Progetto Galileo: firmato il contratto per la costruzioni dei primi quattro satelliti

Galileo
20 Gennaio 2006

INTERVISTA 03-2006. È stato siglato ieri a Berlino il contratto da a 950 milioni di euro tra ESA e la GmbH, il consorzio delle industrie Galileo, che riunisce oltre 100 industrie spaziali europee, per lo sviluppo operativo del sistema di navigazione satellitare Galileo. Quale è il punto sulla situazione?

Il contratto appena firmato dà il via libera alla costruzione dei primi quattro dei 30 satelliti che faranno parte della costellazione finale su cui poggia il segmento spaziale di Galileo.

E dà il via libera anche alla realizzazione di un’estesa rete di stazioni di terra che saranno in grado di ricevere e inviare segnali fra loro e ai satelliti stessi: è, in un certo senso, il cordone ombelicale che lega la costellazione satellitare a Terra. Il segmento di terra è essenziale, anche se quando si parla di spazio si tende a focalizzarsi solo su quello spaziale.

È naturale quindi che la firma di questo contratto sia stata accolta con grande soddisfazione: il progetto Galileo è un progetto congiunto di ESA e Unione Europea ed è uno degli assi portanti della strategia spaziale del nostro continente.

GIOVE-A mated with Fregat launcher upper stage
GIOVE-A

Con la firma di questo contratto si entra nella fase matura del progetto Galileo. Quali saranno i prossimi passi?

Con questo contratto inizia la fase matura del progetto, che aveva avuto inizio il 28 dicembre scorso con il lancio di Giove-A, il primo satellite di Galileo. Giove-A era stato lanciato per effettuare una serie di test tecnologici in orbita e appena qualche giorno fa, il 12 gennaio, Giove-A ha inviato i suoi primi segnali . Quindi tutto sta procedendo come atteso.

Nel corso del 2006 saranno stabilite le prime date di lancio dei quattro satelliti operativi di Galileo e una volta che siano in orbita potremo dire che Galileo sarà nato: quattro satelliti sono l’assetto minimo perché Galileo possa fornire un corretto posizionamento e di ora esatta. Con questa mini costellazione potremo iniziare a fare i primi test significativi per perfezionare le naturali viscosità, fino ad arrivare alla piena operatività del sistema.

Completati i test orbitali, si passerà alla costruzione dei rimanenti 26 satelliti e al loro lancio, parallelamente al completamento della rete delle stazioni di terra e di centri di servizio.

Artistic view  of  Galileo
Costellazione Galileo

Galileo è un progetto di navigazione europeo ma strada facendo la sua portata si è ampliata sempre di più, coinvolgendo per esempio paesi come Cina e India. Quale è il significato di questo coinvolgimento internazionale così ampio?

È un riconoscimento della validità del progetto. La navigazione guidata da satellite viene riconosciuta come uno strumento utile, in primo luogo dal punto di vista delle applicazioni, sia in termini di nuovi prodotti che per quanto riguarda la gestione delle risorse. Ed è anche un riconoscimento della capacità dell’ESA di coordinare un progetto di queste dimensioni.

La cooperazione internazionale in effetti è molto estesa: è di questi giorni l’accordo raggiunto tra Unione Europea e Corea del Sud, la quarta potenza economica asiatica, che da tempo utilizza i servizi di navigazione da satellite. È un accordo di ampio respiro, per l’utilizzo su base scientifica, commerciale, industriale del segnale rilasciato da Galileo.

Oltre ai paesi già citati è bene ricordare anche i paesi non europei di area mediterranea, Israele compreso, ma anche molti paesi dell’America Latina: Galileo si pone lo scopo di mobilitare l’adesione più ampia possibile. È un progetto che ha grandi potenzialità di sfruttamento commerciale e che molte caratteristiche che lo rendono particolarmente appetibile: non nasce a fini militare, ma è gestito dalle istituzioni civili – e questo per inciso – significa che il suo segnale è garantito, non è cioè soggetto a eventuali sospensioni in caso di crisi militari fra paesi.

Galileo è stato progettato in modo da essere pienamente compatibile con il GPS statunitense e il sistema di navigazione russo, il GLONASS.

GSTB-V2/A in orbit (artist's impression)
GSTB-V2/A in orbita

Galileo garantisce una migliore affidabilità di segnale. Quali nuove applicazioni dobbiamo aspettarci?

Galileo, tra le sue caratteristiche, garantisce un segnale più preciso del GPS e un ottimo funzionamento anche nelle aree cittadine, laddove il GPS presenta diversi problemi. Questo permette di pensare anche ad applicazioni che finora non sono state sviluppate adeguatamente, come per esempio l’utilizzo del segnale di posizionamento per l’aiuto ai non-vedenti o per coloro che soffrono di Alzheimer e che sono soggetti a perdita di memoria.

È suggestivo, tra l’altro, pensare che applicazioni di questo genere non discendono da una spinta all’applicazione tecnologica ma soprattutto da quella rivoluzione scientifica che circa 100 anni fa ha condotto prima alla fondazione della Relatività e poi alla teoria della Meccanica Quantistica. Teorie fisiche, specialmente la prima, che nascono come speculazioni teoriche e che non avevano nel proprio orizzonte immediato applicazioni utili e commerciabili. Appare poi paradossale che il protagonista di quella stagione scientifica straordinaria sia stato Albert Einstein, che all’epoca era impiegato presso un ufficio brevetti in un ruolo decisamente orientato all’applicazione.

Tutto ciò per mettere in evidenza ancora una volta come la tendenza di oggi a tracciare una separazione tra ricerche a fini applicativi e ricerca di base sia del tutto privo di senso.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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