Le nuove tecnologie dell’ESA contro la povertà

Broadband to rural areas
12 Febbraio 2007

INTERVISTA 5-2007. È in svolgimento presso la Fiera di Milano l’esposizione legata a Infopoverty, il programma dell’ONU per combattere la povertà anche attraverso la diffusione delle nuove tecnologie. In che modo Infopoverty si aspetta di poter contribuire alla lotta alla povertà?

Info povertà sta proprio per povertà dell’informazione. È un programma coordinato dall’Osservatorio per la Comuncazione culturale e audiovisiva (OCCAM, Observatory for Cultural and Audiovisual Communication) creato dall’UNESCO nel 1997 e basato sull’idea che un modo per combattere la povertà passi attraverso la diffusione della cultura.

I primi progetti pilota sono stati condotti in Honduras nel 2000, dopo la devastazione provocata dall’uragano Mitch. I villaggi di San Ramon e San Pedro, senza elettricità e senza linee telefoniche, sono stati forniti di elettricità a energia solare che ha permesso di realizzare una connessione satellitare a banda larga (108Mb/s). A questo punto si è fatto leva sulle risorse umane disponibili e si è cercato di avviare e rinsaldare tradizioni locali, come per esempio la produzione di manufatti o lo sviluppo dell’agricoltura.

Il progetto e soprattutto che ha permesso di focalizzar l’intervento su alcuni specifici settori facendo leva sulle risorse umane disponibili: e-learning, la telemedicina, l’e-commerce, l’e-government.

Pajero è una monovolume dotata di un’antenna che trasmette e riceve in banda Ku

Tra gli enti che aderiscono e supportano il programma Infopoverty a vari livelli ci sono anche tre agenzie spaziali: ESA, NASA, Agenzia spaziale Francese. Quale è il significato di queste adesioni?

Un progetto del genere è chiaramente un progetto politico, di aiuto allo sviluppo. Le agenzie spaziali forniscono parte degli strumenti, soprattutto grazie al settore della telecomunicazione. In particolare la telecomunicazione che fa uso del satellite è chiaramente più pervasiva di telecomunicazioni che si appoggiano su linea di trasmissione di terra. Le infrastrutture di terra, nel caso, del satellite sono o possono essere particolarmente leggere. È il caso per esempio di Pajero, una delle cinque demo che l’ESA ha postato in mostra alla Fiera di Milano. Pajero è una monovolume dotata di un’antenna che trasmette e riceve in banda Ku. In altri termini è una stazione mobile, che può essere allestita e usata da personale con una minima formazione. Può essere un modo semplice per intervenire rapidamente in luoghi privi di infrastrutture per garantire la loro iniziale connettività, ma anche per intervenire in luoghi colpiti da disastri naturali, dopo una frana o un terremoto che hanno spazzato via le infrastrutture esistenti. Casi, fra l’altro, che avvengono in un contesto di coordinamento internazionale allargato a paesi in via di sviluppo, che è un altro degli elementi che, di per sé favorisce, lo sviluppo stesso.

Le agenzie spaziali e l’ESA in particolare stanno investendo molto sull’utilizzo dei satelliti per la gestione delle emergenze. Quale è il contributo satellitare?

È certamente un campo in cui attraverso la tecnologia satellitare si può fare molto, a partire dalla Charter Internazionale fortemente voluta dall’ESA, che garantisce l’utilizzo di osservazioni satellitari apposite di aree colpite da disastri, oltre che l’utilizzo dei dati di archivio.

A Milano presentiamo la demo REMSAT2, che mostra, secondo noi, come sia possibile utilizzare in modo sinergico le telecomunicazioni satellitari, i dati di telerilevamento, la navigazione satellitare per fornire alle squadre di soccorso immediato uno strumento per la gestione dell’emergenza, per esempio nel caso di un incendio o di un’inondazione.

Alla fiera di Milano portiamo un manichino attrezzato con tutti gli strumenti necessari a ottenere le informazioni: GPS, radio satellitare, mappe ottenute da dati di telerilevamento e così via. Nel complesso l’equipaggiamento è molto ridotto e non ingombrante, per cui il bilancio costi benefici è largamente sbilanciato verso quest’ultimi.

Un’altra demo in mostra a Milano è legata a queste applicazioni, ed è il sistema per la diffusione in tempo quasi reale, cioè con ritardi di qualche ora, di grandi moli di dati relative alla osservazione della Terra (DDS). È chiaro che una centrale operativa che riceve via satellite in tempo quasi reale la mappatura della viabilità dell’area in cui deve operare è messa in condizioni di predisporre le operazioni di soccorso nel modo migliore.

Gli altri due aspetti rilevanti di Infopoverty sono la telemedicina e la tele-educazione. Nella pratica oggi la telemedicina trova effettive ed efficaci applicazioni?

La telemedicina è uno strumento che inizia ad essere diffuso e a dare risultati concreti.

Nel caso della demo TeleHealth Solution si tratta semplicemente di installare videocamere e microfoni – oltre agli strumenti per le telecomunicazioni – in casa di un paziente o in un ambulatorio che serve da riferimento a un villaggio o a una cittadina. Attraverso questi strumenti un medico può “visitare” un paziente, non solo “guardandolo” ma anche raccogliendo dati sensibili sulla salute, grazie a uno strumento integrato che misura i parametri vitali, battito cardiaco, pressione e così via.

In generale sono tutti strumenti che “avvicinano” le aree remote portando loro servizi di base. Testimoniano anche l’impegno dell’Agenzia non solo nello sviluppo delle telecomunicazioni satellitari avanzate, ma anche e soprattutto nella collaborazione con la Commissione Europea e con i paesi in via di sviluppo.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

I giornalisti della Rai, Lorenzo di Las Plassas e Stefano Masi, si alternano nel discutere con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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