Il maltempo in Europa e il supporto satellitare

Flooded areas of the Isar river near Munich, Bavaria
Alluvioni nel fiume Isar vicino a Monaco di Baviera
26 Agosto 2005

INTERVISTA 26-2005. Dopo l’est europeo, in questi giorni anche Svizzera, Austria, Germania sono alle prese con un’ondata di maltempo che ha provocato alluvioni, frane e numerose vittime. In casi come questi, l’ESA fornisce un servizio che fornisce alle autorità civili che operano sul campo osservazioni satellitari delle zone colpite. Di che si tratta?

Nell’ottobre 2000, l’Agenzia Spaziale Europea e quelle nazionali di Francia e Canada hanno sottoscritto un trattato, una Carta Internazionale (International Space and Major Disasters Charter), nell’ambito del quale i paesi colpiti ad disastri ambientali o provocati dall’uomo possono richiedere specifiche osservazioni da satellite.

Da quella data, la Charter è entrata in azione oltre 80 volte, anche grazie alle adesioni successive di USA, India, Argentina, Giappone, che hanno messo a disposizione della comunità internazionale le proprie strutture, nuove competenze e satelliti per le osservazioni della Terra. Inoltre è stato sottoscritto un patto di cooperazione con l’ONU, che sta dando ottimi risultati.

Il funzionamento del servizio è semplice: basta un semplice fax che le autorità civili del paese colpito mandano all’ESRIN, cioè allo stabilimento dell’ESA che situato vicino a Frascati, a Roma. All’ESRIN si trovano tutti i servizi dell’Agenzia relativi alle osservazioni della Terra. Il fax viene preso in consegna da un responsabile del servizio di emergenza, che controlla immediatamente quali satelliti sono in grado di osservare la zona colpita.

Radarsat Crisis Product
Flood change detection

Che genere di vantaggi ci sono a far scattare il servizio satellitare?

Con una singola acquisizione di dati è possibile osservare zone molto estese. Con un satellite come Envisat, per esempio, è possibile anche intervenire in condizioni di tempo avverse, come nel caso di piogge torrenziali, perché la tecnica di osservazione dello strumento ASAR, un radar ad apertura sintetica, non è disturbata dalla copertura nuvolosa. Per le microonde utilizzate, infatti, le nubi sono trasparenti.

Nel caso della Romania, per esempio, che è stata colpita più volte sin dallo scorso aprile, è stata la Commissione Europea a richiedere l’attivazione della Charter. Sono stati utilizzati due satelliti, Envisat dell’ESA per le osservazioni radar, e SPOT5, un satellite commerciale francese, che osserva il pianeta nel visibile a elevata risoluzione.

Da questi dati sono state ricavate oltre 40 mappe dettagliate delle zone allagate, al confine con la Serbia-Montenegro, nella zona di Timisoara, che hanno consentito agli operatori sul campo di intervenire con maggiore consapevolezza e, quindi, con maggiore efficienza.

Smoke
Imagine MERIS (Envisat) del Portugallo, 21 Agosto del 2005

Se mezza Europa è alle prese con inondazioni, il Portogallo è stato messo in ginocchio dalla più dura siccità degli ultimi 60 anni, che ha portato a una lunga serie di incendi. Anche in questo caso il Trattato internazionale è intervenuto. Con quali risultati?

L’intervento nelle zone mediterranee nel periodo estivo, per l’emergenza incendi, sta diventando ormai una prassi. Del resto, secondo la Commissione Europea, in Francia, Italia, Portogallo,Grecia e Spagna, ogni anno ci sono da 20 a 60 mila incendi, che distruggono dai 200 ai 600 mila ettari di vegetazione.

Per il Portogallo e per la Spagna del nord, in particolare la Galizia, sono state prodotte della mappe di macroaree, che individuano i focolai attivi nella regione. In particolare sono stati utilizzati dati dei satelliti della NOAA, l’agenzia spaziale statunitense dedicata allo studio dell’atmosfera e degli oceani, che hanno il pregio di passare per la medesima regione della Terra ogni due giorni, a distanza di circa 12 ore uno dall’altro.

Oltre alla produzione di mappe, i dati raccolti da Envisat, per esempio, possono essere utilizzati per la valutazione dei danni e per studi statistici sulla resistenza dei vari tipi di vegetazione agli incendi. Questo a sua volta può essere un elemento da considerare per il rimboschimento.

International Charter Space & Major Disasters
La Charter

Il Trattato utilizza satelliti già esistenti, che vengono distolti dalle loro attività programmate. Non sembra un metodo efficiente. L’ESA prevede di migliorare questa situazione, in futuro?

Al momento non esiste un piano per la costruzione di satelliti addetti allo scopo specifico. In ogni caso, dovrebbe trattarsi di uno sforzo di cooperazione internazionale, in cui le varie agenzie dei vari paesi danno il proprio contributo.

Un altro aspetto migliorabile riguarda il ritardo con il quale le mappe delle zone colpite vengono fornite alle autorità civili. Le informazioni raccolte via satellite, infatti, sono rese disponibili solo dopo essere state rielaborate per consentirne una migliore lettura. Questa procedura richiede tempo, e sarebbe preferibile che le varie autorità civili fossero in grado di usare le immagini satellitari a un livello minore di elaborazione, guadagnando in rapidità e efficienza.

Accanto alle osservazioni disposte in emergenza, viene attivata anche una ricerca di immagini di archivio che riguardano la zona colpita. Questo permette di confrontare le caratteristiche della zona prima e dopo il disastro. L’archivio è andato formandosi dal 1991 ed è comprensivo di tutte le osservazioni della Terra mai realizzate dall’ESA.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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