Non solo TV: le applicazioni multimediali e i cittadini

ESA supports innovative use of telecommunication satellites
I satelliti ESA per le telecomunicazioni
23 Maggio 2002

In Italia si stima che quasi il 10% delle famiglie sia in possesso di una parabola e il mercato delle comunicazioni digitali rimane in rapida crescita anche nel nostro paese. Tuttavia l’ingresso delle imprese in questo settore non è facile anche per gli alti costi iniziali. Che cosa sta facendo l’ESA per promuovere l’incontro tra queste due realtà?

Per quanto riguarda le imprese medio - piccole, l'ESA ha appena lanciato un nuovo bando: dal 21 maggio, ci sono 4 settimane di tempo per presentare idee e progetti. I tecnici dell'Esa provvederanno ad accorpare fra loro progetti simili o complementari. Attraverso questa selezione si accede a un finanziamento che può coprire anche il 100% delle spese, a seconda dello stato di maturità del progetto, come nel caso in cui il progetto sia nella fase di sviluppo iniziale. In questo caso il finanziamento massimo è di 300 mila euro, fino al momento in cui il progetto non può ambire ad avere un partner commerciale. Per progetti che hanno invece già una maturità commerciale, come per esempio diversi progetti finanziati in passato, l'ESA prevede un supporto finanziario massimo di 150 mila euro.

Quali sono le imprese che possono partecipare alla gara?

Sono quelle imprese definite medio - piccole, cioè quelle imprese che hanno meno di 250 impiegati oppure un fatturato minore di 40 miliodi euro, un bilancio totale che non supera i 27 milioni di euro e sono indipendenti per almeno il 75%: cioè il 25% dell'impresa non deve appartenere a gruppi che non sono a loro volta piccole o medie imprese. Inoltre devono essere imprese di uno dei paesi membri dell'ESA.

Ci si può incuriosire per la scelta di imprese medio - piccole, ma è una scelta molto ben motivata: negli ultimi anni da queste imprese sono arrivati contributi a una reale crescita tecnologia nel settore. E d'altra parta impegnarsi nelle telecomunicazioni ha dei costi iniziali molto alti, tali da scoraggiare molte imprese. Un progetto selezionato acquisisce il diritto di utilizzare laboratori dell'ESA e di far propria tutta l'esperienza e i mezzi dell'Agenzia Spaziale Europea.

D'altra parte i satelliti rappresentano oggi il modo più veloce per realizzare una rete di telecomunicazioni su larga scala. Pensiamo per esempio a un territorio come la Cina, che non è dotato di grandi infrastrutture a terra. È chiaro che le telecomunicazioni non si svilupperanno cablando la Cina, ma attraverso le strutture satellitarie. È di questi giorni la notizia che la Vodafone ha acquisito un'altra piccola quota della China Mobile, la società di telecomunicazioni cinese, statale al 76%, che conta circa 100 milioni di abbonati. Pochi, se pensiamo al potenziale della regione. E la Vodafone è l'unico operatore europeo di telefonia mobile che ha accesso al mercato cinese.

Telemedicine van
Satellite telemedicine station

È ormai accettato che il digitale stia ormai rivoluzionando il mondo. Eppure, in un certo senso, le applicazioni sembrano sempre un po' effimere: cellulari, televisione via satellite e così via. Ma non bolle altro in pentola?

Senz'altro le applicazioni commerciali dominano il mondo della comunicazione e catalizzano l'attenzione dei media e, dunque, quella del cittadino. Dal mondo delle telecomunicazioni si deve pretendere che offra delle applicazioni concrete, che migliorino non solo le condizioni di vita percepite dal singolo cittadino, ma anche le condizioni oggettive di vita. È un po' come se il telefono venisse reclamizzato solo perché è possibile raccontare all'amico oltre oceano che cosa si è mangiato per cena. In realtà il telefono, e sto parlando di quello fisso, non del cellulare, ha salvato anche molte vite. Oppure la televisione: non serve solo a "divertirsi", ma nel nostro paese ha avuto un ruolo importante nella diffusione della lingua italiana.

Lo stesso deve valere per le telecomunicazioni di oggi. Un esempio: sotto l'iniziativa ARTES3 dell'ESA è stato sviluppato un progetto, ormai attivo dal 1998, che collega le regioni del Labrador e del Newfoundland (Canada), che sono regioni isolate e difficilmente raggiungibili, ad aree più densamente popolate. È stato messo a punto un sistema di insegnamento in remoto e di telemedicina. Inizialmente il progetto coinvolgeva soprattutto istituzioni, ma è stato successivamente esteso ai singoli cittadini, in modo che se qualcuno ha bisogno di un consulto medico specialistico può averlo senza dover affrontare un trasferimento. Anche alcune ambulanze sono state provviste della strumentazione per comunicare in tempo reali i dati vitali dei pazienti.

Che cosa manca ancora perché questo processo di convergenza digitale diventi una vera e propria rivoluzione a tutto campo?

In una parola si può dire che manca ancora la semplicità. Il sistema Skyplex a bordo del satellite Hot bird 5 è un buon esempio dello sforzo dell'ESA nell'evoluzione del mondo delle telecomunicazioni. Skyplex è stato sviluppato proprio dall'ESA e da Eutelsat, ed è in grado di combinare direttamente sul satellite i segnali video e audio e di ritrasmetterli agli utenti finali in un unico fascio. Prima di Skyplex la combinazione dei segnali doveva avvenire attraverso una stazione di Terra, che provvedeva poi a inviare il fascio finale al satellite, che poi la ritrasmetteva agli utenti. Silex era dunque una notevole semplificazione. Ma nel '99, un anno dopo il lancio di Silex, iniziavano a emergere un certo numero di sistemi multimediali satellitari diversi: con l'avvento della digitalizzazione era come se tutti ci fossimo messi d'accordo nell'utilizzare un certo alfabeto, come per esempio quello latino, senza però parlare ancora la stessa lingua. Tant'è vero che alcuni hanno iniziato a parlare di divergenza digitale, contrapponendola a quella che era stata definita convergenza digitale degli anni appena trascorsi.

Grazie all'opera dell'ESA, un gruppo di esperti è riuscito a formulare una serie di raccomandazioni in modo che i terminali dei satelliti fossero ideati per parlare con diversi sistemi di satelliti multimediali. Le caratteristiche dei terminali che sono stati proposti si basano tutti sullo standard DVB - RCS (Return Channel for Satellite) già largamente in uso per i servizi interattivi in Europa e nel mondo. L'ESA, fra l'altro, è stata coinvolta anche nella fondazione e nello sviluppo del DVB - Digital Video Broadcasting, un progetto a cui oggi partecipano oltre 300 fra industrie ed enti.

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