Planck svela l’Universo - di ora e di allora

L'immagine delle microonde fornita da Planck
5 Luglio 2010

La missione Planck dell'ESA ha rilasciato la sua prima immagine a tutto cielo. Un'immagine che non solo amplia le nostre conoscenze sul modo in cui si formano stelle e galassie, ma ci racconta anche come l'Universo stesso è venuto alla luce dopo il Big Bang.

"Questo è il momento per il quale Planck è stato concepito", dichiara il direttore del Direttorato di Scienza ed Esplorazione Robotica dell'ESA, David Southwood. "Non stiamo offrendo la risposta. Stiamo aprendo le porte di un Eldorado in cui gli scienziati potranno andare a caccia di pepite d'oro, che li porteranno ad approfondire la nostra comprensione su come l'Universo è nato e su come funziona. L'eccezionale qualità di quest'immagine è un tributo agli ingegneri che hanno costruito e gestito Planck. Ora è il momento di dare il via al raccolto scientifico".

Planck sonda tutto il cielo

Dalle regioni più vicine della Via Lattea ai più lontani meandri dello spazio e del tempo, la nuova immagine a tutto cielo di Planck è per gli astronomi uno straordinario scrigno, colmo di dati inediti.

Al centro dell'immagine scorre il disco principale della nostra Galassia, sul quale si stagliano pennacchi di polvere fredda che si estendono al di sopra e al di sotto della Via Lattea. È in questa tela galattica che si stanno formando le nuove stelle. Planck ha individuato numerose zone in cui singole stelle stanno per affacciarsi alla vita, o sono in procinto di iniziare il loro ciclo evolutivo.

Meno spettacolare, ma forse più intrigante, il fondale screziato nella parte alta e bassa della mappa. È la radiazione cosmica di fondo a microonde (CMBR - Cosmic Microwave Background Radiation). La più antica luce dell'Universo, quello che rimane della palla di fuoco dalla quale il nostro Universo ha avuto inizio, circa 13.7 miliardi di anni fa.

Se la Via Lattea ci mostra com'è l'Universo oggi, sono quelle microonde a farci vedere qual'era il suo aspetto all'epoca della sua formazione, quando ancora non esistevano stelle o galassie. In esse, dunque, sta il cuore della missione Planck: ricostruire, a partire dal disegno di quel fondale screziato, cosa avvenne nell'Universo primordiale.

Quel disegno a microonde è il progetto cosmico che sta dietro alla costruzione degli attuali ammassi e superammassi di galassie. I diversi colori rappresentano impercettibili differenze di temperatura e densità di materia nel cielo. Minuscole irregolarità attorno alle quali si sono mano a mano formate regioni più dense, le odierne galassie.

La CMBR copre l'intero cielo, ma nell'immagine di Planck la maggior parte di esso è nascosta dall'emissione della Via Lattea: per cogliere il fondo cosmico a microonde nella sua interezza, questa emissione dovrà essere rimossa digitalmente attraverso complessi algoritmi.

Il cielo visto da Planck in precedenti immagini

A lavoro terminato, Planck sarà in grado di mostrarci l'immagine del fondo a microonde più precisa che sia mai stata ottenuta. La grande scommessa è vedere se da quei dati emergerà la firma cosmica di quell'evento primordiale chiamato inflazione cosmica. Evento che dovrebbe aver avuto luogo immediatamente dopo il Big Bang, e durante il quale, in un tempo brevissimo, l'Universo si sarebbe espanso enormemente.

Planck sta continuando a disegnare la mappa dell'Universo. Entro la fine del 2012, termine della missione, avrà completato quattro ricognizioni dell'intero cielo. Proprio per il 2012 è in programma il rilascio del primo insieme completo di dati della CMBR. Già nel mese di gennaio del 2011 sarà invece disponibile il catalogo contenente le galassie distanti e le singole sorgenti della nostra Galassia.

"Quest'immagine", conclude Jan Tauber dell'ESA, Project Scientist di Planck, "è appena un assaggio di quello che Planck arriverà a vedere".

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