Ottocento giardinieri sulla Terra e uno nello spazio

22 Febbraio 2011

È iniziato giovedì 17 in quattro diverse località europee e sulla Stazione Spaziale Internazionale il progetto educativo "Una serra nello spazio". Questa impresa unica coinvolge gli studenti e l'astronauta dell'ESA Paolo Nespoli, che faranno crescere per alcuni mesi la stessa pianta in piccole serre, preparate dalla ditta italiana AeroSekur coordinata dal Direttorato dei Voli Spaziali Abitati dell'ESA.

Far crescere piante è essenziale per tutti noi. Oltre ad essere belle e rilassanti, le piante sono fondamentali sulla terra come per il volo spaziale perché producono cibo. E possono essere anche educative: il progetto "Una serra nello spazio" (Greenhouse in space) offre ai ragazzi europei tra i 10 ed i 16 anni la possibilità di confrontare la crescita delle piante che crescono sulla terra con quella delle piante nello spazio.

Più di 800 ragazzi sono ora dei veri e propri "giardinieri spaziali", e fanno domande pertinenti, ad esempio "Come fanno le piante nello spazio a sapere come è su e come è giù?" e "Quanto è difficile piantare semi nello spazio?"

Insieme a Paolo Nespoli, astronauta dell'ESA a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, potranno ora, con i loro propri esperimenti, trovare le risposte ad alcune delle loro domande.

Giovedì giorno di semina

Student speaking with Paolo at EAC
Un momento del collegamento

Il progetto è stato lanciato giovedì 17 in Francia, Germania, Italia e Portogallo in contemporanea con Paolo sulla Stazione. Gli studenti e gli insegnanti, in collegamento video, hanno appreso come assemblare la loro serra e come piantare i semi di Arabidospis thaliana .

Seminare non è stato semplice data la dimensione minuscola dei semi, ma la scelta della pianta è stata tutt'altro che casuale. L' Arabidopsis thaliana ha già dimostrato di essere un esemplare in grado di crescere nello spazio e, cosa ancora più importante, ha la capacità di auto-impollinarsi – una caratteristica, questa, essenziale per le future applicazioni, data l'assenza di insetti da impollinazione nello spazio.

Gli studenti di Colonia sono stati anche allietati dall'improvvisa apparizione di Alexander Gerst, uno dei nuovi astronauti ESA. In Italia, c'era anche un legame in più con lo spazio: alcuni degli studenti presenti tra il pubblico venivano dalla scuola lombarda frequentata da Paolo a suo tempo.

Un messaggio dallo spazio

Portugese children at the Greenhouse in Space event
La serra è pronta!

Paolo si è unito agli studenti nel pomeriggio per una chiamata video di 20 minuti dallo spazio, mostrandoci la sua serra appositamente qualificata per lo spazio e annaffiando i suoi semi.

Il nostro astronauta ha dimostrato che procedure semplici sulla Terra, come quella di annaffiare, sono estremamente complesse e possibilmente pericolose in assenza di gravità.

Paolo ha risposto ad alcune domande poste dai tanti ragazzi dai diversi paesi in questa rara opportunità loro offerta – non capita tutti i giorni di parlare con un astronauta nello spazio!

Gli studenti e gli insegnanti possono mandare le loro foto e parlare tra di loro a proposito della Serra nello spazio sulla pagina dedicata in Facebook nonché inviare email al team Educativo del Volo Abitato all'indirizzo isseducationteam@esa.int.

Portugese children at the Greenhouse in Space event
I ragazzi portoghesi al lavoro durante l'evento

Il migliore messaggio durante la giornata di giovedì è venuto forse dall'evento di Lisbona, che ha enfatizzato l'importanza di incoraggiare l'interesse dei ragazzi verso la scienza fin da piccoli.

Paulo Fonseca, un'insegnante della Escola Básica D. Duarte Viseu, ha detto: "Questa è stata un'occasione unica per parlare con un astronauta e stimolare nei nostri ragazzi l'appetito per la scienza".

L'evento è stato un successo tale che il Direttore ESA dei Voli Spaziali Abitati Simonetta Di Pippo si è dichiarata entusiasta: "Vedere lo slancio e la passione di questi ragazzi e di questi insegnanti da tutta Europa è per noi motivo di gioia e uno stimolo per continuare a lavorare sugli esperimenti educativi anche per le prossime missioni".

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