L’alba di MetOp, il satellite del mattino

MetOp
15 Maggio 2006

In attesa del lancio del satellite europeo MetOp, previsto per il 17 luglio a bordo di un Soyuz-Fregat, dalla base di Baikonour, in Kazhakstan, la comunità scientifica europea si riunisce a ESRIN (Frascati) dal 15 al 17 maggio, per il primo workshop EPS/MetOp Research Announcement of Opportunity (RAO), organizzato da ESA e dalla Organizzazione Europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici (EUMETSAT, European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites).

MetOp è il primo di tre nuovi satelliti per la meteorologia sviluppati dall’ESA in collaborazione con Eumetsat. I tre MetOp, che saranno lanciati nel corso dei prossimi 14 anni, costituiscono il segmento spaziale dell’Eumetsat Polar System (EPS), il contributo europeo a un ambizioso progetto di “meteorologia operativa” che Eumetsat conduce in collaborazione con l’agenzia spaziale statunitense NOAA con lo scopo di migliorare le previsioni del tempo a medio termine e di contribuire alla comprensione del clima terrestre.

“L’incontro di ESRIN è l’occasione per informare la comunità scientifica dello stato di avanzamento della preparazione al lancio,” sostiene Eva Oriol-Pibernat, Mission Manager di MSG e MetOp (ESA). “Il satellite è già a Baikonour da metà marzo e siamo ben lieti di confermare che le attività pre-lancio procedono perfettamente in linea con quanto programmato”.

First EPS/MetOp workshop
Primo workshop EPS/MetOp a ESRIN

Fin dal 1977, con la messa in orbita del primo satellite della serie Meteosat, l’Europa si era dotata di satelliti geostazionari per le previsioni del tempo. MetOp sarà invece il primo satellite meteorologico europeo a muoversi lungo un’orbita quasi polare, inclinata di 98,7°, a circa 840 km di quota.

“ESA ed Eumetsat hanno voluto offrire alla comunità scientifica mondiale la possibilità di utilizzare gratuitamente tutti i dati e i prodotti derivati dall’Eumetsat Polar System (EPS),” ricorda Oriol. “Tutti i progetti presentati sono stati valutati da un board scientifico indipendente, che ha selezionato 50 fra le migliori proposte.”

I progetti selezionati sono principalmente europei, ma non mancano contributi provenienti da Argentina, Brasile, Australia, Canada, USA e Kyrgystan. Accesso gratuito ai dati è stato garantito alle proposte che sfruttavano le possibili sinergie con i dati di altri satelliti europei per le osservazioni della Terra (Meteosat, MSG, ERS-2, Envisat).

MetOp è dotato di nove strumenti

“Ai responsabili scientifici dei progetti selezionati, il workshop offre la possibilità di esporre i loro progetti, coprendo tutti i temi a cui MetOp potrà contribuire,” ricorda Oriol. “Si parlerà di atmosfera, idrologia, oceanografia, ma anche clima e ambienti delle terre emerse.”

MetOp è dotato di nove strumenti per la meteorologia, cinque dei quali identici a quelli già in uso a bordo dei satelliti in orbita polare della NOAA. L’utilizzo di strumenti ben rodati consente di dare continuità alle serie meteo, mettendo a disposizione degli scienziati un set omogeneo di misure.

Metop contribuirà anche agli studi sul clima, grazie a 5 strumenti europei, tre dei quali costruiti dall’ESA e dai suoi stati membri (GRAS, ASCAT e GOME-2), mentre lo IASI – forse lo strumento più ambizioso – è stato sviluppato principalmente dal CNES e lo MHS da Eumetsat.

L’orbita di MetOp, che possiede una massa di oltre quattro tonnellate e che - una volta dispiegati i pannelli solari - avrà le ragguardevoli dimensioni di 17,6 metri per 6,7 metri per 5,4 metri, è stata calcolata in modo che il satellite ripassi sopra le stesse località alla stessa ora ogni giorno. Una volta in orbita, le condizioni meteo saranno monitorate nella prima parte del giorno dal satellite europeo MetOp, mentre nella seconda parte del giorno dai satelliti POES della NOAA: un buongiorno dall’Europa, una buonanotte dagli USA.

Per ulteriori informazioni:

Simonetta Cheli
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