Lo studio del Sole: oltre l'eclisse del 29 marzo 2006

Total solar eclipse seen in 1999
Eclisse del Sole nel 1999
24 Marzo 2006

INTERVISTA 11-2006. Nella mattina di mercoledì 29 marzo dall’Italia sarà visibile un’eclisse parziale di Sole. Che spettacolo dobbiamo aspettarci?

Vista dall’Italia, l’eclisse sarà parziale: solo una certa frazione del disco sarà coperta dalla Luna. Per esempio da Catania l’eclisse sarà visibile dalle 11:20 alle 13:48 e il disco solare sarà coperto fino al 72%, intorno alle 12:33. A Roma il disco raggiungerà un oscuramento di circa il 60%, mentre a Milano di poco meno del 50%.

L’eclisse sarà invece totale in una fascia di circa 120 kilometri che va dal Brasile alla Nigeria, alla Libia, alla Turchia, fino alla Mongolia attraversando la Georgia e il Kazakhstan.

In ogni caso, il consiglio è di munirsi di occhiali da saldatore con indice di protezione 14, oppure di occhiali in Mylar che si trovano in commercio e che sono ormai piuttosto comuni. Si tratta di filtri realizzati con strati di plastica che racchiudono uno strato sottilissimo di alluminio. Anche di scappata, portandosi dietro occhialini di questo tipo, si potrà dare almeno un’occhiata all’eclisse. Chi è più libero, invece, potrà visitare i tanti centri di ricerca che si sono attrezzati per ospitare il pubblico, come per esempio la rete degli osservatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica oppure potrà rivolgersi alle sezioni di astrofili che in questi casi sono sempre molto attivi.

Una prossima bella eclisse, seppure parziale, potremo vederla dall’Italia solo fra 20 anni, il 12 agosto del 2026: a Milano il disco sarà coperto per oltre il 90%.

SOHO-EIT solar corona image
Immagine della corona solare - SOHO/EIT

Le eclissi sono diventate soprattutto un modo per parlare di astronomia. Ma quanto sono importanti dal punto di vista scientifico?

Le eclissi di Sole hanno avuto una grande importanza nello sviluppo della scienza moderna: basti pensare che dall’eclisse del 1919 è arrivata la prima prova fondamentale a favore della deflessione del cammino della luce per opera della gravità. Fu un grande successo per la teoria della Relatività Generale di Einstein.

Un altro aspetto storicamente importante è lo studio della corona solare, una zona del Sole molto meno visibile rispetto al disco centrale, che in occasione di un’eclisse totale può essere osservata. La corona è molto interessante: pur essendo più esterna del disco solare ha una temperatura di milioni di gradi, molto più alta di quella del disco stesso, che è intorno ai 6000 gradi. È nella corona, per esempio, che si genera il vento solare che causa le aurore boreali.

È chiaro che rispetto al passato oggi le eclissi sono meno cruciali per lo studio del Sole, mentre non è affatto diminuito d’importanza lo studio del Sole stesso: Solo per parlare delle missioni europee in corso, il Sole è studiato da satelliti come SOHO e Ulysses, entrambi missioni congiunte ESA/NASA, mentre i 4 satelliti che compongono la missione Cluster rilevano dati sulla relazione Terra-Sole.

Tempesta magnetica vicino la superficie del Sole

Ulysses e SOHO sono stati lanciati oltre dieci anni fa. Che contributo hanno dato alla comprensione del Sole?

SOHO ancora oggi continua a raccogliere dati che continuano a essere fondamentali per farci capire quali meccanismi sono all’opera negli interni stellari e come funzionano. Questo è cruciale: non dimentichiamo che il Sole è l’unica stella che possiamo vedere da vicino e che è anche una stella che riteniamo molto comune. Spesso quindi ciò che impariamo sul Sole ha un valore universale.

Ma l’incremento della nostra comprensione scientifica è associata anche all’utilità pratica: per esempio attraverso i dati di SOHO siamo ora in grado di "vedere" la faccia nascosta del Sole e in particolare di capire se sulla faccia nascosta del Sole si sta preparando una tempesta magnetica.

Questo è importante perché il Sole ruota intorno al proprio asse in circa 27 giorni: quindi la "faccia nascosta" del Sole, nel corso dei successivi tredici giorni ce la ritroviamo di fronte. E una tempesta magnetica può avere effetti disastrosi sul funzionamento delle telecomunicazioni, sui satelliti e, come è noto, anche sulle reti di diffusione elettrica.

Prevedere che fra 5-10 giorni ci sarà una tempesta magnetica ci permette di prendere le opportune misure di sicurezza.

SOHO ancora oggi continua a raccogliere dati che continuano a essere fondamentali

Date le conseguenze delle tempeste magnetiche solari sulla nostra vita, come si possono migliorare le nostre previsioni?

Ci sono moltissime domande aperte. Per esempio sappiamo che le stelle hanno campi magnetici: ma come si genera un campo magnetico nelle stelle? E perché la corona delle stelle ha una temperatura così elevata?

Recentemente è stato approvato uno studio molto generale relativo alle missioni astronomiche scientifiche dell’ESA, Cosmic Vision, Space Science for Europe 2015-2025, che mette a fuoco gli interrogativi scientifici principali e, soprattutto, suggerisce quali satelliti, quali missioni e quale tipo di strumentazione siano opportuni per fare un passo avanti nella nostra comprensione del Sole. In prima fila, c’è una missione che dà seguito a Ulysses: un satellite cioè che sia in grado di orbitare intorno al Sole passando sopra il polo nord e sopra il polo sud del Sole stesso: questo ci permetterebbe di capire la struttura complessiva del campo magnetico del Sole e ci aiuterebbe a capirne l’origine. Subito dopo in ordine di priorità viene una missione composta da una flotta numerosa di piccoli satelliti per studiare come il campo magnetico terrestre reagisce al vento solare, al plasma proveniente dal Sole. Si tratta di missioni che si pongono in perfetta continuità con quanto fatto finora.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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