Razzi su Frascati

13 Marzo 2001

E’ con occhi invidiosi che un gruppo di bambini guardava, sabato, un gruppo di adulti divertirsi come matti mentre lanciavano i loro razzi artigianali, ma quello che poteva sembrare un gioco agli sguardi di un passante occasionale, in realtà era una faccenda molto seria.

Gli studenti del corso di Master in Ingegneria dei Sistemi Spaziali dello SpaceTech stavano gareggiando per scoprire chi riusciva a valutare con maggiore precisione l’altezza di volo dei rispettivi razzi. I calcoli dovevano tenere conto di fattori esterni quali il design del razzo, le proprietà di superficie, il vento, le tecniche di misura e l’aerodinamica.

La piattaforma di lancio era costituita da un campo sulle colline intorno a Frascati, vicino Roma, sede dell’ESRIN, l’Istituto Europeo di Ricerca Spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea. Dal 5 all’18 marzo, l’ESRIN ospita la quarta delle cinque sessioni di 2 settimane che compongono il programma di Master organizzati dal TopTech Studies dell’Università di Delft, nei Paesi Bassi.

Questo programma, assolutamente unico nel suo genere, è nato negli anni ’90, dopo un serrato lavoro di consultazione con l’industria aerospaziale europea, l’Agenzia Spaziale Europea e la facoltà di Ingegneria Aerospaziale dell’Università Tecnologica di Delft. Il corso è riservato a laureati in ingegneria, manager tecnici e scienziati con diversi anni di esperienza professionale nel campo dell’industria spaziale, e comprende una parte di formazione teorica e una di addestramento in vari campi dell’ingegneria dei sistemi tecnici, completate da corsi sugli aspetti commerciali dell’industria spaziale. Il metodo didattico prevede lezioni teoriche e addestramento pratico.

I partecipanti provengono da una vastissima gamma di aziende del settore aerospaziale, quali Alena Spazio, Astrium, Telespazio, OHB Systems and Boeing, e di agenzie spaziali europee di grande prestigio, come il Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) francese, il Deutsches Zentrum fûr Luft und Raumfahrt (DLR) tedesco e, naturalmente, l’Agenzia Spaziale Europea. I rappresentanti dell’industria e delle agenzie spaziali, nonché di accademie, fanno parte del Consiglio Consultivo che è alla guida del programma dello SpaceTech.

Il Master in Ingegneria dei Sistemi Spaziali prevede cinque sessioni integrate di lezioni, ciascuna della durata di due settimane, ripartite nel corso dell’anno accademico, organizzate presso o vicino i più importanti Centri Spaziali Europei dell’ESRIN/ESA (Italia), ESTEC/ESA (Paesi Bassi), ISSAT/CNES (Francia), DLR/GSOC (Germania) e l’Università Tecnologica di Delft (Paesi Bassi). Fra una sessione e l’altra, si utilizza Internet per il tele-insegnamento e per assicurare il contatto con gli altri studenti e docenti.

Il termine "studenti", a dire il vero, è alquanto fuorviante. I partecipanti al programma sono, in realtà, specialisti altamente qualificati, tutti già operativi nell’industria spaziale. Sono uomini e donne dell’età compresa fra i 32 e i 47 anni, di Paesi diversi e con diversi background professionali. L’unico comune denominatore è la loro passione per lo spazio. E non può che essere così, visto che il lavoro da svolgere nell’ambito del Master è duro e intensivo, per non parlare dello studio, che va ad aggiungersi ad una normale giornata lavorativa.

Secondo Tony Holt, ingegnere specialista in navigazione e controllo di guida di Astrium UK e padre di tre bambini, partecipare a questo programma è l’esperienza più dura che abbia mai fatto, ma anche immensamente gratificante.

"La nostra motivazione è imparare il funzionamento dell’intero sistema, gli aspetti commerciali oltre a quelli tecnici". Secondo Tony, un elemento fondamentale è anche "la conoscenza che si può acquisire dall’esperienza degli altri, in modo da poter comunicare con ingegneri, esperti finanziari e di marketing parlando la loro stessa lingua".

Un ruolo importante è svolto dal lavoro d’équipe e dall’apprendimento delle capacità interpersonali. Gli studenti devono applicare le loro conoscenze tecniche e commerciali per elaborare una proposta commerciale da presentare ad un comitato di rappresentanti di alto livello dell’industria spaziale. Il gruppo di quest’anno sta lavorando su una proposta commerciale per il mercato marittimo – un prodotto che utilizzerà le tecniche di tele-rilevamento per elaborare previsioni molto accurate, dell’ordine dell’ora, dello stato del mare entro un raggio di 20 chilometri, da utilizzare nel campo dell’industria dei trasporti marittimi e della navigazione da diporto.

L’obiettivo alla base del Master è soddisfare le esigenze della comunità delle industrie spaziali formando ingegneri capaci di gestire l’intero processo, dagli aspetti legati allo sfruttamento commerciale alla comprensione delle domande del mercato attraverso le tecniche di finanziamento, implementazione, collaudo, produzione e marketing. Il Professor Larson, membro eminente del comitato di programma del Master, ha così riassunto la filosofia del corso: "L’esplorazione e la ricerca spaziali sono un business molto costoso; per andare avanti, devono essere redditizie per i Governi e per le industrie coinvolte".

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