La meraviglia della ricerca e la VI Settimana Nazionale dell’Astronomia

6a Settimana della Astronomia
11 Aprile 2005

Il suono del vento di Titano registrato dalla sonda Huygens nella sua veloce discesa sulla maggiore delle lune di Saturno, un mondo cupo e buio, battuto da una pioggia di metano liquido; il permafrost di Marte e la sua superficie plasmata da un fluido che scorreva feroce fino a epoche recenti, rendendo il pianeta rosso il prossimo obiettivo di una futura missione umana; decine di galassie nell’universo lontano, oscurate dalla loro stessa polvere e che oggi emergono, come fari nella nebbia, identificate attraverso i dati raccolti dal telescopio XMM-Newton; galassie nane identificate dal Telescopio Spaziale Hubble e strappate dal Medio Evo dell’Universo, in un’epoca che vide accendersi le stelle quando il cosmo aveva meno di un decimo dell’età di oggi.

Non sono che quattro delle recenti suggestioni che l’esplorazione del cosmo legata alle attività dell’Agenzia Spaziale Europea ci ha regalato, obbligandoci a rinnovare una meraviglia che, nel mondo di oggi, sembra sempre meno disposta a levarsi in alto.

Artist's impression of the birth of our Galaxy
La Via Lattea

Ed è proprio la meraviglia il filo conduttore della VI Settimana Nazionale dell’Astronomia “Gli studenti fanno vedere le stelle”, indetta dal MIUR, che inizia lunedì 11 aprile.

Diceva, infatti, il più celebre scienziato del ‘900, Albert Einstein: “Il processo di una scoperta scientifica è, in effetti, un continuo conflitto di meraviglie”. E per capirne il senso basta pensare all’appassionante dibattito tra i due modelli cosmologici principali, quello del Big Bang e quello dello Stato Stazionario, che ha intriso di sé buona parte del ventesimo secolo: entrambe ipotesi “meravigliose” e sorprendenti, sebbene di significato opposto. Oppure, per tornare alla contemporaneità, si pensi alle accese discussioni sul valore della costante di Hubble, sull’abbondanza della materia oscura o sull’essenza di quella che oggi viene definita energia oscura, e che sembra essere responsabile della accelerazione dell’espansione dell’universo.

Quasar

Passione, stupore, bellezza della comprensione: non sono certo una novità della scienza contemporanea. Scriveva Galileo nel suo Sidereus Nuncius, che nel 1610 è stata la prima pubblicazione di osservazioni astronomiche mediate dall’uso di un telescopio: “Ma quel che di gran lunga supera ogni meraviglia,” “(…) è l'aver scoperto quattro astri erranti, da nessuno, prima di noi, conosciuti né osservati, che, a somiglianza di Venere e Mercurio intorno al Sole, hanno le loro rivoluzioni attorno a un certo astro cospicuo tra i conosciuti, ed ora lo precedono ora lo seguono, non mai allontanandosene oltre determinati limiti (…). Altre cose più mirabili forse da me e da altri si scopriranno in futuro con l'aiuto di questo strumento.”

L’Agenzia Spaziale Europea, con le sue missioni passate, presenti e future legate all’esplorazione del cosmo, è uno dei “motori” che alimentano i processi di comprensione della Natura, spesso attraverso aspri dibattiti e scontri aperti tra ipotesi e visioni diverse, spingendo sempre più, attraverso telescopi di nuova generazione, a scoprire “altre cose ancora più mirabili”.

In occasione della VI settimana dell’Astronomia, le scuole che ne faranno richiesta, potranno ricevere materiale informativo sull’Agenzia Spaziale Europea e sulle sue attività.

Per altre informazioni contattare:
Ivan Balenzio
Email: Ivan.Balenzio@esa.int
Tel.: 06 941 80 953

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