L'ESA fiorisce alla Primavera della Scienza in Campania

La Primavera della Scienza Terza Edizione
9 Marzo 2005

La Primavera della Scienza promossa dal MIUR, arrivata quest’anno alla sua terza edizione, sboccia in Campania dal 1 marzo al 31 maggio 2005, con un’infiorescenza di iniziative organizzate presso la Città della Scienza di Pozzuoli, Napoli.

Appuntamento cruciale della Primavera è la XV Settimana della Cultura Scientifica, dal 14 al 20 marzo 2005, alla quale non poteva mancare l’Agenzia Spaziale Europea.

L’ESA, come sempre cittadina della Città della Scienza, partecipa agli eventi con un corner espositivo, ricco di documentazione sulle attività dell’Agenzia, e con un modello del satellite ambientale Envisat, a testimonianza dell’importanza crescente delle attività di Osservazione della Terra dallo spazio.

La partecipazione dell’ESA alla Primavera della Scienza in Campania, dedicata all’osservazione della Terra, è l’occasione per ricordare anche i 10 anni di attività del satellite ERS-2, che insieme al suo precursore ERS-1 e a Envisat, ha dato vita a un archivio di dati che si sono andati accumulando nel tempo e che oggi pongono le basi per uno studio sistematico di molti fenomeni complessi.

Logo della XV Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica

Attraverso i satelliti ambientali dell’ESA è possibile studiare le caratteristiche dei venti superficiali degli oceani, tenere sott’occhio la concentrazione di ozono in stratosfera, monitorare la temperatura superficiale dei mari e l’altezza delle onde. Ma anche, per esempio, controllare dallo spazio il grado di maturazione dell’uva nei vigneti, per offrire uno strumento in più ai viticoltori. Oppure tenere sotto controllare la subsidenza dei terreni esposti a questo fenomeno.

Negli anni a venire, secondo i recenti accordi internazionali presi a Bruxelles nell’ambito della Settimana della Terra e dello Spazio 2005, i satelliti dedicati all’osservazione della Terra saranno utilizzati sempre di più per salvaguardare l’ambiente, garantendo l’applicazione del protocollo di Kyoto ed estendendo la cooperazione fra le varia agenzie spaziali, che oggi viene riconosciuta necessaria anche alla luce dei buoni risultati dati dalla Carta internazionale per la gestione dei disastri (Charter), di cui l’ESA è stata membro fondatore.

E l’esperienza di decenni insegna che più si conoscono le potenzialità di questi strumenti, più si è in grado di pensare ad applicazioni utili.

Conoscere per migliorare la vita di tutti, insomma. Vale la pena di iniziare a pensarci con una visita alla Città della Scienza, questa Primavera.

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