Il futuro del programma GMES discusso a Monaco

GMES
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19 Aprile 2007

Si è tenuta a Monaco di Baviera il meeting ad alto livello in cui si è discusso dello stato attuale e delle future tappe del programma europeo GMES (Global Monitoring for Enviroment and Security), il programma per il monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza sviluppato da Unione Europea e Agenzia Spaziale Europea.

Già confermato dai capi di stato e i primi ministri europei come una delle priorità dell’Unione Europea nel Summit di Goteborg del 2001, il programma GMES è uno dei pilastri della politica spaziale dell’UE, e mira ad assicurare all’Europa l’accesso indipendente alle informazione relative all’ambiente, al cambiamento climatico e alla sicurezza.

Il GMES sta già dando importanti contribuiti ai cittadini europei, attraverso le oltre 300 istituzioni che agiscono come utenti finali a livello europeo, come per esempio istituzioni governative a livello europeo, nazionale, regionale o locale, ricercatori nel settore ambientale o ditte commerciali.

“Ma anche nel settore della sicurezza civile, ci sono diverse applicazioni in fase di progetto pilota che sono promettenti,” racconta Volker Liebig, Direttore dell'Osservazione della Terra dell’ESA. "Per esempio per il controllo dei confini contro l’immigrazione clandestina via mare, che spesso finisce in tragedia."

Volker Liebig
Volker Liebig

Attraverso l’integrazione dei dati rilevati sul campo con quelli ottenuti dai satelliti per l’osservazione della Terra, il GMES si pone l’obiettivo di fornire agli operatori europei dai affidabili e in tempo reale sullo stato di salute del pianeta, requisito che l’UE ritiene indispensabile per la realizzazione delle proprie politiche di sviluppo sostenibile.

In questo panorama, l’ESA è responsabile dell’implementazione dell’intero segmento spaziale. “Tutto ciò che riguarda il segmento spaziale è controllato coordinato e implementato dall’ESA,” spiega Liebig. “I contratti con le industrie per lo sviluppo dei satelliti e delle necessarie infrastrutture, ma anche la gestione dei progetti pilota messi in opera in questa fase e che saranno valutati per le future applicazioni.”

Già nella precedente fase di studio, era apparso chiaro che il GMES fosse in grado di dare un contributo di enorme rilevanza in diversi settori cruciali, come l’oceanografia, il controllo della qualità dell’aria, la fornitura di mappe di precisione relative all’utilizzo della terra, la fornitura in tempi rapidi di mappe delle zone colpite da disastri naturali, fornendo in questo modo un supporto insostituibile alle protezioni civili.

Oggi è possibile affermare che i progetti pilota del programma stanno già dando buoni frutti, anche a livello pratico. “Abbiamo un portfolio di dodici servizi di alto livello, che ci permettono di controllare i delicati ambienti marini costali, lo stato dei poli – fondamentali per comprendere il cambiamento climatico in atto -, ma anche per controllare le foreste, le inondazioni e per dare l’allarme o intervenire in caso di grandi incendi.”

Una delle sfide che sono state affrontate nell’incontro di Monaco è legata alla sostenibilità su lunghi periodi delle iniziative GMES. Anche per questo motivo l’ESA sta mettendo a punto infrastrutture che siano in grado di fornire supporto operativo a più di una missione. Le missioni satellitari previste nell’ambito del GMES (le cosiddette “sentinelle”) tengono inoltre conto dell’integrazione fra missioni nazionali ed europei, in modo da garantire la maggior continuità possibile di dati e servizi.

“La sostenibilità a lungo termine – 10, 20 anni - è uno degli aspetti cruciali,” rileva Liebig. “Ci stiamo lavorando per eliminare tutte le inefficienze. Non dobbiamo dimenticare, però,” conclude il Direttore dell'Osservazione della Terra dell’ESA “che il GMES è un programma pubblico e che anche per il futuro sarà nel settore pubblico che dovrà rivolgersi per trovare i suoi principali finanziatori.”

Il ministro tedesco dei Trasporti, Costruzioni e Affari Urbani, Wolfgang Tiefensee, ha sottolineato come la Presidenza Tedesca dell’Unione Europea consideri essenziale la sostenibilità di GMES a lungo termine. Fondi devono essere garantiti al di là della fase iniziale di sviluppo che è finanziata con fondi di ricerca dal lato degli utenti.

GMES rappresenta il contributo europeo al GEOSS, il Sistema dei Sistemi per l’Osservazione Globale della Terra (Global Earth Observation System of Systems), il progetto integrato a livello mondiale per il controllo e la gestione del nostro pianeta, il cui piano di implementazione decennale è stato adottato a Bruxelles nel 2005 , in occasione del terzo Summit Mondiale delle Osservazioni della Terra.

Per ulteriori informazioni:
gmes.office @ esa.int

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