Mars Express trova il metano nell’atmosfera di Marte

The Mars Express spacecraft
Mars Express, la sonda dell'ESA in orbita intorno a Marte
1 Aprile 2004

Nel corso delle ultime osservazioni, Mars Express, la sonda dell'ESA in orbita intorno a Marte, ha registrato tracce di metano nell'atmosfera del Pianeta Rosso.

Anche se è troppo presto per trarre qualsiasi conclusione sulle origni di questo gas, gli scienziati assolutamente eccitati dalla scoperta stanno pensando ai nuovi passi da compiere per capirci di più.

Da quando ha raggiunto Marte, Mars Express ha cominciato a dare risultati sbalorditivi. Tra suoi compiti, c’è quello di analizzare in dettaglio la composizione chimica dell’atmosfera marziana, di cui si sa che il 95% è costituito da anidride carbonica più un 5% di altri componenti. Proprio da questo 5%, che gli scienziati credono composto da ossigeno, acqua, monossido di carbonio, formaldeide e metano, ci si apetta indizi importanti sull’evoluzione del pianeta e possibili implicazioni in tracce di vita presente o passata.

La presenza del metano è stata confermata nelle due ultime settimane dalle osservazioni dello spettrometro PFS (Planetary Fourier Spectrometer) a bordo di Mars Express. Lo strumento può trovare la presenza di particolari molecole, analizzando i loro “spettri”, ovvero il modo in cui ciascuna molecola assorbe la luce solare.

Le misure hanno finora rilevato che la percentuale di metano è molto bassa – circa 10 parti per miliardo – e che quindi il processo di produzione è forse di piccole proporzioni. In ogni caso, rimane l’emozione di chiedersi “da dove viene questo metano?”

A meno che non venga continuamente prodotto da una sorgente, il metano può rimanere nell’atmosfera di Marte solo per poche centinaia di anni, dal momento che subisce una rapida ossidazione che lo trasforma in acqua e anidride carbonica, elementi questi entrambi presenti nell’atmosfera del Pianeta Rosso. È quindi chiaro che deve esserci un meccanismo per cui l’aria marziana è continuamente “rifornita” di metano.

Color image of the Hecates Tholus volcano
Vulcano di Marte

“Bisogna innanzitutto capire come il metano è distribuito nell’atmosfera di Marte” – afferma Vittorio Formisano, PI (principal investigator) del PFS. “Visto che la presenza di metano è così esigua, sono necessarie ulteriori misurazioni. Solo allora avremo dati sufficienti per un’analisi statistica e per capire se ci sono regioni particolari dell’atmosfera dove il metano è presente in concentrazione maggiore”.

Gli scienziati quindi proveranno a trovare un link tra la distribuzione di metano in tutto il pianeta e i possibili processi, in superficie e in quota, che possono produrlo. “Basandoci sull’esperienza che abbiamo della Terra – continua Formisano - la produzione di metano può essere collegata ad attività vulcanica o idro-termale su Marte. Lo strumento HRSC (High Resolution Stereo Camera) a bordo di Mars Express potrebbe aiutarci a identificare una esplicita attività visibile, se esiste, sulla superficie del pianeta”. Dovesse esser questo il caso, è chiaro che avrebbe implicazioni molto importanti dal momento che attività vulcanica presente su Marte non è stata finora rilevata.

Ma ci sono anche altre ipotesi. Sulla Terra il metano è un sottoprodotto dell’attività biologica, come ad esempio la fermentazione. “Se escludiamo l’ipotesi vulcanica, possiamo sempre considerare la possibilità di vita”, conclude Formisano.

“Nelle prossime settimane, il PFS, assieme agli altri strumenti a bordo di Mars Express, continuerà ad accumulare dati sull’atmosfera marziana, grazie ai quali potremo tracciare un’immagine più precisa della situazione” ha detto Agustin Chicarro, Project Scientist della missione Mars Express dell’ESA.

Grazie al PFS, gli scienziati sono anche in grado di ottenere dati preziosi sugli isotopi nelle molecole atmosferiche, come l’acqua e l’anidride carbonica, molto importanti per capire come il pianeta si sia formato e per fornire ulteriori indizi sulla perdita dell’atmosfera. Il PFS, inoltre, fornisce indicazioni importanti sulla formazione di nubi di vapor acqueo sopra i vulcani e mostra la presenza di processi fotochimici attivi nell’atmosfera.

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