Senti chi parla: l'esperimento SuitSat-1

SuitSat being readied for release
SuitSat
10 Febbraio 2006

INTERVISTA 06-2006. Nel corso di una passeggiata nello spazio di quasi 6 ore, i due astronauti della Stazione Spaziale Internazionale Valery Tokarev e William McArthur hanno lanciato un satellite particolare: una vecchia tuta spaziale vuota, munita di una radio amatoriale, che trasmetterà messaggi in 6 lingue del mondo. Che scopo ha questo esperimento?

La prima cosa che viene in mente è che sia stato un gesto per permettere ai due astronauti di scaricare i nervi: dopo diversi mesi di vita nello spazio probabilmente c’è un collega astronauta che si vorrebbe defenestrare... scherzi a parte, SuitSat-1 è un piccolo esperimento per coinvolgere le scuole e in generale i radioamatori, che da sempre sono una comunità interessata alla stazione spaziale internazionale.

La tuta, una vecchia tuta russa Orlan, trasmetterà messaggi registrati in molte lingue per circa una settimana. I radioamatori e le scuole che sono state coinvolte in questo esperimento potranno provare a captare i segnali sui 145,99 Mhz in modulazione di frequenza.

Non è una sfida banale: in ogni località i messaggi potranno essere captati per pochi minuti, da quando la Stazione Spaziale Sorge sull’orizzonte a quando tramonta. Questo passaggio è molto veloce, perché la Stazione Spaziale compie un’orbita completa intorno alla Terra in circa 90 minuti.

La cosa divertente è che nei messaggi trasmessi sono state inserite delle parole nascoste: le scuole che riescono a identificarle dovranno mandare un messaggio alla comunità dei radioamatori (ARISS) che poi procederà alla premiazione finale.

L’esperimento dura solo una settimana, il tempo di durata delle batterie. Poi la tuta vuota, e a quel punto anche muta, rimarrà in orbita per circa 6 settimane, per cadere infine verso Terra, bruciandosi nel rientro in atmosfera. Una scena degna di un film di fantascienza degli anni ’70.

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SuitSat-1 trasmetterà messaggi registrati in molte lingue per circa una settimana

Perché l’ESA ritiene che sia importante coinvolgere gli studenti con attività di questo genere?

Nel corso degli anni si è preso coscienza dell’importanza sempre maggiore di coinvolgere le giovani e le giovanissime generazioni nelle attività spaziali. Solo per limitarsi alle radiotrasmissioni, a bordo della Stazione Spaziale sono state installate due stazioni radio, entrambe nel segmento russo: la prima su Zarya e la seconda nel modulo logistico Zvezda.

La portata didattica per i ragazzi è a vari livelli. Da una parte c’è la meraviglia dell’evento: possono conversare per qualche minuto con un astronauta che in quel momento sta passando sopra le loro teste e può raccontare loro come si vive sulla stazione spaziale o descrivere loro che cosa prova osservando la Terra dallo spazio; in seconda battuta possono percepire lo spazio come un’attività reale e accessibile: lo spazio cioè diventa familiare. Infine, soprattutto per i più grandi, c’è la possibilità reale di utilizzare la matematica e la fisica che stanno studiando a scuola per mettersi in condizioni di conversare con l’astronauta. La cultura, cioè, per realizzare una cosa apparentemente impossibile. In questo senso, paradossalmente, anche un fallimento di Suitsat-1 sarebbe utile: si tratterebbe di capire perché non ha funzionato e riprovare. La scienza ha una capacità enorme di edificare sui propri insuccessi.

Artist's impression showing ISS
ISS

Nei prossimi mesi è previsto un nuovo ritorno al volo dello shuttle, questa volta con destinazione la Stazione Spaziale. Lo Shuttle Discovery porterà in orbita anche l’astronauta europeo Thomas Reiter, che per la prima volta farà parte dell’equipaggio permanente della Stazione Spaziale. Che cosa significa per l’ESA?

Per l’Europa è un volo atteso perché, come hai ricordato, a bordo del Discovery ci sarà l’astronauta europeo Thomas Reiter, che farà parte dell’equipaggio della Stazione per una permanenza in orbita di sei mesi. Reiter, fra l’altro, ha già soggiornato per sei mesi nello spazio a bordo della stazione spaziale russa MIR, nel 1995. Nel caso in cui Reiter dovesse essere sostituito all’ultimo momento, l’astronauta di riserva è il francese Léopold Eyharts: la presenza europea è, insomma garantita.

Per la Stazione Spaziale si tratta invece del ritorno a un equipaggio a tre astronauti dopo circa due anni, perché in seguito all’incidente dello Shuttle Columbia nel febbraio 2003 l’equipaggio era stato ridotto a due, con ovvie ripercussioni sulla scienza a bordo della Stazione.

Il Discovery proseguirà i test sul funzionamento delle condizioni di sicurezza che sono state messe a punto dai tecnici della NASA dopo l’incidente del Columbia.

L'astronauta europeu André Kuipers

Quali compiti avrà l’astronauta europeo?

Oltre alle attività per il funzionamento della Stazione Spaziale, Reiter condurrà diversi esperimenti scientifici che hanno superato selezioni piuttosto aggressive, alcuni esperimenti commerciali, cioè sponsorizzati da privati, e infine attività di didattica per il coinvolgimento dei giovani.

In particolare sugli esperimenti scientifici la lunga durata della permanenza in orbita ha conseguenze significative. Le missioni precedenti di astronauti europei erano durate circa 10 giorni. E gli esperimenti che sono stati eseguiti in quelle occasioni erano stati calibrati per quella durata massima. Avere un astronauta europeo a bordo della ISS per sei mesi significa preparare il terreno all’arrivo del laboratorio europeo Columbus: Columbus è un modulo che dovrà essere agganciato in modo permanente alla Stazione Spaziale nel corso dei prossimi voli Shuttle. Una volta che Columbus sia in orbita, l’utilizzo della Stazione Spaziale da parte dell’Europa entrerà in una fase matura e più interessante.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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