Obiettivo: giovani scienziati. Il corso estivo di telerilevamento all’ESA-ESRIN di Frascati

Giovani scienziati italiani partecipanti al corso
26 Agosto 2008

Uno dei compiti dell’ESA è la divulgazione tecnico-scientifica ed il trasferimento delle proprie conoscenze, supportando ed arricchendo le competenze dei giovani laureati e ricercatori.

In questo ambito l’ESRIN, lo stabilimento dell’ESA che sorge a Frascati, ha organizzato un corso estivo, ormai già alla sua quarta edizione, avente come tema il “Monitoraggio e Modelli del sistema Terra” (Monitoring and Modelling of the Earth System).

Al corso, della durata di due settimane (dal 4 al 14 agosto), hanno partecipato 71 giovani scienziati, provenienti da 26 nazioni, e selezionati fra 250 candidati in tutta Europa e il mondo.

Esercitazioni pratiche
Esercitazioni pratiche mirate all'analisi dei dati

Le 30 lezioni, tenute da relatori altamente qualificati, erano incentrate sul telerilevamento satellitare, sulla modellizzazione del sistema Terra, l’assimilazione dei dati, con esercitazioni computazionali mirate all’analisi dei dati acquisiti dai satelliti per l’osservazione della Terra dell’ESA e da altre entità, agenzie spaziali nazionali con cui l’ESA ha degli accordi per la divulgazione e la distribuzione dei dati.

Le lezioni della mattina sono state completate da esercitazioni pratiche sui computer nel pomeriggio, dove gli studenti hanno avuto l'opportunità di imparare ad elaborare ed analizzare i dati satellitari e di comprendere meglio come integrare gli stessi all'interno di modelli.

Fisica dell’atmosfera, cambiamenti climatici, geodesia, idrologia, oceanografia, vulcanologia, sismologia sono alcuni dei settori specifici in cui lavorano i giovani partecipanti a questo corso estivo. Tutti questi campi possono godere del contributo delle missioni di osservazione della Terra dallo spazio.

Giogia Macchiavello - CIMA, Università di Genova

“La nostra attività è finalizzata al monitoraggio e gestione dell’ambiente con particolare riferimento all’idrologia, all’inquinamento ed alla valutazione dei rischi” – spiega Giorgia Macchiavello del Centro di ricerca interuniversitario in Monitoraggio Ambientale (CIMA) dell’Università di Genova, che fa analisi di immagini satellitari per la creazione di modelli idrologici. “Queste tecnologie e metodologie che vengono sviluppate al CIMA, riconosciute su scala nazionale, ritrovano anche altre applicazioni.

Per quel che riguarda l’idrologia, i dati satellitari vengono utilizzati in congiunzione con altri dati che riguardano il territorio preso in considerazione, quali: i suoi bacini idrici, lo stato dei flussi, i dati meteorologici, etc. Si stima e quindi si modella, conoscendone la portata, il flusso d’acqua all’interno dei bacini stessi, avendo così la possibilità di prendere delle decisioni gestionali relative alle strutture del territorio stesso come dighe o chiuse.

Per esempio a fine maggio del 2008, dinnanzi alla forte precipitazione piovosa verificatasi nel Nord Italia, grazie all’informazione fornita dai modelli idrologici elaborati anche con i dati forniti dal satellite, è stato possibile gestire i flussi dell’acqua nelle chiuse utilizzando gli stessi per produrre energia ed evitarne lo straripamento nelle zone abitate e coltivate.

Anche dati che noi pensiamo possano essere utili solo per turismo sciistico, quali l’informazione sull’altezza della neve, una volta integrati in questi modelli possono essere utilizzati per descrivere, osservare e monitorare il territorio cui si riferiscono.”

Enrico Cadau
Enrico Cadau - Università La Sapienza di Roma

“Il nostro progetto “Sistema Integrato Gestione Rischio Incendi” (SIGRI) spiega Enrico Cadau, dell'Università La Sapienza di Roma, “serve per il monitoraggio, il controllo e la gestione del rischio incendi boschivi ed è basato sull'utilizzo di immagini da strumenti ottici e di radar a bordo dei satelliti per l'osservazione della Terra, oltre che dalle tecniche ed i sensori di terra più tradizionali.

Il sistema potrà gestire le emergenze riconducibili al problema degli incendi in Italia: sia la prevenzione, rischio di innesco, che il rilevamento e la valutazione del danno. Le autorità della regione della Sardegna sono molto interessate in questo progetto innovativo per l’individuazione satellitare ed il monitoraggio in tempo reale degli incendi boschivi in Sardegna.

