Il mare a Milano

Poster of the event
La locandina dell'iniziativa
4 Aprile 2002

Il 7 aprile si inaugura la VI edizione de Il mare a Milano, la prima "uscita" pubblica del nascente Polo della Cultura Scientifica a Milano, a cui aderiscono i musei scientifici della città. Perché l'ESA aderisce a questa iniziativa?

Il mare e l'acqua in generale sono alla base dell'origine e della presenza della vita sulla Terra. Il sistema climatico terrestre è, in larga parte, dipendente dai continui passaggi di acqua dallo stato solido allo stato liquido, allo stato di vapore e viceversa. E uno dei compiti più importanti di Envisat, il più grande e ambizioso satellite ambientale europeo che sia mai stato costruito e che è stato messo in orbita il primo marzo di quest'anno, è proprio lo studio degli oceani e delle acque. Gli oceani sono, insieme alle foreste, i polmoni del nostro pianeta. Gli oceani infatti sono ricchi di fitoplancton: organismi, come per esempio piccole alghe, che si nutrono attraverso la fotosintesi clorofilliana. Il fitoplancton assorbe biossido di carbonio dall'atmosfera e lo trasforma in zucchero, che gli fornisce il supporto energetico di cui ha bisogno. Il risultato è che il fitoplancton ripulisce l'atmosfera di gran parte del biossido di carbonio che gli uomini, con la combustione ma anche semplicemente con la respirazione, vi immettono quotidianamente. E il biossido di carbonio è uno dei gas che più contribuiscono all'effetto serra, l'aumento del quale sembra avere come conseguenza il surriscaldamento del pianeta e che, a sua volta, sembra essere causato dalle attività umane.

Che tipo di studi può realizzare Envisat sui mari?

Tra le prime immagini che Envisat ci ha fornito ce ne sono alcune che riguardano le coste della Mauritania, nell'Africa occidentale, nelle quali si distinguono chiaramente le acque "pulite" dalle acque con un certo contenuto di plancton e da acque che sabbiose o di sedimentazione. Sono dati ricavati dallo spettrometro MERIS, uno strumento cioè che separa la luce nei vari colori che la compongono. Dai dati di Meris gli scienziati misurano, fra l'altro, la quantità di clorofilla presente nella superficie degli oceani. La presenza di clorofilla è legata allo sviluppo del fitoplancton, che la utilizza per avviare il motore della fotosintesi. Misurare la quantità di clorofilla negli oceani significa quindi studiare gli oceani nella loro funzione di polmoni verdi del pianeta. Il Radar Altimetro e uno strumento che si chiama DORIS ci forniscono mappe della superficie oceanica, dandoci indicazioni sull'altezza delle onde e controllando l'eventuale innalzamento del livello dei mari. Lo AATSR, cioè il Radiometro Avanzato a Scansione Lungo la Traccia, misura la temperatura superficiale dei mari. Le anomalie nella temperatura superficiale dei mari indicano variazioni nello scambio di calore tra mare e atmosfera che possono dar luogo a fenomeni atmosferici molto violenti. È il caso, per esempio, di El Niño: un aumento anomalo di qualche grado nelle temperature superficiali del Pacifico Occidentale dà luogo a precipitazioni devastanti in America del Sud.

Training Umberto Guidoni for STS-100
L'astronauta Umberto Guidoni

Ma alla manifestazione milanese interviene anche un astronauta dell'ESA, Umberto Guidoni. Perché un astronauta?

Quest'anno la manifestazione milanese è dedicata alle grandi esplorazioni, ai viaggi, alle scoperte. E l'uomo oggi è spinto ad esplorare lo spazio, come fa l'ESA e come ha fatto Guidoni in prima persona, con lo stesso spirito con cui ieri si apprestava a viaggiare sulla superficie e nelle profondità oceaniche. Un'esplorazione, quella del mare, che continua ancora oggi, visto che dell'oceano non si può certo dire di aver capito tutto. In definitiva l'ESA fa suo quel che diceva l'Ulisse dantesco ai suoi compagni, per spronarli a proseguire nell'esplorazione: "fatti non foste a viver come bruti/ma per seguir virtute e canoscenza". Mare e Spazio non sono ambienti naturali per l'uomo: offrono, al tempo stesso, enormi sfide alle nostre capacità, ma anche grandi possibilità per capire meglio noi stessi, i nostri limiti, il nostro pianeta, il nostro universo. E come il mare, anche lo spazio ci può dare enormi risorse, se impariamo a usarlo bene.

Nell'ultimo decennio si è esteso sempre di più l'utilizzo dello spazio per offrire servizi ai cittadini come, per esempio, la televisione via satellite. Quali sono gli utilizzi dello spazio più promettenti?

Recentemente l'Unione Europea ha dato il via libera al progetto Galileo, che entro il 2010 porterà in dotazione all'Europa una costellazione di satelliti in grado di fornire un servizio simile al GPS americano, ma in realtà molto più interessante e innovativo. Da una parte, Galileo fornirà un servizio di posizione, come il GPS, dall'altra parte sarà molto più interattivo del suo analogo americano e gestito esclusivamente da operatori civili. Questo ne consentirà una commercializzazione molto più flessibile e controllata. Per tornare a Il mare a Milano, voglio ricordare che anche quest'ultima applicazione dello spazio, cioè la navigazione guidata da satellite, è la risposta moderna a un problema che i primi navigatori, i grandi esploratori, dovettero risolvere per condurre in porto le proprie imprese: il problema dell'orientamento. Un problema che fino a qualche secolo fa era risolto proprio contemplando la notte stellata, grazie alla conoscenza delle costellazioni. Nella sua applicazione più semplice, infatti, Galileo offre agli automobilisti, alle navi, agli aerei e a chiunque ne faccia richiesta, un servizio di aiuto alla guida, indicando la via più breve per arrivare a destinazione, tenendo conto, per esempio, dello stato del traffico o, per le navi, delle correnti marine, delle condizioni del tempo e così via.

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