La fiamma olimpica dell'ESA

Astronauti italiani dell'ESA partecipano nel viaggio della fiaccola olimpica
6 Febbraio 2006

I XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 sono una splendida occasione per promuovere fra i popoli di tutto il mondo i valori dello sport, come la fratellanza e lo spirito di partecipazione. Valori a cui si ispira anche la ricerca scientifica, che ha nella cooperazione e nella condivisione aperta dei risultati le chiavi del suo successo.

Non è un caso, quindi, che due astronauti italiani dell’ESA, Roberto Vittori alla partenza e Paolo Nespoli all’arrivo, siano stati invitatati a partecipare come tedofori al viaggio della fiaccola olimpica: "I tedofori con la fiamma olimpica annunciano l’arrivo di un evento inusuale ed eccezionale. Un evento in cui è normale vedere l’impossibile catapultato oltre l’insuperabile," sorride Nespoli. "È un parallelo interessante tra sport e scienza!"

Paolo Nespoli training on the Canadarm
Paolo Nespoli, in attesa di essere assegnato ad una missione sullo Space Shuttle

Il fuoco olimpico ha iniziato il suo viaggio il 27 novembre 2005, quando è stato acceso secondo l’antico rito degli specchi parabolici dalle sacerdotesse della piana di Olimpia, in Grecia. Conservato acceso, è poi approdato in Italia per riprendere il tragitto da Roma, l’8 dicembre, quando il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha acceso la fiaccola olimpica del primo tedoforo, Stefano Baldini, medaglia d’oro nella Maratona ai Giochi di Atene del 2004.

Il giorno successivo la torcia è passata all’astronauta europeo Roberto Vittori, che l’ha condotta per una frazione della lampadedromia a Castelgandolfo (Roma), in Viale Bruno Buozzi: “Ho portato la torcia con la stessa emozione con la quale ho visto la Terra dallo spazio e ho provato un gran senso di pace,” ricorda Vittori.

La gorgogliante linea di fuoco è passata di mano in mano lungo 11300 kilometri grazie a 10001 tedofori, snodandosi per tutte le 107 province del Paese, in 64 giorni di viaggio nei quali ha toccato il territorio di 600 comuni, in una staffetta che ha visto protagonisti non solo atleti e sportivi, personalità illustri, personaggi dello spettacolo ed esponenti del mondo della cultura. Ma anche persone comuni che, per un attimo e unici al modo, hanno sostenuto nel suo viaggio il simbolo olimpico.

Paolo Nespoli, Astronaut of the European Space Agency (ESA)
Paolo Nespoli

A Paolo Nespoli, in attesa di essere assegnato ad una missione sullo Space Shuttle, toccherà l’onore di porterà la fiaccola il 10 febbraio, a Torino, in una delle ultime frazioni della staffetta, a poche ore dall’accensione del braciere olimpico, correndo lungo il tratto che va da Viale Mughetti a Corso Molise.

"Da ragazzo erano due le cose che sognavo di fare: andare nello spazio e partecipare alle olimpiadi. Per qualche strana ragione ho sempre pensato che sarei riuscito a diventare astronauta, mentre avevo qualche serio dubbio sulle olimpiadi. È ironico che, mentre sto ancora aspettando di essere assegnato a una missione spaziale, proprio l’essere astronauta mi permette di sentirmi parte di un’olimpiade!" commenta Nespoli che per portare il fuoco olimpico è rientrato in Italia dal centro spaziale della NASA a Houston, dove è in addestramento da sette anni. "Scherzi a parte, è un grande onore poter partecipare a questa olimpiade come tedoforo. Dedico a tutti questa mia partecipazione, con un pensiero particolare a tutti i colleghi che caparbiamente, giorno per giorno, sono intenti a spingere oltre l’impensabile la nostra capacita’ tecnica e la nostra conoscenza scientifica!"

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