Lo spazio tra Terre di Fuoco e Terre di Ghiaccio

Futuro Remoto
21 Novembre 2007

Si gioca tutta tra vulcani e poli terrestri, Terre di Fuoco e Terre di Ghiaccio, la ventunesima edizione di Futuro Remoto, la manifestazione annuale ospitata da Città della Scienza, a Bagnoli, nei pressi di Napoli, dal 23 novembre al 16 dicembre.

Incentrata tra due realtà estreme del nostro pianeta, la manifestazione si snoda, come di consueto, in un suggestivo percorso di mostre, conferenze, laboratori didattici e incontri con gli esperti, che non disdegna riferimenti all’arte e alla mitologia. Vulcani e poli terrestri hanno infatti sempre rappresentato una sfida all’ingegno dell’uomo. I primi con il loro immenso potere distruttivo e la loro imprevedibilità, i secondi con la loro quasi totale inaccessibilità.

Le condizioni ambientali che caratterizzano quegli ambienti, con la conseguente difficoltà di raccogliere informazioni in situ, sono state a lungo un ostacolo insormontabile. Con l’avvento dell’era spaziale e la maturità delle tecnologie per le osservazioni della Terra attraverso i satelliti, però, si è aperta la porta al monitoraggio continuo di queste zone terrestri, cruciali per comprendere il funzionamento della Terra come sistema complesso.

2007 sea ice extent
I satelliti osservano i cambiamenti delle banchise polari

Proprio per mettere in evidenza il salto qualitativo che si è realizzato grazie all’utilizzo delle tecniche satellitari, l’Agenzia Spaziale Europea ha approntato per Futuro Remoto 2007 un punto informativo che permette ai visitatori di conoscere da vicino i modelli in scala dei satelliti europei attualmente utilizzati e quelli che lo saranno a breve per osservare e studiare il pianeta. In mostra anche le suggestive immagini ottenute dallo spazio dei più importanti ghiacciai e vulcani. Immagini belle e inquietanti, ricche di informazioni scientifiche per lo studio del nostro pianeta.

Mentre un monitoraggio continuo da terra di tutti i vulcani presenti sul nostro pianeta è, nei fatti, impossibile da realizzare, le osservazioni dallo spazio permettono di identificare i vulcani più pericolosi, misurando gli innalzamenti e gli abbassamenti del terreno legate al riempimento e allo svuotamento delle camere laviche sotto la superficie. Per fornire agli osservatori vulcanici tutte le informazioni ottenibili dallo spazio, utili per prevedere eventuali eruzioni, all’inizio del 2007, l’ESA ha dato il via al progetto GlobVolcano. Sebbene non pericolosa, la zona vulcanica dei Campi Flegrei, nei pressi di Napoli, è un esempio di territorio studiato dallo spazio, che si deforma incessantemente sotto l’azione di movimenti lavici sottostanti. I recenti dati satellitari mostrano un innalzamento di circa 2,8 centimetri tra il 2005 e il 2006.

Deformation
La zona vulcanica dei Campi Flegrei è soggetta alla deformazione dovuta ai movimenti lavici del sottosuolo

In modo analogo, i satelliti per le osservazioni della Terra che si muovono in orbita polare, sorvolando cioè i poli terrestri, consentono un monitoraggio sistematico e continuo delle condizioni dei ghiacci di quelle regioni, permettendo agli scienziati di capire il bilancio annuale fra la quantità di ghiacci che si sciolgono e la quantità di ghiacci che si formano per nuove precipitazioni.

Questo dato è cruciale per comprender l’evoluzione futura di queste fondamentali riserve di acqua. Nel corso dell’ultima conferenza internazionale tenuta a ESRIN, il Centro per le Osservazioni della Terra dell’ESA, a Frascati, si è ribadita la preoccupazione per la riduzione dei ghiacci nell’Oceano Artico, che appare avanzare a ritmi molto più veloci di quanto non fosse predetto dai modelli climatici globali.

Data delivery
L'acquisizione dei dati satellitari per il monitoraggio della Terra

Per approfondire questi temi, oltre al punto informativo dell’ESA, gli studenti avranno l’opportunità di incontrare due esperti di clima e telerilevamento. Giovedì 6 dicembre, alle 12,00, presso la sala Marie Curie, Pascal Gilles Cryosat Mission Manager and ENVISAT Coordinator Mission dell’ESA e Antonio Bruno Della Rocca, responsabile Unità Osservazione della Terra e Sistemi Informativi Territoriali dell’ENEA, daranno vita a un conferenza a due voci dal titolo Il clima "in diretta" dal satellite. L’utilità dei satelliti e delle applicazioni di telerilevamento per la comprensione ed il monitoraggio dei cambiamenti climatici globali.

Nel loro intervento, i due esperti metteranno in luce i risultati ottenuti attraverso le tecniche satellitari, che – intergrati con altre osservazioni a terra – ci hanno permesso di progredire nella comprensione del sistema-Terra e del suo clima.

Anche quest’anno invitiamo a partecipare a Futuro Remoto, con la consapevolezza che il futuro di cui si parla è tutt’altro che remoto. E che la qualità del futuro dipende dalle scelte che facciamo nel presente.

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