La storia dell’esplorazione di Marte

Pur essendo il nostro vicino della porta accanto, il pianeta Marte è un posto difficile da visitare. Sono state tentate almeno quaranta missioni su Marte e più della metà sono fallite.

Vi sono addirittura alcuni scienziati spaziali che parlano del ‘demone marziano’, una forza immaginaria che sabota i veicoli spaziali in rotta per il Pianeta Rosso!

Mariner 4

I veicoli spaziali che invece ce l’hanno fatta hanno scoperto un mondo di meraviglie con intriganti similitudini ed esotiche differenze rispetto al nostro. La prima missione su Marte riuscita, Mariner 4, venne lanciata dalla NASA il 28 novembre 1964. Passò a 9844 km da Marte, scattando, come programmato, 22 immagini.

Mars 3

Il primo veicolo spaziale a orbitare intorno a Marte fu la sonda russa Mars 2 nel 1971. La sonda sorella, Mars 3, riuscì anch’essa nell’impresa e lasciò cadere con successo un lander sulla superficie. Fu operativo per soli 20 secondi: gli esperti sospettano che a distruggerlo sia stata una tempesta di polvere marziana.

Nello stesso anno anche il primo orbiter della NASA raggiunse l’orbita di Marte.

Viking

Le missioni spaziali che tuttavia fecero dell’esplorazione di Marte un obiettivo fondamentale furono indubbiamente quelle delle sonde gemelle Viking a metà degli anni ’70. Entrambe erano composte da un orbiter e da un lander e scattarono le prime foto dettagliate della superficie marziana.

Mostrarono un paesaggio desertico che, per la temperatura, era effettivamente più simile alla tundra terrestre. Gli orbiter riuscirono a mappare il 97% del pianeta.

Phobos 1

L’ulteriore esplorazione di Marte conobbe poi una pausa di oltre vent’anni, interrotta solamente da alcuni tentativi falliti o parzialmente riusciti (orbiter/lander sovietico Phobos 1, perso sulla rotta verso Marte nel 1989, Phobos 2, perso anch’esso vicino a Phobos, una luna di Marte e la sonda statunitense Mars Observer, persa prima dell’arrivo su Marte nel 1993).

Mars Global Surveyor è stata la prima missione sul Pianeta Rosso ad avere successo in un arco di vent’anni. Lanciata nel 1996, raggiunse l’orbita nel 1997.

Mars Pathfinder

Nello stesso anno, la politica del ‘faster, cheaper, better’, ovvero più in fretta, a minor prezzo e meglio, portò il Mars Pathfinder sulla superficie del Pianeta Rosso. Sojourner, il piccolo rover, è proceduto lentamente sulla superficie per molte settimane, analizzando rocce e catturando l’immaginazione del pubblico.

Sfortunatamente quella missione non si è dimostrata essere l’inizio di un glorioso rinascimento: il ‘demone marziano’ ha colpito ancora, rendendo le quattro missioni successive inutili o danneggiandole gravemente.

L’orbiter e i lander russi Mars ’96, che trasportavano diversi esperimenti europei, sono andati persi nell’incidente di lancio del veicolo nel 1996. Il Mars Climate Orbiter statunitense si è perso all’arrivo su Marte nel 1999. Altrettanto è accaduto alle sonde statunitensi Mars Polar Lander/Deep Space 2 nel 1999.

Tuttavia, nel 2001, la sonda statunitense Mars Odyssey è riuscita a raggiungere l’orbita con a bordo esperimenti scientifici per condurre osservazioni globali di Marte. Questo veicolo spaziale sarà inoltre operativo come ripetitore per le comunicazioni per il veicolo spaziale statunitense ed europeo che arriverà su Marte nel 2003 e nel 2004.

L’anno 2003, comunque, ha conosciuto un rinnovato interesse per Marte, con un crescendo di missioni verso il Pianeta Rosso, il lancio da parte dell’Agenzia Spaziale Europea di Mars Express insieme a Beagle, il suo modulo lander, e i due rover della NASA, Spirit e Opportunity.

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