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    Scuola estiva internazionale sull’assimilazione dei dati di Envisat

    1 Settembre 2003

    Si è appena conclusa la prima Scuola estiva internazionale sull’assimilazione dei dati di Envisat, svoltasi a ESRIN, l’Istituto per la ricerca spaziale dell’ESA, poco fuori Roma. Sponsorizzata dall’ESA e dal Programma mondiale di Ricerca sul Clima, la Scuola estiva, di due settimane, è stata frequentata da 57 giovani scienziati provenienti da 17 Paesi.

    L’idea di una Scuola estiva è nata da una serie di discussioni tra gli scienziati dell’ESA e Alan O’Neil del Centro di Ricerca di assimilazione di dati, dell’Università di Reading, nel Regno Unito. Il suo scopo è di aiutare a formare una nuova generazione di scienziati ad ampio raggio di interessi indispensabili per sfruttare i nuovi dati che ora si ricevono dai satelliti, in particolare dal satellite Envisat dell’ESA, lanciato nel febbraio 2002.

    Il tempismo della Scuola estiva è stato notevole, poiché questa è stata organizzata subito dopo che il processamento di ruotine dei dati di Envisat è divenuto pienamente operativo. Dei 10 strumenti a bordo di Envisat, tre – MIPAS, SCHIAMACHY e GOMOS – stanno fornendo informazioni rilevanti sulla struttura e l’evoluzione dell’atmosfera terrestre, come la distribuzione della temperatura a seconda dell’altitudine e della latitudine, o la distribuzione di importanti tracce di gas come l’ozono.

    Una delle priorità della Scuola è stata di mostrare come la tecnica portentosa dell’assimilazione dei dati può essere usata per accrescere il valore dei nuovi prodotti che derivano dai dati. L’assimilazione dei dati è una tecnica chiave per sintetizzare l’informazione complementare che viene da questi strumenti e per produrre una valida e accurata rappresentazione tridimensionale dell’evoluzione dell’atmosfera.

    Una simile visione è necessaria per capire come funzionino e interagiscano i complessi processi chimici e meteorologici dell’atmosfera. Questo renderà più affidabili i futuri modelli matematici per prevedere come le cause naturali o gli effetti dell’inquinamento provocato dall’uomo potranno in futuro cambiare l’atmosfera.

    Tutti gli insegnanti della Scuola estiva sono esperti di punta nei loro campi di ricerca quali la progettazione della strumentazione satellitare, l’analisi dei dati, i modelli atmosferici e l’assimilazione dei dati. Caratteristica fondamentale del corso è stato riproporre nel pomeriggio, per mezzo di simulazioni pratiche al computer, ciò che in teoria era spiegato durante i corsi del mattino.

    Previsione della distribuzione dell' ozono per il 1 settembre

    Durante una delle esercitazioni si è analizzato l’attuale stato del buco dell’ozono utilizzando i dati provenienti dagli strumenti a bordo dei satelliti Ers-2 ed Envisat dell’ESA. Gli studenti hanno rilevato che il buco dell’ozono era già ben sviluppato alla fine dell’agosto 2003 e le previsioni fatte grazie alle tecniche di assimilazione dei dati hanno sottolineato un ulteriore approfondimento del buco stesso.

    Gli studenti si sono trovati d’accordo nel ritenere la Scuola molto utile, specie perché ha dato loro l’opportunità di imparare da ciascuno e di prendere validi contatti con gli altri ricercatori, passo importantissimo per la loro carriera.

    Chao Fu, ricercatore canadese della York University a Toronto: “La qualità dell’insegnamento è stata eccellente e gli insegnanti sono tutti esperti nei loro campi. Ho imparato moltissimo su come funziona l’assimilazione dei dati”.

    Un’altra partecipante, Corinne Vigoroux, dall’Istituto belga di Space Aeronomy: “Nel mio lavoro utilizzo dati presi a terra per misurare i gas serra. Qui alla Scuola estiva, ho potuto constatare la situazione nella sua interezza, vedendo cosa fanno le altre persone, come il mio lavoro può essere sfruttato meglio e come sia utile comparteciparlo a una comunità più ampia di studiosi”.

    Insegnanti e studenti hanno espresso la speranza che la Scuola non sia stata un’esperienza episodica, ma la prima di molte altre. Claus Zehner, della sezione Ricerca e Sviluppo di Osservazione della Terra, dell’ESA: “Envisat può fornirci una gran quantità di informazioni prima non disponibili. Invitare i giovani scienziati a una Scuola estiva per mostrare loro i nuovi dati satellitari e il loro uso è un modo significativo di assicurare l’ulteriore sfruttamento di questa missione unica”.

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