Marrakesh poco express

Atmosphere
Atmosphere
15 Novembre 2001

Si è svolta a Marrakesh, in Marocco, la VII Conferenza Mondiale sul clima. La conferenza, che si è giocata prevalentemente sul terreno politico ed economico, si è conclusa con la conferma l'impegno dell'intera comunità a ratificare l'accordo di Kyoto. Ma quali sono i punti fermi sullo stato di salute del pianeta?

Il Comitato delle Nazioni Unite per il Cambiamento Climatico, un team di 2500 scienziati di tutto il mondo, ha indicato nelle attività umane uno dei responsabili del surriscaldamento in atto del nostro pianeta. La questione è delicata da tutti i punti di vista, in primo luogo scientifico. Anche la conclusione a favore di un surriscaldamento in atto non è accettata da tutti.

Certo è che l'uomo, con tutte le sue attività, riversa nell'atmosfera 7 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio (anidride carbonica) ogni anno. Ed è certo che il biossido di carbonio è il gas che è principalmente responsabile dell'effetto serra.

Ed è l'effetto serra che sembra essere aumentato nel corso del secolo…

Sull'effetto serra spesso si fa un po' di confusione. L'effetto serra non è dovuto alle attività umane, e gioca un ruolo importante per mantenere il nostro pianeta a temperature accettabili per la vita: la superficie terrestre, riscaldata dalla luce del Sole, riemette parte dell'energia assorbita, irradiandola verso l'alto sotto forma di radiazione infrarossa.

Alcuni gas atmosferici, come il vapore acqueo, l'anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, l'ozono, assorbono la radiazione infrarossa e la irradiano, almeno in parte, di nuovo verso Terra. In pratica questo meccanismo mantiene un flusso di energia tra terra e cielo a disposizione per il riscaldamento della Terra.

Se la Terra fosse priva di atmosfera, l'emisfero immerso nella notte irradierebbe completamente il calore ricevuto. La temperatura della Terra sarebbe simile a quella sulla Luna, molti gradi sotto lo zero.

L’uomo è in parte responsabile dell’aumento della quantità di alcuni gas che sono alla base dell'effetto serra, per via delle emissioni dovute ad attività industriali o, per esempio, alla combustione di combustibili fossili.

L’aumento dell'efficienza di questo meccanismo, causato da un incremento nelle concentrazioni atmosferiche dei cosiddetti "gas serra", è responsabile del surriscaldamento in atto sul nostro pianeta.

Low levels stratospheric ozone
ERS-2/GOME map of ozone thinning over Europe

Nel primi mesi del 2002 l'ESA lancerà il satellite Envisat, il più grande satellite scientifico lanciato dall'Europa, che avrà il compito di studiare la Terra proprio sotto il profilo ambientale. Che cosa ci saprà dire sul surriscaldamento del pianeta?

ENVISAT avrà una dotazione strumentale veramente notevole, perché il suo compito è quello di misure utili alla comprensione dell'intero ecosistema terrestre: oceani, atmosfera, terre emerse.

In questo quadro è particolarmente interessante cercare di capire in dettaglio quel che si chiama ciclo dell'anidride carbonica. Occorre identificare da una parte tutte le sorgenti di anidride carbonica, naturali e artificiali, dall'altra tutti quei sistemi naturali che sono in grado di assorbirla, come per esempio le piante.

Secondo i ricercatori, la biosfera del pianeta è in grado di assorbire circa il 50% dell'emissione di anidride carbonica. E questa percentuale potrebbe essere aumentata attraverso un preciso piano di rimboschimento e sviluppo delle aree verdi, che però è l'esatto contrario di quel che sta succedendo: nel decennio '80-'90, ben l'8% delle foreste tropicali è stata distrutta.

Oltre alle foreste, anche gli oceani distruggono l'anidride carbonica grazie al fitoplancton, organismi monocellulari che, grazie alla fotosintesi, rappresentano un vero e proprio pozzo in cui l'anidride carbonica scompare.

Questi fenomeni devono essere quantificati e compresi in modo più preciso, perché si stanno rivelando molto più complessi di come non apparissero qualche anno fa. Lo strumenti MERIS a bordo di Envisat è in grado di misurare il colore della superficie dei mari, che dipende dalla quantità di clorofilla, e quindi di fitoplancton, che contiene.

Envisat instruments
Strumenti di Envisat

ENVISAT produrrà una vera e propria mappa chimica dell'atmosfera attraverso i suoi strumenti. Perché?

Lo strumento MIPAS e lo strumento SCIAMACHY saranno particolarmente utili a questo proposito. Sono strumenti che lavorano nella banda visibile e nell'infrarosso In particolare MIPAS rivelerà la quantità di una serie di gas responsabili dell'effetto serra attraverso l'intera atmosfera. Inoltre misurerà la quantità di inquinanti industriali, valutandone l'effetto reale sulla composizione chimica dell'atmosfera.

SCIAMACHY sarà invece dedicato prevalentemente alla misura della quantità di ozono e degli altri gas in grado di assorbire la radiazione ultravioletta del Sole negli strati alti dell'atmosfera (stratosfera). Questo tipo di analisi, limitatamente all'ozono, sono svolte anche dal satellite europeo ERS-2, in orbita dal 1996, che ha rilevato qualche settimana fa un assottigliamento dello strato di ozono sull'Europa, dovuto probabilmente a una serie di eventi atmosferici piuttosto anomali, ma che non sembra correlato con una corrosione reale dello strato stesso.

Per inciso, spesso la divulgazione di queste notizie porta a una certa confusione: si noti infatti che, negli strati bassi dell'atmosfera (troposfera), un'alta concentrazione di ozono è tutt'altro che augurabile! Infatti nella troposfera l'ozono contribuisce al surriscaldamento del pianeta per effetto serra. Non solo: in questi strati bassi dell'atmosfera, la concentrazione di ozono in determinate situazioni è addirittura vicina al limite di tossicità.

Ecco dunque un esempio di come la Natura sia complessa: da una parte c'è un eccesso di effetto serra dovuto all'aumento di anidride carbonica. Dall'altra c'è un assottigliamento dello strato di ozono stratosferico dovuto anch'esso all'attività umana. Ed entrambi gli effetti sono deleteri, anche se l'ozono è uno dei gas che contribuisce al riscaldamento terrestre.

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