L’ESA alla Festa internazionale del Cinema di Roma

Il cinema è entrato nell'era digitale
15 Ottobre 2006

INTERVISTA 35-2006. Alla Festa internazionale del Cinema di Roma, al via il 13 ottobre, è presente anche un attore piuttosto inconsueto: l’Agenzia Spaziale Europea. Perché la partecipazione a una festa del cinema?

Il rapporto tra scienza e cinema è molto profondo e questo è evidente non solo per l’elevato utilizzo di tecnologie del cinema di ogig, ma anche e soprattutto per il legame storico: basti pensare che il cinema nasce alla fine dell’800 dagli studi sul movimento, dalla pittura alla fotografia sequenziale.

L’Italia ha, tra l’altro, ottime tradizioni nella contaminazione di scienza e cinema, specialmente nel settore della documentaristica fin dalle esperienze del 1909, per esempio, con i lavori di Arturo Ambrosio e Luigi Maggi che produssero un breve filmato su Galileo Galilei, in occasione dei 300 anni dalla prima osservazione telescopica del cielo, nel 1609. Ma anche grandi nomi con Antonioni o Ermanno Olmi si sono cimentati con documentari su grandi realtà tecnico industriali nel dopoguerra, il celebre Galileo di Liliana Cavani o film-tv come Cartesius o Pascal, di Roberto Rossellini.

Per vedere l'animazione

In questo caso, però, l’ESA partecipa alla Festa del Cinema di Roma con filmati di tipo scientifico, che non sono né documentari né veri e propri film. Perché questa scelta?

Perché la scienza, come il cinema, si occupa in prima istanza di rappresentazione. Rappresentazione del reale, ma anche dell’immaginario: alcuni settori della matematica, per esempio, rappresentano mondi all’interno dei quali vigono regole assolute, ma che non hanno corrispondenti nella realtà. Nel caso dell’ESA e dei filmati che presentiamo, si tratta di rappresentazioni digitali basate sull’acquisizione di dati satellitari e rielaborate successivamente.

Per esempio osservato dallo spazio, l’Etna appare un’immensa creatura che respira irregolarmente: il terreno intorno al vulcano si tende e si innalza fino a 15 centimetri, per poi tornare pian piano a sgonfiarsi, in un crescendo ritmato fra un’eruzione e l’altra, mentre i polmoni della montagna si riempiono e si svuotano convulsamente di lava e gas.

Sono stati necessari 8 anni di monitoraggio dallo spazio, dal 1992 al 2000, per originare i poco più di 60 secondi di questo filmato. ERS-1 ed ERS-2 hanno raccolto dati attraverso il radar di bordo ad apertura sintetica (SAR), in grado di osservare la Terra oltre la coltre nuvolosa, sia di giorno che di notte. I dati scientifici sono stati utilizzati per originare una serie di interferogrammi, poi accuratamente “montati” in sequenza e colorati artificialmente a comporre uno modello digitale di elevazione (DEM, Digital Elevation Model). Non solo: nel filmato che abbiamo visto, le variazioni di quota, oltre che colorate, sono stata amplificate per rendere molto più evidente il contrasto.

Il degrado dei ghiacci dell'Antartide

L’ESA è presente con una serie di filmati tridimensionali in mostra alla Galleria Gommata, l´area polivalente dell´Audiorium, nell’ambito del Digital Party, la sezione dedicata alle nuove tecnologie. Ma filmati come quello che abbiamo visto hanno un significato scientifico o sono uno strumento di comunicazione con il grande pubblico?

L’uno e l’altro. Da una parte filmati come quello che abbiamo visto o come quello che vedremo ci danno un panorama scientifico rigoroso e multiforme di ciò che stiamo vedendo: c’è una quantità di informazioni scientifiche spaventose, una manna per gli scienziati.

Dall’altra, l’elemento spettacolare non è affatto secondario ed è in grado di colpire i non esperti. Per esempio le visioni dei ghiacciai del Mare di Ross, in Antartide e del loro progressivo deterioramento, raccolte dal satellite dell’ESA Envisat, danno luogo a un filmato che ricorda la sequenza iniziale di Shining, il celebre film di Stanley Kubrik. In effetti se nell’ambito del Digital Party sarà ricreato un vero e proprio attore virtuale, i video dell’ESA sono il risultato di veri e propri cineoperatori spaziali, come i satelliti dell’ESA ERS-1 ed ERS-2, i cui dati hanno permesso di realizzare filmati tridimensionali di grande suggestione.

In generale, la selezione di filmati 3D che l’ESA propone nell’ambito della Festa internazionale del Cinema di Roma mostrano la potenza dell’elaborazione digitale delle osservazioni da satellite, che sono uno strumento di potentissimo per la capacità di integrare in modo cooperativo le informazioni sul territorio che si sta osservando.

Attraverso la via digitale, l’ESA è in grado non solo di mettere a punto strumenti per una comprensione più profonda dell’universo che ci circonda, come per esempio nel caso dell’esplorazione di Marte, ma anche di progettare e commercializzare applicazioni utili per la vita quotidiana di tutti, come i servizi di telemedicina, di tele-educazione, di radio e TV digitale ad alta definizione.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

I giornalisti della Rai, Lorenzo di Las Plassas e Stefano Masi, si alternano nel discutere con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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