere protagonista anche la Luna. Con quali prospettive?

La luna come vista da SMART-1

La Luna è stata raggiunta nel dicembre scorso da Smart-1, la missione tecnologica dell’ESA: dopo 13 mesi di trasferimento condotti con successo grazie alla propulsione ionico-solare, per febbraio sono attesi i primi risultati scientifici.

Vogliamo saperne di più sulla sua composizione mineralogica, sulla sua formazione, sulla presenza o meno di acqua nei crateri lunari dove i raggi solari non arrivano. Tutte informazioni utili in vista di un possibile ritorno dell’uomo sul satellite naturale della Terra.

Ma dopo Titano, Marte e Luna, il 2005 sarà anche l’anno di Venere: in autunno, da Baikonour, è previsto infatti il lancio della missione Venus Express. Una missione di basso costo, ottenuta in larga parte riutilizzando elementi (strumenti e piattaforma) sviluppati per Mars Express e Rosetta, ma che segna il ritorno all’esplorazione di uno dei pianeti più simili alla Terra, che lo scorso giugno ha dato spettacolo transitando di fronte al Sole e dando luogo a una mini-eclisse.

Oltre alle missioni relative al sistema solare, l’ESA ha in orbita intorno alla Terra vari telescopi per lo studio dell’universo che stanno cambiando in modo significativo la nostra visione del cosmo, come, per esempio, Integral e XMM-Newton, che catturano radiazione gamma e X.

Lo spessore, il significato di queste ricerche a volte si perde perché oggi siamo abituati alle informazioni i tempo reale, alla scoperta in diretta. Ma la scienza non funziona con tempi televisivi: il pensiero è veloce ma la scienza, nel suo svilupparsi quotidiano, procede e lavora con lentezza. E questo purtroppo non fa notizia. Gli archivi di dati che sono raccolti con i telescopi spaziali sono come spugne, dalle quali si possono estrarre informazioni man mano che la nostra comprensione del cosmo si modifica. Capire alcuni aspetti dell’universo, ci permette di interrogare in modo diverso i dati stessi. Per farlo c’è bisogno di pensiero e di tempo.

Il 2005 segnerà anche il ritorno al volo dello Space Shuttle della NASA?

The Automated Transfer Vehicle
ATV

Così dovrebbe essere: le stime più ottimistiche indicano il ritorno al volo per metà maggio, ma bisognerà vedere anche le priorità del nuovo Amministratore della NASA, dopo le dimissioni di Sean O’Keefe.

Per la prossima primavera, comunque, indipendentemente dallo Shuttle della NASA, è prevista la missione Eneide, a cui parteciperà l’italiano Roberto Vittori, e che riporterà l’ESA a bordo della stazione spaziale internazionale. Ormai si tratta di una presenza regolare: e se nel 2004 è toccato all’olandese André Kuipers a visitare la stazione orbitante, coinvolgendo oltre 70000 studenti in esperimenti sulla crescita di piante nello spazio, per Vittori sarà un vero e proprio ritorno a casa, dato che già ha visitato la stazione nella primavera del 2002, sempre a bordo di una capsula Soyuz.

E nel 2005 dovrebbe fare la sua prima uscita anche il veicolo automatico di trasferimento, l’ATV, in buona parte realizzato da Alenia Spazio: è un nuovo cargo in grado di attraccare automaticamente alla stazione, che verrà lanciato con una versione modificata dell’Ariane5. Sarà la prima volta che l’Europa lancia un elemento di stazione spaziale con un proprio vettore. È un segnale di indipendenza nell’accesso allo spazio, così come un forte segnale di indipendenza sarà il lancio del primo satellite del progetto Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo che affiancherà finalmente il GPS statunitense.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

Copyright 2000 - 2014 © European Space Agency. All rights reserved.