I cittadini o le istituzioni interessati possono visualizzare e monitorare in tempo reale su Internet gli incendi presenti sia sulla Sardegna che sulla penisola Italiana.

Per esempio: l’incendio della pineta di Castelfusano di fine luglio 2008 è stato rilevato prima da un satellite europeo di tipo Meteosat che dalle vedette a terra.

Oltre alla prontezza di rilevamento da satellite, tramite il nostro sistema è possibile in maniera oggettiva, dinnanzi alla presenza di più incendi contemporanei, capire quale necessiti dell’intervento più urgente e quindi organizzare in maniera opportuna tutta la macchina dei soccorsi. Come dottorando di ricerca svolgo periodicamente lezioni di sistemi di telerilevamento aerospaziale presso la scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Università La Sapienza di Roma e a Malindi, Kenia, presso il “Broglio Space Centre”.

Il ruolo dell’ESA è molto positivo nel campo dell’insegnamento a livello avanzato. Inoltre, collaboro con l’ESA nello sviluppo di algoritmi per il rilevamento degli incendi per il “Service Support Environment” (SSE).”

Francesca Ticconi - Università di Sheffield, Inghilterra

“La mia ricerca si basa sullo studio del tasso di deforestazione nelle aree tropicali dove negli ultimi 20 anni si è registrato un alto grado di deforestazione”, -spiega Francesca Ticconi, dottoranda di ricerca presso Università di Sheffield, Inghilterra, - “la ricerca a livello internazionale è parte del progetto “Kyoto and Carbon Initiative” che ha come scopo quello di studiare il ciclo dell’anidride carbonica e che praticamente nasce dal protocollo di Kyoto.

E’ importante determinare quantitativamente l’entità della deforestazione poiché quando gli alberi vengono tagliati o bruciati l’anidride carbonica viene emessa nell’atmosfera. Il contributo di questa emissione è importante in un quadro generale per lo studio del cambiamento climatico.

Credo che la tecnica del “data assimilation”, uno dei temi del corso, possa essere utilizzata anche come metodologia nella stima dell’anidride carbonica relativa alla copertura del suolo, intesa come vegetazione. Con questa nuova metodologia si possono utilizzare i dati da satellite per migliorare le valutazioni che i modelli teorici danno nella stima del ciclo dell’anidride carbonica. Questo studio può anche essere applicato sul territorio italiano dove è alto il tasso di incendi soprattutto durante il periodo estivo.”

Giorgia Galidaki
Giorgia Galidaki - Università di Trieste, Università Aristotele di Salonicco

“È la prima volta che partecipo al corso dell’ESA”, - racconta Georgia Galidaki, ricercatrice greca dell’Università di Trieste e dell’Università Aristotele di Salonicco, Grecia – “ho scelto questo corso perché trovo le attività dell’ESA molto interessanti e stimolanti per la mia ricerca.

Giorgia sta sviluppando una metodologia che produrrà mappe delle specie viventi della foresta. “Questo studio sarà molto utile come mappa di base per molteplici applicazioni, sia in Italia che in Grecia. La collaborazione tra le due università, quella di Trieste e di Salonicco, è stata molto proficua. Ho scelto di studiare a Trieste poiché si è creato un ambiente molto stimolante grazie alla collaborazione fra i vari istituti di ricerca.”

71 giovani scienziati provenienti da 26 nazioni

“Io spero che la scuola vi abbia fornito un' idea migliore delle grandi sfide nel campo della ricerca sul sistema Terra e sugli strumenti per studiarlo dallo spazio, ed anche un' opportunità unica di incontrare ricercatori di diverse discipline della Scienza della Terra", ha concluso Pierre-Philippe Mathieu, organizzatore del corso del dipartimento della Scienza ed Applicazioni dell'Osservazione della Terra del Centro ESA-ESRIN alla cerimonia di consegna dei certificati di partecipazione.

Le domande per la prossima e quinta edizione della scuola estiva, potranno essere inviate online sul sito del corso estivo nel periodo Gennaio – Marzo 2010.

Per ulteriori informazioni sulle attività all’ESRIN della scuola estiva, si prega di contattare:

Pierre-Philippe Mathieu Tel:+ 39 06 941 80 568

Copyright 2000 - 2014 © European Space Agency. All rights reserved.