Il Vice-Presidente della CE Antonio Tajani visita il centro di Osservazione della Terra dell'ESA

Il Vice-Presidente della CE Antonio Tajani in visita all'ESRIN

27 Luglio 2010

Quale grande sostenitore dei benefici che l’industria spaziale può portare all’Europa, il Vice-Presidente della Commissione Europea e Commissario Europeo per l’Industria e l’Imprenditoria, Antonio Tajani, ha visitato ieri l’ESRIN, la sede dell’ESA in Italia.

Il Vice-Presidente è stato accolto dal Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra, Volker Liebig, nella sua prima visita ad uno stabilimento ESA, da quando ha assunto la carica di Commissario per l’Industria e l’Imprenditoria nel febbraio di quest’anno.

Considerato che l’iniziativa Globale di Monitoraggio Ambientale e per la Sicurezza, GMES (Global Monitoring for Environment and Security), è parte del portafoglio per lo spazio del Vice-Presidente, la visita al Centro di Osservazione della Terra dell’ESA ha fornito l’opportunità di ascoltare in prima persona i progressi compiuti nello sviluppo dei componenti spaziali dell’iniziativa e le sfide da affrontare.

ESA-ESRIN
ESRIN, sede italiana dell'ESA vicino Roma

Inoltre sono state presentate le attività dell’ESA, dei suoi programmi di Osservazione della Terra, la competenza dell’ESRIN nella gestione delle operazioni per le missioni di Osservazione della Terra ed i benefici che le attività dell’ESA apportano all’industria europea e alla società.

Il mandato del Vice-Presidente Tajani include anche il sistema di navigazione Galileo, che, come GMES, è un progetto congiunto tra l’ESA e la Commissione Europea. Ieri, comunque, l’attenzione era puntata sull’Osservazione della Terra.

Il Vice-Presidente Tajani ha avuto modo di ascoltare come l’ESA abbia oggi in orbita sei missioni di Osservazione della Terra, che inviano più di 100 terabyte di dati all’anno. Questi dati, utilizzati in oltre 3000 progetti in tutto il mondo, non soltanto promuovono la scienza e aumentano la nostra conoscenza della Terra, ma sono anche un beneficio per l’economia, forniscono informazioni vitali al potere decisionale e migliorano la vita quotidiana dei cittadini europei.

EC Vice-President Tajani
Il Vice-Presidente Tajani durante una presentazione

Nel corso della visita sono stati forniti esempi di come i satelliti di Osservazione della Terra abbiano mostrato il modo in cui l’Artico sta cambiando a causa del cambiamento climatico, e come il monitoraggio atmosferico abbia rivelato un inquinamento da ossido di azoto dovuto all’industrializzazione. Al Vice-Presidente è stato inoltre mostrato come le informazioni fornite dai satelliti siano di valore inestimabile per l’effettiva gestione dei disastri naturali.

Per quanto riguarda il GMES Space Component, è stata offerta al Vice-Presidente Tajani una presentazione globale dello stato del programma. Con un totale stanziato in bilancio di 2,3 miliardi di euro provenienti dagli stati membri dell’ESA e dalla Commissione Europea, sono stati raggiunti buoni risultati, anche se sussistono alcune sfide ancora da superare.

Sentinel-1
Sentinel-1

I contratti per la costruzione di 3 coppie di satelliti GMES, Sentinel-1, Sentinel-2 e Sentinel-3, sono stati assegnati alle imprese competenti. Ciò significa che il lancio delle prime "Unità A" delle tre missioni é previsto tra il 2012 e il 2013. Queste tre missioni sono state progettate per essere in orbita in coppia, così da ottenere la massima copertura possibile.

Inoltre, è in fase di sviluppo il Precursore Sentinel-5 e sono stati assegnati i contratti per gli studi preliminari per il Sentinel-4 ed il Sentinel-5.

GMES è uno sforzo unico e complesso, che combina dati presi "in loco" con quelli satellitari, a beneficio delle politiche europee e di aree come l’agricoltura, la pesca, la navigazione e la sicurezza delle navi, la pianificazione urbanistica e gli aiuti umanitari, per nominarne solo alcune. Nonostante siano stati fatti molti progressi, la vera sfida da affrontare ora è quella di rendere stabili i fondi per assicurare continuità nelle attività del sistema GMES e quindi nei servizi offerti agli utenti finali.

Sono necessari circa 560 milioni di euro per coprire le operazioni iniziali dei satelliti, i lanciatori delle "Unità B" e la produzione delle parti fondamentali delle "Unità C". Al momento solo 107 milioni sono stati già approvati dal GMES Initial Operations Regulation.

Dal 2014 la fase operativa di GMES richiederà lo stanziamento dei fondi della Commissione Europea come pianificato.

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