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    L'ESA al Festival della Scienza di Genova

    Earth and Soyuz TMA-4 from ISS
    La Terra vista della Stazione Spaziale Internazionale
    28 Ottobre 2004

    Genova città della cultura 2004, Genova città della scienza 2004. Nel capoluogo ligure è al via in questi giorni il Festival della Scienza, che fino all’8 novembre vedrà impegnati pubblico, giornalisti e scienziati, con oltre 200 fra incontri, conferenze, laboratori, mostre, exhibit, spettacoli. E l’ESA?

    L’ESA non poteva mancare, naturalmente. Il Festival di Genova è il più importante dei festival dedicati alla scienza. Lo scorso anno è stato visitato da circa 130mila persone, ed è caratterizzato da una grande varietà di proposte. È scienza che si fa cultura, ma nella tradizione migliore della cultura: cioè diverte.

    L’ESA si presenta a Genova con 7 relatori, fra i quali anche l’onorevole Umberto Guidoni, il primo astronauta europeo a mettere piede sulla Stazione Spaziale Internazionale.

    La partecipazione dell’agenzia è articolata: le mattine del 2 e del 3 novembre sono dedicate all’incontro con le scuole; mentre invece per il pubblico generale l’appuntamento è, negli stessi giorni, all’Auditorium San Salvatore.

    Il primo giorno è dedicato, in generale, all’impatto dei satelliti sulla vita quotidiana: vedremo come dai dati satellitari è possibile ricavare dati che facilitano l’intervento sul territorio delle protezioni civili, per esempio riconoscendo dall’alto i territori a rischio di frana e segnalandoli preventivamente. Oppure come i satelliti possono aiutarci a salvaguardare i gorilla del Congo. Oppure come possiamo scoprire gli abusi edilizi. Sono applicazioni che danno uno strumento concreto per rendere più efficienti gli interventi delle istituzioni.

    In tutto questo, un ruolo di primaria importanza è giocato da ESRIN, la sede italiana dell’ESA, che gestisce tutto il flusso informativo dei satelliti per le osservazioni del nostro pianeta, oltre a essere il centro informatico dell’agenzia.

    Umberto Guidoni, Astronaut of the European Space Agency (ESA)
    Umberto Guidoni

    Il 3 novembre, si parlerà invece di esplorazione umana del cosmo: quindi Stazione Spaziale Internazionale, ma anche i programmi futuri per riportare l’uomo sulla Luna e per la prima passeggiata su Marte. Ma è certo che il nostro futuro sia lì?

    L’ESA offre una serie di servizi alle imprese attraverso la Dappolonia, che è l’azienda che fa da link tra realtà industriale e tecnologie spaziali.

    In generale la stazione spaziale deve essere vista come incubatore di nuove tecnologie commercializzabili e come occasione per avvicinare i giovani alle imprese spaziali. Sono entrambi aspetti di cui parleremo a Genova.

    Un laboratorio spaziale in microgravità, come è la Stazione Spaziale, è un’occasione unica per sperimentare nuove soluzione in tanti campi diversi, campi di cui spesso abbiamo parlato in questi incontri e che vanno dall’utilizzo dei sistemi di riciclo dell’aria negli ospedali alla preparazione di sistemi di conservazione degli alimenti a temperatura ambiente.

    L’ESA da questo punto di vista è sempre più presente sul territorio, perché attraverso la circolazione delle idee, delle informazioni, ma anche delle emozioni legate alla scienza, che si stimola l’interesse, che si trovano soluzioni e applicazioni commerciali utili per tutti.

    E d’altra parte, l’impulso per la scienza e per lo sviluppo tecnologico, in una società come la nostra, una società democratica, non può che essere dato dai cittadini dei paesi che vi aderiscono. Quindi i cittadini vanno informati e gli enti di ricerca devono aprirsi. E devono farlo divertendo: la scienza insomma si sta spettacolarizzando e sta imparando a divertire le persone. E la grande sfida è farlo senza rinunciare alle idee e alla cultura che porta: divertire senza svendersi, insomma.

    Per esempio, in settembre, in occasione del Festival della Scienza di Perugia, in collaborazione con l’Osservatorio di Brera, l’ESA ha organizzato una caccia al tesoro per bambini, nella quale i bambini erano detective spaziali: dovevano ritrovare gli anelli che erano stati rubati a Saturno. E si sono scatenati in giro per il centro cittadino. Questo spunto ha fatto imparare loro tante cose sul sistema solare, ma l’aspetto più bello era vedere quanto si stavano divertendo.

    E dopo Genova, l’appuntamento continuerà a Napoli, per la rassegna Futuro Remoto, il 21 novembre, altra grande kermesse di scienza in pubblico.


    Artist's impression of ATV launch
    L'ATV

    Ma la stazione spaziale sembra comunque appartenere a un mondo lontano. Che possibilità c’è di entrare in contatto con le tecnologie dello spazio?

    L’ESA offre una serie di servizi alle imprese attraverso la Dappolonia, che è l’azienda che fa da link tra realtà industriale e tecnologie spaziali.

    In generale la stazione spaziale deve essere vista come incubatore di nuove tecnologie commercializzabili e come occasione per avvicinare i giovani alle imprese spaziali. Sono entrambi aspetti di cui parleremo a Genova. Un laboratorio spaziale in microgravità è un’occasione unica per sperimentare nuove soluzione in tanti campi diversi, campi di cui spesso abbiamo parlato in questi incontri e che vanno dall’utilizzo dei sistemi di riciclo dell’aria negli ospedali alla preparazione di sistemi di conservazione degli alimenti a temperatura ambiente.

    L’ESA da questo punto di vista è sempre più presente sul territorio, perché attraverso la circolazione delle idee, delle informazioni, ma anche delle emozioni legate alla scienza che si stimola l’interesse, che si trovano soluzioni e applicazioni commerciali utili per tutti.

    E d’altra parte, l’impulso per la scienza e per lo sviluppo tecnologico, in una società come la nostra, una società democratica, non può che essere dato dai cittadini dei paesi che vi aderiscono. Quindi i cittadini vanno informati e gli enti di ricerca devono aprirsi. E devono farlo divertendo: la scienza insomma si sta spettacolarizzando e sta imparando a divertire le persone. E la grande sfida è farlo senza rinunciare alle idee e alla cultura che porta: divertire senza svendersi, insomma.

    Per esempio, in settembre, in occasione del Festival della Scienza di Perugia, in collaborazione con l’Osservatorio di Brera, l’ESA ha organizzato una caccia al tesoro per bambini, nella quale i bambini erano detective spaziali: dovevano ritrovare gli anelli che erano stati rubati a Saturno. E si sono scatenati in giro per il centro cittadino. Questo spunto ha fatto imparare loro tante cose sul sistema solare, ma l’aspetto più bello era vedere quanto si stavano divertendo.

    E dopo Genova, l’appuntamento continuerà a Napoli, per la rassegna Futuro Remoto, il 21 novembre, altra grande kermesse di scienza in pubblico.

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