Il "ponte" di Vittori sulla Stazione Spaziale Internazionale

L'equipaggio poco prima di salire a bordo. Dal basso, Shuttleworth, Vittori, Gidzenko.
25 Aprile 2002

Alle 8.26 di questa mattina dalla base russa di Baikonour, in Kazakhstan, sono partiti a bordo di un Soyuz, l'astronauta italiano Roberto Vittori, il comandante russo Yuri Gizdenko e il "turista spaziale" Mark Shuttleworth. La loro destinazione è la Stazione Spaziale Internazionale. Ma qual è 10 scopo della missione Marco Polo, come è stata battezzata?

Lo scopo principale della missione è quello di sostituire la Souyz russa che attualmente è ancorata alla stazione spaziale da circa 6 mesi, con la navicella a bordo della quale sta viaggiando Roberto Vittori. In questi primi anni di vita della stazione Spaziale è previsto infatti che una navicella Soyuz rimanga attraccata alla Stazione Spaziale in modo permanente, come scialuppa di salvataggio. Ogni sei mesi deve però essere sostituita da una nuova navicella, per ragioni di sicurezza.

La Souyz russa è stata adottata come navicella di salvataggio perché, oltre ad essere l'unica scialuppa delle dimensioni adatte allo scopo, in questi anni ha anche dato grandi garanzie di affidabilità: ha una striscia di missioni premiate da successo veramente notevole. La Souyz è divisa in tre sezioni, di cui quella centrale occupata dagli astronauti, che non hanno grandi possibilità di movimento. È infatti una capsula, ben diversa dallo Shuttle della NASA, che è concepito per missioni relativamente lunghe nello spazio indipendentemente dall'esistenza di una stazione spaziale. Parte della navicella è un'ulteriore capsula di salvataggio che gli astronauti possono usare nelle fasi iniziali della missione, se subito dopo il lancio, dovessero accorgersi che qualche cosa sta andando nel modo sbagliato.

Qual è il significato per l'Italia di questa missione?

L 'Italia è impegnata nella costruzione della Stazione Spaziale sia attraverso l'ESA che attraverso la propria agenzia spaziale nazionale, cioè l'ASI. Nel giro di un anno, dalla primavera del 2001 ad oggi, ben due dei tre astronauti europei che sono sbarcati sulla Stazione Spaziale sono italiani. E l'Italia, grazie ai moduli Donatello, Raffaello e Leonardo, costruiti da Alenia Spazio, ha contribuito in modo sostanziale alla costruzione stessa della stazione. Il tutto aspettando Columbus, il laboratorio europeo che sarà pronto nel 2004. E proprio per questo motivo, cioè per dare il via a una serie di esperimenti scientifici europei senza dover aspettare il modulo Columbus, che 1 'ESA ha stipulato un accordo con la Rosaviakosmos e la RCS Energia, la società che gestisce le navicelle spaziali russe per ottenere opportunità di volo per astronauti europei.

L'accordo è stato sfruttato nel modo migliore dall'ASI, e questo ha dato come risultato la missione Marco Polo, che vede Vittori fra i protagonisti. Il destino, fra l'altro, ha voluto anche che il volo di Vittori cadesse proprio il 25 aprile, festa costituente dell'Italia di oggi: e questo rende ancora più suggestivo l'evento.

Marco Polo crew
L'equipaggio della missione Marco Polo

Come si svolgerà la missione di Vittori?

Dopo circa 8 minuti e 50 secondi dal lancio, la Soyuz raggiunge l'orbita ellittica a cui è destinata: è solo la prima tappa. Attraverso una serie di manovre che modificano l'orbita della Souyz, la capsula sovietica raggiunge l'orbita della Stazione Spaziale e iniziano le operazioni di avvicinamento. Il trasferimento da orbita iniziale fino alla Stazione spaziale dura circa due giorni. Sabato 27 aprile, alle 9.52 (ora italiana), la navicella russa attraccherà alla stazione Spaziale. Ma prima di aprire il portellone e di stringersi la mano o di abbracciarsi, i due equipaggi dovranno attendere che siano complete tutte le operazioni di pressurizzazione: si prevede che il primo contatto fra gli equipaggi possa avvenire intorno alle 11.25 (ora italiana). A questo punto Vittori e gli altri membri dell ' equipaggio saranno ospiti della Stazione Spaziale per 8 giorni. Il rientro è previsto per la mattina del 5 maggio. Una specie di ponte molto lungo, come quello stanno facendo molti italiani approfittando di 25 aprile e 1 maggio.

E un turista spaziale c'è davvero, in questa missione. Mark Shuttleworth, primo africano nello spazio, che ha pagato almeno 13 milioni di dollari per volare sulla Stazione Spaziale. Vittori, invece, sarà responsabile di diversi esperimenti a bordo della Stazione.

Mark Shuttleworth è, in effetti, qualcosa di più di un turista spaziale: ha un notevole programma di attività a bordo della stazione. Quello di Shuttleworth è in effetti un test interessante, perché, se avrà successo, come ci auguriamo, dimostra che lo spazio può essere utilizzato da persone certamente addestrate e in ottima forma psicofisica, ma non necessariamente professionisti.

L'esperimento BMI, dell'ESA, utilizza un prodotto commerciale che serve a misurare la pressione del sangue e la temperatura corporea. È uno strumento poco ingombrante, che permette agli astronauti di continuare a lavorare normalmente: questo serve a tenere sotto controllo le loro variazioni fisiologiche e di registrarle su un pc per ulteriori analisi. Chiro, Vest e Alteino sono esperimenti finanziati dall'ASI. In particolare Chiro è uno studio sistematico della forza che viene esercitata dalla mano e dalle singole dita degli astronauti. In assenza di gravità, infatti, gli astronauti galleggiano in aria e usano principalmente le mani per spostarsi, aggrappandosi a maniglie, spingendosi alle pareti e così via. Vest, come suggerisce il nome, riguarda la "comodità" degli astronauti e il loro abbigliamento: il Politecnico di Milano e una nota ditta di abbigliamenti italiana ha sviluppato una serie di capi (magliette a maniche corte, pantaloni, slip) molto comodi e molto leggere. Gli astronauti proveranno questi prodotti: per loro la comodità è fondamentale.

Alteino riguarda invece un fenomeno affascinante: fin dalle prime missioni Apollo gli astronauti hanno raccontato di vedere improvvisi lampi di luce, anche ad occhi chiusi. Si è scoperto che i lampi di luce sono provocati da quelli che si chiamano raggi cosmici, cioè particelle che viaggiano nello spazio ad altissima velocità. Quel che ancora oggi non si sa è con quali parti del corpo interagiscono i raggi cosmici: se si tratta del cervello, per esempio la corteccia cerebrale visiva, oppure la retina. E neppure sono state mai valutate altre conseguenze a livello del sistema nervoso. Alteino, che misura contemporaneamente il flusso dei raggi cosmici e i segnali elettrofisiologici del cervello, è un esperimento preliminare a un'indagine più estesa, Alteo, che sarà condotta successivamente grazie all'ottimizzazione del metodo che risulterà dall'analisi dei risultati di Alteino.

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